Serie A Story, ottavo episodio. Stagione 2002-03: vince ancora la Juve con due giornate di anticipo. Al Milan la Champions League in una finale tutta italiana

Prosegue il nostro viaggio nella storia del nostro Campionato di Serie A. Anno 2002. Il Brasile vince il suo quinto Mondiale sconfiggendo in finale la Germania per 3-0: i verdeoro mantengono il primato di Nazionale ad aver vinto più Mondiali nella storia, aumentando il loro bottino a cinque Coppe del Mondo. Grande trascinatore della Seleçao è il “Fenomeno” Ronaldo, capocannoniere del torneo con 8 reti, che passa in quell’estate dall’Inter al Real Madrid dei Galacticos fresco campione d’Europa e a fine anno vincerà il Pallone d’Oro, il secondo in carriera per lui. Ma per un Ronaldo che lascia l’Italia c’è invece un Rivaldo che vi approda: il brasiliano è il pezzo da 90 del mercato di un Milan determinato a tornare a vincere in patria e in Europa che acquista anche il capitano della Lazio Alessandro Nesta. Perso Ronaldo, i cugini dell’Inter, vogliosi di riscatto dopo lo scudetto sfiorato in data 5 Maggio, affiancano a Bobo Vieri l’argentino Hernan Crespo (altra cessione importante per una Lazio in crisi finanziaria) e rinforzano la difesa con il capitano del Parma (e anche della Nazionale italiana dopo l’addio alla maglia azzurra di Paolo Maldini) Fabio Cannavaro. Dopo Pirlo-Guglielminpietro, inoltre, rossoneri e nerazzurri si rendono protagonisti di un altro scambio che porta Clarence Seedorf alla corte di Ancelotti e Francesco Coco sulla sponda nerazzurra di Milano, ancora una volta allenata da Hector Cuper. La finale del terzo posto viene disputata dalla Turchia rivelazione del Mondiale che sconfigge i padroni di casa della Corea del Sud per 3-2. Mondiale, inoltre, molto amaro per la nostra Nazionale a causa del contestato arbitraggio di Byron Moreno nella gara valida per gli ottavi di finale tra Italia e Corea del Sud (l’espulsione di Totti per presunta simulazione, l’annullamento per sospetto fuorigioco di un gol a Tommasi e diversi falli non sanzionati ai giocatori coreani sono tra gli episodi da moviola più discussi non solo della singola partita presa in esame, ma dell’intero Mondiale). Il match è finito con un punteggio di 2-1 per i padroni di casa: decisivo il golden gol dell’attaccante coreano Ahn Jung-Hwan. A causa di questo gol, Ahn verrà messo in lista trasferimenti dal presidente del Perugia (squadra in cui il giocatore militava) Luciano Gaucci, il quale dichiarò di non aver voglia di pagare lo stipendio ad un giocatore considerato “la rovina del calcio italiano” dopo il gol-vittoria contro l’Italia. Tornando, a tal proposito, alla sessione estiva di calciomercato del 2002, campagna acquisti “al risparmio” per la Juventus che puntella la rosa con gli arrivi dal Parma di Marco Di Vaio e dal Verona di Mauro Camoranesi, quest’ultimo futuro pilastro a sorpresa della rosa juventina. Punta sui giovani il nuovo Parma di Cesare Prandelli che ingaggia dal Verona il 23enne Adrian Mutu e il 20enne Alberto Gilardino e dall’Inter (che nella stagione precedente lo aveva prestato alla Fiorentina) il promettente brasiliano Adriano. Mercati conservativi per Roma e Lazio con pochi acquisti di spessore (a parte gli arrivi di Chiesa e Corradi in biancoceleste per sostituire Crespo), mentre in seconda fascia l’Udinese acquista dal Bayern Monaco Carsten Jancker con l’obiettivo di tornare in Europa. Il Chievo dei miracoli si porta a casa, in sostituzione di Corradi, Oliver Bierhoff in un attacco che con Marazzina (reduce da un 2001-02 da incorniciare) promette scintille, mentre la neopromossa Reggina acquista il fantasista giapponese Nakamura.

Ancora una volta a trionfare sarà la Juventus: 27° scudetto per i bianconeri, questa volta vinto con due giornate di anticipo, grazie ad un pareggio con il Perugia concomitante con il pareggio dell’Inter del capocannoniere Vieri (24 reti segnate in 23 partite!), seconda in classifica con sette punti in meno rispetto ai torinesi, contro il Parma. Determinante Alex Del Piero grazie ai suoi 16 gol in campionato così come un Pavel Nedved in forma smagliante che a fine 2003 si aggiudicherà il Pallone d’Oro. Terzo posto per il Milan, che nonostante un cammino in campionato non esaltante (ma oro rispetto alle due edizioni precedenti della Serie A) si toglierà tante soddisfazioni nelle coppe: i rossoneri vinceranno la Coppa Italia (sconfiggendo la Roma) ma soprattutto una Champions League che vede 3 italiane su 4 in semifinale nel corso dell’edizione. La squadra di Ancelotti si impone ai calci di rigore contro la Juventus nella finale tutta italiana disputatasi il 28 Maggio 2003 all’Old Trafford di Manchester. Si qualifica per l’edizione 2003-04 della Champions League anche la Lazio, allenata dall’attuale CT della Nazionale italiana Roberto Mancini, che con i biancocelesti nel 2000 aveva vinto il secondo scudetto della sua carriera da giocatore. Delude invece la Roma di Fabio Capello, che chiude il campionato solo all’ottavo posto ma si qualifica alla Coppa UEFA grazie all’accesso in finale di Coppa Italia. Annata sfortunata per i giallorossi sia a livello di gioco e risultati sia a livello di decisioni arbitrali: nel corso della stagione il presidente Sensi minacciò di ritirare la squadra dal campionato. Accedono in Coppa UEFA anche il giovane Parma di Prandelli, trascinato dai gol della coppia Adriano-Mutu, e l’Udinese di Luciano Spalletti, considerata dagli addetti ai lavori la squadra dal gioco più bello dell’edizione 2002-03 del campionato. Sfiora invece la qualificazione europea il Chievo di Del Neri, rivelazione dell’annata precedente. Nono posto a pari punti (42) per il Brescia di Baggio e Mazzone e per il Perugia di Cosmi, che entrambe si iscrivono al Torneo Intertoto. Sotto di un punto c’è il Bologna di un Guidolin all’ultima stagione sulla panchina rossoblù, che delude sì le aspettative se si considerano le positive annate precedenti, ma che può contare in attacco su Signori e Cruz ancora in grande forma. Si salvano per il meccanismo della classifica avulsa (tra il dodicesimo e il quindicesimo posto ci sono ben quattro squadre a quota 38 punti) le due neopromosse Modena ed Empoli, con i toscani che lanciano elementi poi rivelatisi protagonisti anche delle successive stagioni di Serie A come Tommaso Rocchi e Totò Di Natale, mentre Reggina ed Atalanta si giocano lo spareggio-salvezza. Spareggio che viene vinto dalla Reggina espugnando per 2-1 l’Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo: decide all’85° minuto una rete di Emiliano Bonazzoli, arrivato in amaranto dal Parma a gennaio, condannando i lombardi alla retrocessione in Serie B. Retrocedono anche il Piacenza a cui non bastano le 14 reti stagionali del solito Darione Hubner, il Como (guidato da un veterano della panchina come Eugenio Fascetti) al suo debutto assoluto in Serie A e un Torino che non ripete la positiva stagione 2001-02 rendendosi protagonista nel corso della stagione di ben 5 cambi alla guida tecnica (contando anche i due periodi con in panchina Renato Zaccarelli).

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