Waze aiuta i criminali? Polizia contro il navigatore social

waze-mapsDal Tuttocittà ad oggi, il sapersi muovere in città è tutta un’altra storia. Di sicuro non ci si perde più ma si conosce sempre meno quello che abbiamo attorno, abituati a seguire senza starci a pensare troppo, quella vocina che ci sussurra la direzione dal navigatore della macchina o del nostro cellulare.

E anche qui di strada ne abbiamo fatta parecchia, da quando il navigatore era per pochi e i costi non permettevano a tutti di abbandonare testa e cartaceo. Grande successo ora lo ha avuto proprio un’app per cellulare, gratuita e social. Stiamo parlando di Waze, il navigatore che ci ha catturato un po’ tutti con le iconiche tondeggianti e la possibilità di sapere tutto su traffico, viabilità, incidenti e così via, proprio grazie alle segnalazioni degli altri utenti sul posto. Un’idea geniale e a basso costo che unisce poi anche il concetto del social network, perché poi con gli altri automobilisti (34 milioni di utenti registrati) connessi si può fare amicizia, chetare, insilare clacson virtuali e condividere percorsi e itinerari.

Tutto bellissimo se non fosse che ha indispettito le forze dell’Ordine americano, che stanno facendo pressione a Google (che ha acquistato l’app) per fargli disabilitare la possibilità di segnalare i posti di blocco della Polizia. Un modo per fare un certo stalking verso la Polizia in effetti, fornendo informazioni “utili” ai malviventi che girano per le strade con questa applicazione, anche se al momento non si è mai registrata alcuna correlazione tra atti del genere contro la Polizia e Waze.

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