Tempo di mare… tempo di meduse. Cosa dobbiamo fare e sapere in caso di puntura

Soprattutto se andiamo nei mari più belli e puliti, il primo pensiero entrando in acqua è proprio quello: le meduse. Partendo dal presupposto che se ci sono, bisogna avere un occhio in più quando siamo in acqua, soprattutto se al largo, ecco cosa bisogna fare nel caso di puntura da medusa.

Cosa basilare, mantenere la calma. Urlare quando si è in acqua non servirà a nulla e metterà in  ingiustificato allarme bagnini e bagnanti. Quindi a denti stretti la prima cosa da fare è uscire dall’acqua così da ricevere soccorso il prima possibile e scongiurare eventuali effetti collaterali o allergici quando si è ancora in mare, senza contare che si potrebbe venire nuovamente urticanti dalla medusa.

Una cosa che non si fa mai e che invece è la prima azione da compiere una volta sul bagnasciuga è quella di controllare che sul corpo non ci siano eventuali residui di medusa che in caso vanno tolti  immediatamente. Per curare poi arrossamento e prurito va usato il gel astringente al cloruro d’alluminio, il più adatto in questi casi. Oltre a bloccare il prurito sarà in grado di fermare la diffusione delle rimanenti tossine. In mancanza di questo va bene anche la crema al cortisone anche se con azione più lenta, lasciando passare anche 30 minuti. Secondo le soluzioni della nonna va messa la sabbia sulla ferita, ma questo non va assolutamente fatto così come anche grattare la zona urticata.

Nel caso subentrino poi ulteriori sintomi più preoccupanti come vertigini, difficoltà respiratorie o macchie che si diffondono su tutto il corpo, bisogna chiamare urgentemente il 118.

No anche a pomate antistaminiche che contribuiscono alla permanenza delle macchie sulla pelle.

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