Depressione: 200 farmaci di uso comune aumentano il rischio

Si parla sempre più spesso di depressione e delle cause che possono scatenare questa patologia che influisce sulla qualità della vita e, nei casi più gravi, può portare a decisioni drammatiche. Il mal di vivere è un problema con cui convivono milioni di persone in tutto il mondo tanto che, secondo l’Organizzazione Mondiale di Sanità, è tra le prime principali cause di invalidità e coinvolge oltre 300 milioni di persone a livello globale, almeno 6 milioni solo in Italia.

Un numero che, purtroppo, continua ad aumentare di anno in anno e che può avere cause molto diverse che non comprendono solo avvenimenti traumatici, ma anche fattori differenti. Un esempio può essere trovato in un recente studio condotto da un team di ricercatori dell’Università dell’Illinois, che ha realizzato una lista di circa 200 farmaci di uso comune che possono avere tra gli effetti collaterali anche la depressione, soprattutto se assunti insieme ad altri farmaci.

I ricercatori dell’Università dell’Illinois sono partiti da un dato evidente che dimostra come la depressione sia una patologia in continua crescita negli USA che contribuisce all’aumento dei suicidi registrato sul territorio statunitense. Si tratta di un problema di salute pubblica che deve essere affrontato in maniera adeguata, studiando i fattori di rischio che possono contribuire all’insorgere di questo male.

Uno degli aspetti che in molti casi non viene considerato è che l’assunzione di farmaci può contribuire all’insorgere della depressione. I ricercatori statunitensi hanno scoperto almeno 200 farmaci di uso comune prescritti dai medici (tra cui antiacidi, analgesici, pillola anticoncezionale) che, tra gli effetti collaterali, comprendono anche la depressione. E’ emerso che tra gli americani ai quali è stata diagnosticata una forma di depressione, nel 5% dei casi non assumeva medicinali, nel 7% dei casi assumeva un solo farmaco, nel 9% due farmaci tra quelli elencati e nel 15% almeno tre farmaci in contemporanea.

Da ciò appare evidente come l’assunzione prolungata e in contemporanea di più farmaci che hanno tra gli effetti collaterali la depressione, può aumentare il rischio che insorga questa patologia. Si tratta di un aspetto che non verrebbe preso adeguatamente in considerazione, come dimostra il fatto che al biennio 2013-2014, la prescrizione di farmaci che possono causare depressione è aumentata al 38%, mentre la prescrizione di medicinali che aumentano il rischio di suicidio è passata dal 17% al 24%.

E’ per questo che secondo i ricercatori, è necessario approfondire ulteriormente la questione adottando dei provvedimenti che consentano di aumentare la consapevolezza sui rischi dati dall’assunzione di più farmaci con queste caratteristiche, in modo da ridurre l’impatto che la depressione ha sulla vita di tutti i giorni di milioni di persone.

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