OMS: scarsa attività fisica per 81% degli adolescenti un pericolo per la salute

Abbiamo già ricordato tante volte come l’aumento continuo e costante del numero di persone in sovrappeso e obese stia crescendo a livello globale, tanto da rendere i chili di troppo uno dei problemi maggiori di salute pubblica dei prossimi decenni, considerate le patologie che sono correlate a questo problema e che comprendono, purtroppo, malattie cardiovascolari, cancro e diabete.

La soluzione al problema è da trovare in una dieta adeguata che elimini gli eccessi e, soprattutto, il contrasto alla sedentarietà con un’attività fisica costante che permetta di restare sempre attivi. E’ per questo, però, che appaiono a dir poco preoccupanti i dati condivisi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che rivelano come un gran numero di adolescenti nel mondo dedica troppo poco tempo all’attività fisica, aumentando i rischi per la salute.

Il dato condiviso in questi giorni dall’OMS mette ancora una volta in evidenza il problema. L’81% dei ragazzi con età compresa tra 11 e 17 anni dedica poco tempo all’attività fisica, optando maggiormente per la sedentarietà. A questo dato, si aggiunge quello che vede, nel mondo, il 23% degli adulti inattivi e, nei paesi industrializzati, il 26% degli adulti. La scarsa attività fisica, purtroppo, aumenta fino al 30% il tasso di mortalità legato a patologie cardiovascolari, alcune forme di cancro e diabete.

In tal senso l’OMS si è posta come obiettivo quello di ridurre del 25% il tasso di mortalità da malattie non trasmissibili entro il 2025 e ridurre del 10% il tasso di inattività fisica attraverso progetti mirati. Ma il problema è che, allo stato attuale, se l’80% dei paesi membri hanno sviluppato delle politiche pensate per ridurre l’inattività fisica, solo nel 56% dei casi queste risultano operative.

Spingere un numero maggiore di persone, soprattutto adolescenti, a fare attività fisica è quindi un obiettivo fondamentale per il futuro, per il bene delle future generazioni di adulti. Ma per raggiungere l’obiettivo è necessario che si adottino delle politiche in grado di incentivare l’attività fisica non solo nel tempo libero, ma anche durante l’orario di lavoro. E a tal proposito possono essere necessari anche investimenti da destinare alla costruzione di strutture dove, soprattutto i giovani, possano trascorrere il tempo libero.

La stessa OMS, tuttavia, sottolinea che con il termine attività fisica, non si intende per forza di cose l’esercizio fisico, ma qualsiasi attività che consenta di muovere il corpo e spendere energia, che si tratti di una semplice passeggiata, di movimento durante l’orario di lavoro, di gioco o di attività domestiche.

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