Trump e i mondiali di calcio: come la questione USA-Iran influenza lo sport

La politica di Donald Trump avrà effetti anche sui Mondiali di calcio che partiranno questo giovedì: il presidente statunitense ha fatto sì che, a causa del dietro-front da parte di Trump riguardo l’accordo nucleare con l’Iran, le aziende USA che forniscono materiale nel Paese asiatico chiudano le attività. Per questo motivo Nike non potrà fornire le attrezzature alla Nazionale iraniana in occasione dell’imminente torneo calcistico.

Molti dei ragazzi allenati da Queiroz, noto per essere stato il vice di Sir Alex Ferguson per alcuni anni al Manchester United, dovranno utilizzare pertanto degli scarpini sostitutivi di marca diversa già a partire dalla prima partita, prevista per questo venerdì alle 17 a San Pietroburgo nell’omonimo stadio cittadino contro il Marocco. Questo fattore potrebbe incidere negativamente nelle prestazioni dei calciatori, e il CT della nazionale asiatica ha infatti manifestato dissenso nei confronti della decisione di Trump: “I giocatori devono abituarsi al loro equipaggiamento, non è corretto che debbano cambiarlo a pochi giorni dalla loro prima partita”. Protesta al riguardo anche l’ex capitano della Nazionale iraniana ed ex stella dell’Amburgo Mehdi Mahdavikia, il quale ha dichiarato che un provvedimento del genere sia illogico in una competizione come il Mondiale, perché si tratta di una competizione in cui le nazioni dovrebbero unirsi in nome della passione verso il calcio.

La questione USA-Iran applicata al calcio ha un precedente, riguardo alla partecipazione della nazionale asiatica all’edizione 2014 della Coppa del Mondo: l’Iran era, prima del torneo, penalizzato da alcune sanzioni comminate da Obama, ma grazie all’accordo nucleare, ma a differenza di quanto accadrà quest’anno, quattro anni fa il rifornimento alla squadra fu garantito.

L’Iran affronterà il Mondiale partendo dal Girone B, in cui oltre al Marocco, affronterà ben due delle grandi favorite alla vittoria, ossia il Portogallo di Cristiano Ronaldo campione d’Europa in carica e la Spagna di Lopetegui, futuro allenatore del Real Madrid, che può vantare in rosa ben cinque giocatori facenti parte della rosa che vinse il Mondiale sudafricano nel 2010 (Piqué, Ramos, David Silva, Busquets e Iniesta) e un organico ricostruito in maniera ottimale dopo il flop del 2014, con, oltre ai senatori, diversi elementi considerati tra i migliori interpreti in Europa nei loro ruoli.

 

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