Zero a zero: la storia di Daniele, Marco e Andrea

Daniele Rossi, Marco Caterini e Andrea Giulii Capponi tre ragazzi del 1977 che hanno provato a spiccare il volo nel fantastico mondo del Calcio italiano e che, per motivi diversi, non sono riusciti a farlo. Destino incrociato a quello di altri ragazzi, “giovani promesse” come loro, in un mondo che nulla perdona, come amaramente chiosa nel racconto l’allenatore che li lanciò nelle giovanili della Roma, Ezio Sella. Un mondo in cui sei solo e le opportunità di successo devi andarle a cercare, spesso inseguire, senza mai sentirti arrivato.14-01-Rossi-Totti

A nulla in fondo vale recriminare se tanti altri, magari onesti comprimari ma non talenti puri, ce l’hanno fatta. Si dice spesso nella vita: il treno passa una sola volta (a volte!). Purtroppo il loro treno è andato via senza mai tornare indietro. Certo guardando il calcio di oggi sembra tutto più semplice e quella tanto invocata seconda occasione, a cui si appellavano i protagonisti di questo documentario, l’hanno avuta altri campioni in erba, basti considerare le almeno 3/4 grandi possibilità di un certo Balotelli (che tra l’altro continua a gettarle al vento), ma non loro. La classe del ’77 parla però di giovani primavera che si affacciavano al calcio che conta nella prima metà degli anni 90, tempi in cui qualche barlume di meritocrazia e conquista del successo attraverso il lavoro ancora c’era nella nostra società. Pertanto le storie di questi giovani, oggi 38 enni, potrebbero essere quelle di molti di noi che da bambini inseguivamo un pallone con la speranza di vedere un giorno il proprio nome sulle figurine Panini, consapevoli però del fatto che la strada, soprattutto in una metropoli come Roma, era davvero impervia.

Dietro ogni bella o triste o nuova storia c’è sempre la mano del narratore, del regista, dell’artefice del racconto, di colui il quale riesce attraverso il suo estro, come un campione di calcio, a rendere al pubblico il senso della storia stessa, che molto spesso celebra uno spaccato della nostra vita. Il narratore di questa favola conclusa sul nascere è il regista pubblicitario Paolo Geremei, che è stato a sua volta giovane calciatore pieno di speranze, nei settori giovanili della gloriosa Smit Trastevere di Roma. Il passo dunque per raccontare una bella storia di sport e vita è del tutto naturale e il regista di origini umbre ci regala, nel 2012, questo film verità di 56′ che affronta le scelte e le vicende delle tre giovani promesse: Rossi, Caterini e Giulii Capponi, tutti e tre a un passo dall’inizio di una carriera da professionisti, tutti e tre sprofondati a pochi cm dal traguardo. Rai Tre ha proposto questo film in seconda serata venerdi scorso (in streaming fino al 2 maggio prossimo su rai.tv, Zero a Zero – il film) e i veri amanti di questo sport, con il cuore giallorosso (ma non solo), sono rimasti incollati per un’ora davanti al teleschermo, rapiti dal ritmo incalzante delle tre storie meravigliosamente tristi e allo stesso tempo intense e sincere.caterini_buffon

Daniele Rossi, attaccante estroso che contendeva il numero 10 al coetaneo Francesco Totti e il più delle volte risultava miglior giocatore delle varie competizioni giovanili, come nella finale di un torneo contro i pari età del Benfica, giocata dalla Roma nello stadio di Colombes a Parigi (dove girarono Fuga per la vittoria). Marco Caterini, titolare della Nazionale under 16, che nella fase finale dell’Europeo di categoria, costringeva in panchina un certo Buffon. Andrea Giulii Capponi, altro promettente portiere che riusciva ad esordire con la prima squadra in un amichevole estiva giocata a Madrid contro il Real, per l’addio al calcio del grande Butragueño e che Mazzone aveva deciso di portare con la propria rosa nel ritiro di Lavarone. capponiTre storie di calcio ma anche di vita, con i sogni bruscamente infranti sul ginocchio di Daniele; sulla convinzione, al momento decisivo, di meritare di più di una proposta da parte di una squadra di serie D di Marco; sull’incredula consapevolezza di aver forse sbagliato approccio agli occhi di mister Mazzone durante il ritiro ma di non aver meritato il successivo ostracismo che ne derivò da parte di Andrea.

Le vite immaginate che diventano utopie, rimpianti e che, alla fine, trasformano la rabbia e il dispiacere in voglia di riscatto. Ognuno a suo modo, dopo la sofferenza e il disappunto, riuscirà a rituffarsi nella vita reale, rinunciando a quella patinata di un calciatore professionista, la solita vita di sempre ma che, se davvero lo si vuole, può avere lo stesso sapore di successo e conquista. In fondo abbiamo tutti tante altre possibilità, la vera forza di un uomo è quella di saper andare avanti comunque.

Un racconto commuovente questo Zero a Zero, che fa ragionare sul valore delle scelte e sull’importanza di saper crescere, senza aver paura, seguendo comunque la propria strada, anche quando non appare più come il sentiero intrapreso per raggiungere la meta desiderata.

Questi tre ragazzi sono arrivati all’anticamera della serie A senza riuscire a viverla, ma oggi col loro racconto, il loro percorso e il loro esempio (insegnano tutti e tre ai bambini) possono ritenersi veri Campioni di vita… lo dice uno che aveva gli stessi identici sogni ma che si è fermato ancor prima dei cancelli di Trigoria, della Nazionale italiana e dello stadio Santiago Bernabeu. hqdefault

 

 

 

 

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