Serie A Story. Stagione 2000-01: la Capitale vince ancora, ma a festeggiare questa volta è la Roma di Totti-Bati-Montella

Dopo diverse settimane di assenza, torna la rubrica Serie A Story. Dove eravamo rimasti? Ah, sì, alla stagione 1999-00. Pertanto, riprendiamo il nostro viaggio nella storia della Serie A e andiamo nell’estate del 2000. Estate in cui in Belgio ed Olanda si disputano i Campionati europei di calcio, vinti dai Campioni del Mondo della Francia in finale contro un’Italia vicinissima a vincere il suo secondo Europeo: dopo quaranta minuti di vantaggio azzurro, al 93° minuto pareggia per la Francia Wiltord e spegne momentaneamente i sogni di vittoria per i ragazzi di Zoff. Sogni che vengono definitivamente spenti ai tempi supplementari attraverso la regola dei golden gol: fatale la rete di Trezeguet al 103° minuto di gioco. Un Trezeguet che durante la stessa estate si ritroverà molti dei suoi avversari italiani come compagni, perché la Juve lo acquista poco dopo per 45 miliardi delle vecchie lire al fine di rinforzare un attacco già composto dalla coppia tutta italiana Del Piero-Inzaghi, con l’obiettivo da parte della società di riportare lo scudetto nella Torino bianconera dopo il traguardo sfiorato all’ultima giornata nella stagione precedente sotto il diluvio di Perugia, a vantaggio della Lazio. Una Lazio che è intenzionata a ripetere l’indimenticabile stagione 1999-00 e si scatena ancora una volta sul mercato acquistando “Cinghialone” Peruzzi tra i pali (con Marchegiani che retrocede a secondo portiere) e in attacco il “Piojo” Claudio Lopez (finalista di Champions con il Valencia) e soprattutto Hernan Crespo, arrivato dal Parma. I biancocelesti acquistano l’attaccante argentino per 110 miliardi di lire, che comprendono anche i cartellini di Matias Almeyda e Sergio Conceiçao, passati al Parma come (preziose) pedine di scambio. Lo scudetto della Lazio risveglia nei cugini della Roma una voglia di tornare a vincere che si fa sempre più forte: in giallorosso arriva un altro top player d’attacco, anche lui argentino come Crespo e anche lui nazionale argentino, ossia il “Re Leone” Gabriel Omar Batistuta, presentato allo Stadio Olimpico davanti a 13.000 tifosi romanisti, che si aggiunge ad un reparto offensivo già composto da Montella, Totti (che disputa un Europeo da applausi a scena aperta) e Delvecchio. Alla Fiorentina vanno 70 miliardi di lire, ai tempi la cifra più alta mai spesa al mondo per un giocatore che aveva superato i 30 anni (Bati ne aveva compiuti 31 a febbraio). Approdano nella Roma giallorossa anche Emerson, centrocampista brasiliano del Bayer Leverkusen, e l’allora 22enne Walter Adrian Samuel, centrale difensivo argentino del Boca Juniors. Mercato ricco di acquisti (Hakan Sukur e Robbie Keane i nomi più “forti”) ma senza botti degni di nota per l’Inter, mentre i cugini rossoneri scelgono una strategia di mercato conservativa, acquistando i soli Redondo e Roque Junior per puntellare la rosa. Al di fuori del tavolo delle big, il colpo lo fa il Brescia assicurandosi a parametro zero le prestazioni del Divin Codino Roberto Baggio.

Il campionato termina ancora una volta con Roma che vince e la Juve seconda classificata, ma stavolta a trionfare è la sponda romanista: 80.000 tifosi all’Olimpico festeggiano il terzo scudetto della storia giallorossa (arrivato a 18 anni dal secondo) in un memorabile Roma-Parma finito per 3-1 in favore della banda-Capello, con le reti del trio delle meraviglie Totti-Montella-Batistuta, autori in tre di 46 gol (20 reti per Bati e 13 a testa per Totti e Montella). Importanti furono anche risultati come il pareggio in rimonta nello scontro diretto del Delle Alpi di Torino per 2-2 (il primo gol giallorosso, siglato da Nakata, fu oggetto di alcune recriminazioni da parte dei bianconeri perché il trequartista giapponese venne schierato in campo grazie ai cambi di regole sugli extracomunitari arrivati a campionato in corso e la Roma in quell’occasione ne beneficiò) e il derby vinto per 1-0 contro la Lazio grazie a un’autorete del terzino biancoceleste Paolo Negro. Dietro Roma e Juve si piazza, al terzo posto, una Lazio che disputa un campionato al di sotto delle aspettative (Eriksson, l’uomo dei 7 trofei in tre anni, a gennaio viene sollevato dall’incarico sostituito da Dino Zoff) nonostante i 26 gol del capocannoniere Hernan Crespo. Si qualifica in Champions League anche un Parma che nel corso della stagione ha cambiato tre tecnici: Malesani viene esonerato dopo tredici giornate, viene sostituito da Arrigo Sacchi che si dimette dopo tre giornate perché “stressato dal calcio” e lascia la panchina a Renzo Ulivieri, che (inizialmente ingaggiato come traghettatore) tra i tre è quello che farà meglio perché si renderà artefice della qualificazione in Champions dei ducali. Si qualificano per la Coppa Uefa Inter e Milan, reduci da una stagione deludente su tutta la linea (anche se il Milan si consolerà con una storica vittoria nel derby per 6-0), e la Fiorentina di Terim (prima) e Roberto Mancini (poi), nona in campionato ma che accede in Uefa grazie alla vittoria della Coppa Italia, la sesta nella storia viola. Al settimo e all’ottavo posto troviamo le due neopromosse rivelazione della stagione (entrambe lombarde), ossia l’Atalanta di Giovanni Vavassori e il Brescia di Carletto Mazzone, quest’ultimo trascinato dai gol e dalle giocate del già citato Roby Baggio (affiancato da Dario Hubner) e del lancio in grande stile di Andrea Pirlo. Saranno le rondinelle a iscriversi all’edizione 2011 del Trofeo Intertoto.

In coabitazione con la Fiorentina, al nono posto con 43 punti si piazza anche il Bologna di Guidolin e Beppe Signori, con il Perugia di Serse Cosmi undicesimo con un solo punto in meno di differenza. Da segnalare la memorabile stagione, per gli umbri, di Marco Materazzi: da difensore, mette a segno ben 12 reti in 30 partite, di cui sette su calcio di rigore. La zona salvezza vede invece ben sei squadre in soli due punti: l’Udinese, dopo un’ottima partenza (che l’ha vista anche in testa al campionato in solitaria per una settimana), cala e chiude al dodicesimo posto totalizzando 38 punti, solo uno in più rispetto a Lecce, Verona e Reggina. Ma se i pugliesi si salvano grazie al meccanismo della classifica avulsa, Verona e Reggina si giocano l’obiettivo salvezza in uno spareggio che vede prevalere i veneti: la rete di Cossato a nove minuti dal termine nello spareggio di ritorno condanna i calabresi alla retrocessione in Serie B. Se, tra le neopromosse, Atalanta e Brescia stupiscono e divertono, Vicenza e Napoli al contrario deludono: entrambi i club retrocedono in serie cadetta con 36 punti totali. Per il Vicenza la stagione 2000-01 è l’ultima di sempre (per ora) in Serie A, mentre per il Napoli l’ultima prima dell’insediamento in società di Aurelio De Laurentiis. Ultimo posto per il Bari: stagione disastrosa per i pugliesi, chiusa 16 punti al di sotto delle penultime classificate Napoli e Vicenza, e che ha come unica nota lieta l’esplosione di Antonio Cassano.

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