Ecco il primo prototipo di smartphone senza batteria

Gli smartphone sono cambiati radicalmente solo nell’ultimo decennio, e le prestazioni offerte da questi terminali continuano a fare enormi progressi con il passare del tempo, ma il limite principale che continua a caratterizzare questi dispositivi è senza dubbio l’autonomia dettata dalle batterie integrate, un problema che spesso e volentieri costringe ad una ricarica quotidiana, tra la necessità di affidarsi alle modalità di risparmio dell’energia oppure a batterie extra o caricatori portatili per evitare di restare senza smartphone.

La ricerca legata alle batterie prosegue senza sosta per tentare di trovare soluzioni alternative, e se di recente abbiamo parlato di una scoperta che, in futuro, potrebbe consentire di ricaricare le batterie solo poche volte in un anno, in questi giorni si è parlato di qualcosa di completamente diverso. E’ stato mostrato un prototipo di smartphone che, per la prima volta, riesce a funzionare senza essere alimentato da una batteria.

Immaginare di poter avere a disposizione un dispositivo mobile che consente di accedere alle principali funzioni di un telefono senza bisogno di una batteria può sembrare il sogno di qualunque proprietario di uno smartphone che, almeno una volta, si è trovato a corto di energia. Un team di ricerca dell’Università di Washington, invece, è stato in grado di creare qualcosa del genere.

Quello che appare nel video che trovate in calce all’articolo, viene descritto come il primo telefono cellulare non alimentato da una batteria. Le funzioni sono molto limitate, consentendo solo di effettuare e ricevere chiamate o utilizzare Skype, e il funzionamento è piuttosto limitato, costringendo alla pressione di un tasto per passare dalla modalità voce a quella di ricevitore.

Per fare ciò i ricercatori hanno dovuto eliminare il processo che porta dall’analogico al digitale e che trasforma la voce in dati. Questo prototipo, infatti, riesce a captare le vibrazioni generate dalla voce trasformandole in segnali radio. Questo riduce drasticamente il consumo di energia permettendo al dispositivo di utilizzare solo 3.5 microwatt, ma l’altra faccia della medaglia riguarda l’obbligo di utilizzare una sorta di base personalizzata che consenta l’uso di questa tecnologia. I ricercatori, tuttavia, ritengono che questa tecnologia potrebbe essere integrata, in futuro, ad esempio nei router Wi-Fi.

L’alimentazione del dispositivo è quindi affidata all’ambiente circostante, con un piccolo sensore in grado di catturare la luce del sole trasformandola in energia ma anche dai segnali radio. E’ importante sottolineare che, trattandosi di un prototipo, non può essere considerato un dispositivo che vedrà effettivamente la luce sul mercato, ma si tratta comunque di un primo passo verso un futuro in cui gli smartphone potranno essere liberi dalle batterie.

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