Roma e le altre 4

Feyenoord-Roma Sebbene la globalizzazione abbia investito quasi tutti i      processi  economici e sociali del mondo moderno, e quindi    anche di quello  sportivo, malgrado la presenza di numerosi  giocatori stranieri  anche nei vivai, oggi possiamo dire che il  Calcio italiano si prende  una piccola rivincita. Cinque  squadre su cinque qualificate per gli  ottavi di Europa  League, più la Juve che ha concrete possibilità di  passare il  turno in Champions. Un bel bottino per il tanto  bistrattato football nostrano, a discapito momentaneamente degli inglesi e di qualche nobile decaduta qua e la.

Per la verità anche il Feyenoord non è storicamente una squadretta da poco: ha schierato tra le sue fila campioni del calibro di Cruijff, Van Hanegem, Koeman, Gullit, Larsson, Cruz ed ha vinto certamente più della Roma in Europa, riuscendo a conquistare in passato Coppa dei Campioni, Coppa Intercontinentale e una paio di Coppa Uefa. Quella odierna è però una compagine più modesta, dove brillano particolarmente solo le stelle di Clasie, Kazim-Richards e Manu. Il primo, centrocampista geometrico e ordinato, non sarebbe male vederlo nel contesto giallorosso.

La partita si presenta come una grande insidia per la Roma di Garcia, alle prese col mal di pareggio e con una crisi di gioco non da poco. Nei minuti iniziali sembra proprio che questo stato continui ad annebbiare le menti dei giocatori giallorossi e il Feyenoord, sospinto dal suo pubblico focoso, mette in apprensione la retroguardia capitolina. Il segnale di riscossa arrivava, neanche a dirlo, dal Capitano che, con la solita classe da vendere, prova uno strepitoso cucchiaio dal limite dell’aerea che finisce fuori di pochissimo. Poco dopo è ancora Totti a impensierire l’estremo difensore olandese con una botta precisa su calcio a due che scheggia il palo. Il numero 10 continua a dispensare sagacia tattica e colpi di genio (oltre che di tacco!) e al 47′, dopo un demenziale lancio di banana gonfiabile dalle tribune verso Gervinho, la Roma passa in vantaggio: traversone precisissimo di Torosidis dalla destra, taglio sul secondo palo di Ljajic e gol scacciapensieri. Il serbo appare molto in palla e insieme a Torosidis e Totti risulterà uno dei migliori in campo. Il primo tempo vede anche l’uscita dal campo, per infortunio muscolare, dell’olandese Richards e l’entrata dell’improponibile Te Vrede.

La seconda parte di gara si apre con l’espulsione proprio dell’impronunciabile Te Vrede, per un brutto intervento in ritardo su Manolas. A quel punto si scatena l’ira dei facinorosi supporters di casa che iniziano a lanciare di tutto dagli spalti. Ennesimo spettacolo indecoroso, oltre a quello offerto a Roma. Ci si chiede perchè non si prendono subito misure forti contro questi imbecilli. Certamente l’arbitro Turpin, mostrando già attenzione e intelligenza negli episodi del p.t., decide di sospendere il match per circa 15′.

La pausa non fa bene ai giallorossi che si fanno sorprendere al rientro col subentrato Manu, attaccante dinamico e spietato, che al 57′ trafigge con un imbucata l’immobile difesa della Roma. 2′ più tardi la Roma raddrizza la partita: ancora Torosidis dalla destra con un assist ancora più preciso, taglia in due la difesa avversaria e serve a Gervinho un imbucata facile facile. 2 -1 per la Roma.

Il Feyenoord si getta in avanti con la forza della disperazione e la Roma soffre oltremodo, col vantaggio numerico di uomini sul campo. Alla fine i giallorossi espugnano Rotterdam, restituendo la pariglia anche metaforifacamente e in modo sportivo, agli incivili olandesi. Avanti così ma dai prossimi incontri servirà maggior concentrazione e più cinismo da parte degli uomini di Garcia.

Per il momento si ritrova un pò di serenità.

 

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