Intelligenza artificiale: opportunità o pericolo? Ecco cosa ne pensano gli italiani #AI

La tecnologia ci pone sempre di fronte a grandi dilemmi, se da un lato apporta innovazione dall’altra può causare danni su diversi piani. Ma andando oltre fino ad arrivare a quella più avanzata, cosa pensano gli italiani dell’Intelligenza artificiale?

Per scoprirlo Chorally ha realizzato un osservatorio sui principali canali social e fonti nella rete in Italia. In sei mesi di monitoraggio (da inizio aprile a fine settembre 2018) sono stati raccolti più di 56.000 conversazioni espresse da circa 20.000 utenti.

L’intelligenza artificiale nel 2018 è onnipresente e si sprecano previsioni mirabolanti: la società di ricerca Markets and Markets, ad esempio, stima che il mercato dell’IA crescerà da $ 420 milioni nel 2014 a $ 5,05 miliardi entro il 2020.

Sentiamo parlare di Intelligenza Artificiale in combinazione con i big data nel settore sanitario e sono stati compiuti importanti progressi nel campo delle auto a guida autonoma. Google nella sua convention 2018 ci ha fatto vedere gli ultimi progressi raggiunti. Abbiamo sentito l’IA telefonare a un parrucchiere e a un ristorante per prenotare appuntamenti, gestendo il discorso come se fosse un essere umano.

Ma quali sono le impressioni, le discussioni, e soprattutto le paure e le speranze degli italiani?

Più della metà dei commenti risulta essere neutrale; andando a misurare il net sentiment (i.e. la differenza tra i commenti positivi e quelli negativi) notiamo che il giudizio sia tendenzialmente positivo (+16%). Mediamente quindi chi discorre del tema ha delle aspettative ottimiste dei benefici che la tecnologia potrà apportare, ed esprime curiosità rispetto al futuro.

Sono stati poi analizzati alcuni ambiti di interesse, in particolare su lavoro, divertimento, etica, shopping, trasporti e salute. Le opinioni presentano distribuzioni di positività e negatività molto diverse rispetto alla media generale.

Il lavoro, ad esempio, è l’ambito che raccoglie la maggior parte dei commenti all’interno degli ambiti analizzati in dettaglio. Il sentiment espresso in questo caso è in larga parte negativo: si evidenziano timori per i posti di lavoro, anche per professioni intellettuali, che saranno messi a rischio dall’intelligenza artificiale, unita alla robotica. Mentre le opinioni positive si focalizzano sul miglioramento della qualità lavoro (meno lavori pesanti e/o ripetitivi) e sulla nascita di nuove professionalità.

Sul fronte della salute, i commenti espressi non sono numerosissimi; probabilmente non viene percepita un’immediatezza di applicazione e il tema non suscita grande dibattito: la gran parte delle opinioni (71%) è di fiducia e speranza negli apporti benefici della tecnologia alla vita umana.
I pochi commenti negativi (14%), sono anche in quest’ambito riferiti non tanto ai progressi della tecnologia, quanto alla ricaduta occupazionale negativa.

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