Italia in Europa a metà

803454headerLa notte europea delle italiane impegnate nella seconda competizione internazionale (quella certamente meno affascinante) si conclude con risultati interlocutori e buone certezze solo per il Napoli di Benitez, guarda caso l’allenatore più abituato a calcare questi scenari.

Delle cinque sorelle di Europa League, tra cui ne avanzerà matematicamente una con la contestuale perdita della rivale, la squadra partenopea sembrava avere già in partenza il tabellone più facile. Ciononostante le solite amnesie difensive e un inizio arrembante della Dynamo Mosca, portavano a passare in vantaggio proprio i russi. Il solito, immenso, determinante e agguerrito Higuain rimetteva tutto apposto, siglando una hat trick (tripletta) dal sapore europeo. L’inter di Mancini, pur riuscendo con un velocissimo contropiede a infilare il portiere del Wolfsburg al 6′ col freddo Palacio, subiva il progressivo ritorno dei “ragazzi della Wolkswagen” che portavano a tre il numero di marcature su un frastornato Carrizo e, per i valori espressi in campo, ipotecavano il passaggio già dalla partita di andata. L’impresa è quindi dura ma Mancini è anche navigato e proverà a ribaltare la situazione. Male il Torino surclassato, per stessa ammissione del suo tecnico Ventura, da un più organizzato ed esperto Zenit. Gli uomini di Villas Boas avevano la meglio sul Toro col più classico dei risultati: 2-0.

I risultati comlpeti di giornata per le italiane sono dunque: Wolfsburg – Inter 3-1 con reti di Palacio, Naldo e De Bruyne (doppietta); Zenit – Torino 2-0, gol di Witsel e Criscito; Napoli – Dynamo Mosca 3-1, in vantaggio i russi con Kuranyi e poi tripletta di Higuain; Fiorentina – Roma 1-1, al gol di Ilicic risponde Keita. A questi risultati si aggiungono: Club Brugge-Besiktas 2-1. Dnipro-Ajax 1-0, Everton-Dinamo Kiev 1-1 e Villarreal-Siviglia 1-3. Troppo presto dunque la seconda competizione d’Europa è stata ribattezzata Italia League, le squadre che vi partecipano non regaleranno nulla alle nostre formazioni.

Capitolo a parte Fiorentina – Roma. Nel derby europeo del Franchi i viola partivano bene, mettendo sotto la Roma in alcune occasioni e tenendo ben saldo lo sviluppo del gioco. Pizarro, non senza qualche laboriosa leziosità, dettava i tempi di gioco e il solito Salah si produceva in improvvise accelerazioni, una delle quali al 17′, favorita da un incredibile errore di De Rossi (che al tempo stesso si procurava un infortunio muscolare), consegnava al destro di Ilicic la possibilità del vantaggio: palla sotto al sette e 1-0 per i ragazzi di Montella. Il destino ingrato di questo momentaccio giallorosso continuava a infierire togliendo alla squadra di Garcia, oltre a De Rossi, anche Manolas per un colpo alla schiena. Situazioni ormai note in casa giallorossa. Momento di confusione e poi, piano piano, reazione. Si ricordi sempre che oltre alle assenze prolungate di Castan, Strootman, Maicon, e (per il momento) Doumbia, non ancora in stato di forma accettabile, la Roma si presentava a Firenze senza il capitano Totti e con Gervinho in panchina.

La reazione c’è stata perchè i giallorossi, ieri in tenuta bianca, nel secondo tempo riprendevano progressivamente a proporre gioco e soprattutto, aiutati finalmente da una difesa accettabile (Astori molto positivo in sostituzione di Manolas), non perdevano la testa. Prestazioni di grande livello del solito, inesauribile Florenzi, esempio di attaccamento alla maglia e molto migliorato anche dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto del Professor Keita. Quando si dice l’esperienza e l’abitudine a certi palcoscenici: eccola servita! Oltre al preziosissimo gol su colpo di testa, che rimetteva il risultato in parità al 32′, il maliano forniva una prestazione di grande sostanza e di spiccato acume tattico. Lo stesso dicasi per il guerriero Nainggolan, che a fine match non le mandava a dire ai suoi compagni, spronando tutti, anche se stesso, a ritrovare la vera Roma di qualche tempo fa. Un pò meno bene Ljajic, ancora una volta tradito dall’emozione e da una certa fragilità caratteriale, che si produceva in un errore dagli undici metri che stava per vanificare lo sforzo della Roma. Il ragazzo però c’è e saprà certamente riprendersi.

Il spettacolo dunque è al primo atto, fra una settimana il ritorno con i verdetti definitivi.

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