Camminare a piedi nudi? Un’abitudine che può essere fatale

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E’ un’abitudine che molte persone hanno quella di camminare tranquillamente a piedi nudi, ma è anche vero che se da un lato può essere normale farlo all’interno della propria abitazione, può avere conseguenze del tutto inaspettate camminare scalzi ad esempio all’interno di spazi aperti, ad esempio all’interno di parchi dove si possono trascorrere giornate spensierate in compagnia della propria famiglia, magari per un classico picnic.

Quello che però davvero in pochi sanno è che, in determinate occasioni, camminare a piedi scalzi può risultare molto pericolo, in particolare a causa di larve e batteri che possono trovarsi sul terreno soprattutto se si tratta di spazi aperti frequentati da molte persone e persino animali. Una minaccia in particolare può avere effetti negativi sulla salute degli esseri umani, trasmettendo una malattia, la strongiloidosi, che nei casi più gravi può provocare persino la morte.

Si tratta di una malattia molto diffusa, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, ma poco conosciuta, che generalmente si presenta in quelle persone che sono solite camminare a piedi scalzi su terreni in cui possono essere presenti residui di feci umane e animali attraverso le larve di Strongyloides stercoralis che si insinuano nel corpo umano attraverso i piedi, senza creare alcuna lesione nella pelle. Attraverso i piedi possono poi passare all’intestino e moltiplicarsi attraverso le larve, rimanendo nel corpo anche per tutto l’arco della vita della persona infettata.

L’allarme è stato lanciato da uno studio condotto dal Centro per le Malattie Tropicali dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, in provincia di Verona in collaborazione con 10 ospedali di Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia, che ha evidenziato come siano almeno 370 milioni le persone che nel mondo soffrono di questa malattia, molte delle quali senza neanche saperlo.

La strongiloidosi è infatti una malattia difficile da identificare perchè si presenta attraverso sintomi piuttosto comuni come dolori addominali, prurito e difficoltà respiratorie simili all’asma, ma il vero pericolo può sorgere nel momento in cui le difese immunitarie del soggetto si abbassano. In questi casi le larve di Strongyloides stercoralis possono infatti attaccare tutti i principali organi dell’uomo, arrivando nei casi più gravi a provocare la morte. E’ per questo che il pericolo maggiore è presente soprattutto in quei soggetti in età geriatrica.

Secondo le informazioni disponibili, per scoprire se si è affetti da questa malattia, la cosa migliore da fare è sottoporsi all’esame dell’emocromo ma anche all’analisi delle feci, per identificare l’eventuale presenza di uova delle larve di questo pericoloso batterio.

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