La nuova frontiera del Gusto, pane e pizza… “NERI”

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Solo poco tempo fa nessuno avrebbe mai creduto di poter acquistare un pane che fosse realmente nero. Conosciamo da sempre i vari pani integrali, di crusca e semi di sesamo, miglio, girasole, lino, zucca e altri ancora.

 

 

Poi c’è stato un momento in cui era uscito qualcosa di nuovo nell’ambito della ristorazione mordi e fuggi, presso Burger King. Un panino nero, che però non ha avuto il successo sperato. Pane e formaggio neri, con il colore dato dal nero di seppia e tanto aglio e cipolla. Questo è il cheeseburger nero lanciato dai Burger King in Giappone. Il panino si chiama Kuro Burger. Ma è stato difficile far apprezzare il fatto di mangiare il proprio hamburger tra due strati di pane nero e con una fetta di formaggio nero nel mezzo.

Qualcosa però si è mosso, l’interesse era stato destato.

Eccessi a parte, dovute più a interessi commerciali che altro, vi propongo oggi di approfondire la conoscenza di quello che sta imponendosi come costume nelle nostre panetterie e forni.

Io stesso, scettico, l’ho provato e ne sono rimasto entusiasta.  Bisogna abituarsi all’idea di mangiare qualcosa che ha un colore diverso da tutto ciò che abbiamo da sempre assaporato. Superata questa prima barriera ci si accorge che non c’è un odore diverso dal pane o pizza comune. Non tinge ne sporca e il sapore è pressoché quello, anzi, sarà stata la pizzeria che frequento, quella che ho mangiato io era buonissima, calda e col sale sopra.

Scopriamo le differenze: Il Carbone Vegetale

“Il carbone vegetale attivato” è utilizzato nell’ambito dell’industria alimentare da molti anni, sia per la colorazione,  ma anche quale strumento (presso le erboristerie – se ne vendevano barattoli quali integratori) efficace nel trattamento di disturbi intestinali, per meteorismo, flatulenza, aerofagia, gonfiore addominale, dispepsia, gastrite, reflusso e acidità di stomaco, diarrea e stitichezza, colite nervosa, intossicazione. Queste proprietà derivano dal fatto che il carbone vegetale attivato, una volta ingerito, transitando nel tratto gastro-intestinale svolge un “effetto trappola” imprigionando ioni e molecole idrosolubili e gas intestinali, aria presente a livello dello stomaco e in parte dell`intestino. E’ adatto anche a coloro che soffrono di celiachia, ma comunque presenta dei limiti in quanto è controindicato per coloro che assumono particolari farmaci come antibiotici, pillola anticoncezionale…”

Ne è nato sicuramente un Business

Come tutte le cose che si impongono, ne nasce una moda, che diventa un investimento di capitali, di risorse e materie prime che devono essere introdotte nel mercato e da questo assorbite e distribuite.

Il Carbone Vegetale attivato è diventato farina, un sistema per creare un impasto che è utilizzabile per dolci e pane e pizza e promette tutte quei benefici di cui al paragrafo precedente. Viene aggiunto  (15 g circa per ogni kg di farina) e l’impasto crea le nuove creature che oltre ad essere insoliti ed originali, dovrebbero far bene. Oggi spopolano presso i Banchi Forno  questi impasti per pizze scure, il cui colore è legato all’utilizzo di farine di origine legnosa, una sorta di carbone vegetale particolarmente apprezzato perché rende il prodotto più digeribile, perché utile a tenere sotto controllo il colesterolo e perché aiuta a regolare il transito intestinale.

E così si realizza un altro prodotto che promette grandi vantaggi. Purché tra qualche anno non scopriamo qualche proprietà cancerogena nell’assimilarne troppo nella nostra dieta.

 

 

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