Conferme e riscatti in A

Soccer: Serie A; Cesena-RomaLa ventottesima di Serie A si conclude, stranamente, nella giornata di ieri e, al di la dei segnali di risveglio dimostrati da Roma e Milan (due squadre in modo differente in grande crisi), sottolinea una volta ancora che la Juventus di Allegri e Tevez è una corazzata inesauribile.

Il tecnico juventino sembra ormai aver preso per mano i suoi uomini e, malgrado i molti scetticismi iniziali (compreso quello del sottoscritto), si sta dimostrando uomo capace di gestire un gruppo vincente. Il tecnico livornese sembra in effetti aver consegnato una seconda identità a una squadra che tutto aveva tranne che fame di successi. Eppure la società bianconera è ancora li, per certi versi grazie anche molto alla sua dirigenza, un mix di gente esperta di “campo” ma anche di gestione societaria. Anche in questo caso chi scrive dovrà fare pubblica ammenda, non nutrendo personale simpatia nella stirpe Agnelli e nell’aziendalista Marotta e tantomeno nel fortissimo ma discutibile Nedved. Superando il confine dei sentimenti personali, non si può non riconoscere capacità e meriti a questo team, che sembra essere il traino principale della compagine bianconera.

Ieri pomeriggio poi la Juve si era portata addirittura a +17 sulla Roma e ormai lo scudetto è più che assegnato. D’altronde basta vedere la foga agonistica con cui si è gettato in campo un uomo come Tevez (che non deve dimostrare nulla), nonchè la prepotenza con cui ha realizzato il gol vittoria della partita. In molti dovrebbero prendere esempio da giocatori simili. E’ questo che marca la differenza a certi livelli, ma anche a quelli più bassi: la voglia e la capacità di stare in campo.

La Roma comunque è riuscita a rispondere, restando a -14 e ha lanciato un lieve messaggio di ripresa ai suoi tifosi, che tanto hanno patito in questo travagliato inizio di anno. I ragazzi di Garcia hanno superato di misura il Cesena ma hanno finalmente espresso un gioco volitivo, proponendosi più volte davanti al portiere avversario e tentando varie volte la conclusione. Decisamente carente lo stato di forma dei suoi attaccanti, per questo il risultato è stato meno netto. Doumbia e Gervinho su tutti non sono ancora proponibili, il secondo poi continua a divorarsi occasioni incredibili al di la del suo stato di forma. Una cosa è certa la Roma del prossimo anno se vuole portare a casa trofei ha bisogno di un’ attaccante vero, da doppia cifra in campionato, al momento questa è la sua enorme carenza.

Dietro ai giallorossi, oltre ai cugini che stanno conducendo un campionato sopra le righe, continua a perdere pezzi il Napoli. Ieri sera gli uomini di Benitez non sono andati oltre l’1-1 contro la modesta Atalanta, denunciando le solite problematiche difensive e, nell’occasione, anche una certa imprecisione davanti. Inutile, a mio avviso, lo sfogo della società e di Benitez stesso contro arbitri e Federazione. I problemi sono evidentemente nella squadra stessa e non in “complotti esterni” (come denunciato sul sito ufficiale dei partenopei).

La Sampdoria dal canto suo si rilancia al quarto posto, battendo in casa l’Inter col “neoazzurro” Eder, che ha dato la vittoria ai blucerchiati sfoderando un bolide imprendibile su calcio di punizione. Certo anche nel caso del giocatore brasiliano, per carità buon livello ma non un fenomeno, ci si chiede come sia possibile che il nostro calcio abbia bisogno di lui per la Nazionale. Domanda che si può rivolgere a Conte ma che forse trova spiegazione nell’imbarazzante vuoto tecnico e di talenti in cui versiamo ormai da troppo tempo.

La serie A ora prevede una settimana di stop proprio per la partita della Nazionale contro la Bulgaria, poi ci saranno le gare del sabato santo e forse avremo la parola definitiva (che già in realtà è stata data) per lo scudetto…non certo però per la lotta ai posti europei, ancora apertissima.

 

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