Rischio siringhe in spiaggia. Le zone da tenere sotto controllo e cosa fare in caso di puntura

In questi ultimi giorni sono molte le segnalazioni di punture causate da siringhe abbandonate in spiaggia anche a svantaggio di bambini. Una piaga che se anche non è aumentata negli ultimi tempi, rimane comunque un rischio tangibile da tenere sempre sotto controllo soprattutto in questa stagione. Importante quindi controllare sempre dove si cammina e soprattutto dove stanno giocando i bambini, ma cosa fare in caso di puntura o in una ferita causata da una siringa? Sicuramente andare il prima possibile al Pronto Soccorso e se possibile portare con sé la siringa o l’ago che ci ha ferito. Se poi l’oggetto che ci ha ferito risultasse danneggiato dal tempo per l’essere stato a contatto con gli agenti atmosferici per vario tempo, possiamo stare più tranquilli poiché la possibilità di contrarre dei virus come Epatite B, C, o HIV è bassissima e basterà andare al Pronto Soccorso per le cure del caso.

Se la siringa invece è apparentemente nuova, senza segni di usura da salsedine e se a prima vista sembra utilizzata e abbandonata da poco, bisogna tutelarsi contro il rischio di malattie infettive anche se il rischio rimane basso, pari allo 0,1% nel caso in cui ci siano tracce di sangue sulla siringa. Inoltre con il passare delle ore il rischio diminuisce sempre più, soprattutto se rimane a contatto con l’aria aperta o sotto al sole. In ogni caso, al Pronto Soccorso verrà seguita la profilassi e verranno effettuati i controlli entro le dodici settimane per scongiurare un possibile contagio di HIV, sei mesi per l’epatite C. Gli stessi controlli vengono effettuati anche se i medici non possono verificare la presenza di sangue sull’oggetto che ha punto o tagliato.

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