WWE vs AEW: ritorna la “guerra” tra federazioni nel wrestling?

In principio, furono gli anni ’80. Gli anni d’oro di un personaggio chiamato Terry Bollea, che tutti noi conosciamo come Hulk Hogan, che mandava in delirio con la sua “Hulkamania” folle intere di tutto il mondo, Italia compresa. Arrivano poi gli anni ’90 e con essi maggior violenza e maggior sangue, con minor copertura televisiva in Italia mentre negli Stati Uniti e in Canada andava in scena la Monday Night War tra le due federazioni più forti della disciplina di cui stiamo per parlare, la WWF (oggi WWE) in piena Attitude Era e la WCW. Con la ECW, la “terra dell’estremo” a fare da terzo incomodo. Con rappresentanti quali Stone Cold Steve Austin, The Rock, The Undertaker, Bill Goldberg e Triple H. Poi gli anni 2000, la Ruthless Aggression Era, l’esplosione di nuove stelle come Batista, John Cena, Randy Orton e Brock Lesnar e il ritorno di fiamma in Italia per via delle messe in onda del sabato pomeriggio di SmackDown su Italia 1 fino alla tragica morte del canadese Chris Benoit nel 2007. Di cosa stiamo parlando? Ma del wrestling ovviamente. Una disciplina appartenente alla categoria sport-entertainment (sport-spettacolo, in cui viene mescolato il lottato con la parte intrattenimento basata su storie da raccontare anche attraverso l’azione in ring) che molti qui in Italia danno per “morta” o “passata di moda” quando in realtà non è affatto così. Basti pensare al fatto che in paesi come gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone e, per rimanere in Europa, l’Inghilterra, le arene sono sempre o quasi piene di appassionati della disciplina pronti ad ammirare i loro atleti preferiti. Appassionati che negli ultimi mesi si sono ritrovati in una nuova situazione di imbarazzo della scelta sul prodotto da seguire: la WWE è sempre lì in alto come prima federazione di wrestling a livello mondiale per importanza e prestigio, ma è da pochi mesi nata una nuova federazione pronta a tener testa al succitato colosso e che ad esso ha dichiarato “guerra”. Una federazione chiamata AEW (All Elite Wrestling).

Situazione attuale: la WWE propone da diversi mesi a questa parte un prodotto maggiormente rivolto alle famiglie criticato dai puristi del wrestling per la poca qualità del lottato e la poca originalità e coerenza nella componente psicologica e relativa alle storylines. Il tutto nonostante un roster di primo piano comprendente “workers” di spessore come Seth Rollins (l’attuale Universal Champion, detentore del massimo titolo dello show principale, ossia Raw), AJ Styles, Brock Lesnar, Roman Reigns, Daniel Bryan, l’attuale WWE Champion Kofi Kingston, Randy Orton, l’attuale Intercontinental Champion Finn Balor, lo United States Champion Samoa Joe, Kevin Owens, Sami Zayn, Bobby Lashley, The Miz e tanti altri nomi. Per non parlare della componente femminile, che vede in organico donne dal grande talento come Charlotte Flair (figlia del pluricampione Ric), Becky Lynch, Bayley, Sasha Banks (attualmente in pausa e pronta a rientrare sul ring), Alexa Bliss e Asuka. Cosa che non accade nello show di sviluppo, ossia NXT, che si caratterizza per un lottato dalla qualità eccelsa (le puntate speciali di NXT, i TakeOver, finiscono spesso e volentieri tra gli show più apprezzati di ogni annata sfornando match degni delle 5 stelle su 5 di voto finale) dove gli atleti vengono gestiti con maggior libertà creativa. Nel mentre, la nuova AEW, federazione ideata dai wrestlers Cody Rhodes, Matt Jackson e Nick Jackson (questi ultimi due noti come il tag team degli Young Bucks) e fondata dal plurimiliardario imprenditore Tony Khan, si gode il grande successo del suo show di debutto, Double or Nothing, nel corso del quale sono andati in scena un match candidato a incontro dell’anno come lo scontro fratricida tra Cody Rhodes e il fratello Dustin (in WWE conosciuto come Goldust) e la rivincita tra Kenny Omega e Chris Jericho, terminato con la vittoria di quest’ultimo e l’attacco a entrambi i lottatori da parte di un debuttante Jon Moxley, il Dean Ambrose della WWE, tra il pubblico in delirio. E le sorprese non finiscono qui, perché in casa AEW si vogliono fare le cose in grande in occasione del secondo evento ufficiale della federazione, All Out in scena a Chicago il 31 Agosto: Chicago è la città natale di CM Punk, lottatore mai dimenticato dai fan e ancora oggi amatissimo nonostante abbia lasciato il wrestling cinque anni fa, e la AEW vuole tentare il grande colpo rappresentato da un suo potenziale acquisto anche in attesa dell’inizio degli show settimanali in onda su TNT, canale televisivo in cui andava in onda una ex grande rivale della WWE come la WCW. E nello stesso periodo (gli show settimanali della AEW partiranno in autunno), WWE SmackDown Live tornerà ad essere trasmesso su Fox e a Stamford si punta molto su questo contratto per rilanciare il brand anche a livello qualitativo oltre che a livello di ascolti, dall’inizio dell’anno altalenanti. E il tutto in giorni di trasmissione diversi: possiamo star certi che gli appassionati di wrestling di tutto il mondo ne vedranno delle belle. E c’è sempre Impact Wrestling (l’ex TNA) che continua a resistere nonostante la sua popolarità non sia più quella del periodo a cavallo tra gli anni 2000 e i 2010 e che si porta a casa diversi lottatori che hanno fatto la storia della ECW, la ROH (Ring of Honor) considerata la regina delle federazioni indipendenti nel territorio statunitense, e infine per quanto riguarda il mercato del resto del mondo, la NJPW considerata la federazione numero uno per prestigio al di fuori dell’area statunitense (l’evento Wrestle Kingdom è considerato la Wrestlemania asiatica) o la messicana Lucha Underground per quanto riguarda il mercato ispanoamericano.

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