Trovate fibre di plastica anche nell’acqua potabile

Il problema dell’inquinamento è un problema che riguarda tutti, considerate le conseguenze che ha sul nostro pianeta, e non è una novità il fatto che da tempo molti paesi stiano cercando di adottare delle misure che riescano a ridurre i livelli di inquinamento per affrontare una situazione già difficile che richiede provvedimenti seri che non possono essere rimandati.

Come più volte è stato ricordato, tuttavia, l’inquinamento non ha colpito solo l’aria e il suolo, ma in maniera preoccupante anche l’acqua, dai fiumi agli oceani, contaminando anche i pesci che, in molti casi, finiscono anche sulle nostre tavole creando inevitabilmente un pericolo anche per la salute delle persone. Quanto rivelato in questi giorni da un rapporto realizzato da Orb Media si rivela alquanto allarmante perché ad essere presa in considerazione è l’acqua che beviamo. I dati allarmanti diffusi da Orb Media, infatti, rivelano che nell’83% dei campioni di acqua potabile analizzati sono state scoperte fibre di plastica.

Il dato non può che generare preoccupazione ma di fatto, non c’è da stupirsi più di tanto se prendiamo in considerazione i dati diffusi di recente da Science Advances. Negli ultimi 60 anni sarebbero oltre 8 miliardi di tonnellate la quantità di plastica prodotta dall’uomo e in questo dato c’è da considerare il fatto che la maggior parte di questa non è stata in alcun modo riciclata e, anzi, è finita dispersa nell’ambiente.

L’organizzazione no-profit Orb Media ha quindi fornito al Guardian i risultati delle sue rilevazioni che hanno preso in considerazione l’acqua potabile che le persone bevono in diversi paesi del mondo, facendo questa scoperta scioccante. Come detto l’83% dei campioni analizzati appare contaminato da fibre di plastica, ma il dato più alto è stato rilevato negli USA, con un livello di contaminazione che raggiunge il 94% in luoghi come il palazzo del Congresso, la Trump Tower e la sede dell’agenzia statunitense per la protezione ambientale.

India e Libano vengono subito dopo gli USA, con un livello di fibre di plastica che supera l’80%, mentre il dato più basso (72%) è stato registrato in Europa. Riguardo alla quantità, Orb Media rivela che per ogni 500ml di acqua, negli USA si ingerisce un livello pari a 4.8 fibre di plastica, che scende a 1.9 in Europa.

Si tratta, quindi, di un problema preoccupante, tanto più che non si conoscono ancora i reali rischi per la salute. A destare maggiore preoccupazione sono quelle fibre di plastica con dimensioni nanometriche, che potrebbero entrare nei tessuti e nelle cellule creando danni difficili da quantificare. Necessario appare quindi trovare una soluzione che riesca a ridurre la dispersione di plastica nell’ambiente e scoprire gli effetti che quantità simili di fibre di plastica possono avere sulla salute dell’uomo.

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