Allarme tatuaggi: i colori rilasciano particelle di inchiostro nel sangue

Milioni sono le persone nel mondo che amano i tatuaggi e che decidono di farsi tatuare sulla pelle figure specifiche o intere frasi, magari per ricordare momenti particolari della propria vita, e in linea di massima l’espansione di questo fenomeno e l’abilità di molti tatuatori ha contribuito a trasformare questa in una vera e propria forma d’arte che richiede abilità e passione.

Fondamentale, per chi vuole un tatuaggio, è affidarsi a professionisti che seguano le necessarie regole igieniche per non danneggiare la propria salute. Arriva, tuttavia, da una ricerca pubblicata di recente, un allarme piuttosto serio che mette in luce un aspetto potenzialmente dannoso fino ad ora sottovalutato dai più. Sembra, infatti, che i colori utilizzati per disegnare i tatuaggi sul corpo, rilascerebbero delle minuscole particelle d’inchiostro nel sangue, con effetti ancora non del tutto noti.

La conferma arriva da una ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Report, e condotto da un team di ricercatori dell’Istituto Federale per la valutazione dei rischi, che si è concentrato sulla composizione dei colori utilizzati per i tatuaggi. Spesso quando una persona decide di farsi un tatuaggio si preoccupa maggiormente per la scelta dei professionisti a cui affidarsi, con particolare attenzione all’uso di aghi sterili per evitare possibili infezioni. Ma al contrario in pochi si preoccupano dei colori utilizzati ed in particolare della loro composizione. I colori usati nella gran parte dei casi utilizzano pigmenti organici, insieme ad altre sostanze che comprendono anche manganese, nichel e cromo.

Sarebbe proprio questo l’aspetto più importante messo in luce da questo studio. I ricercatori hanno utilizzato la luce di sincrotrone (una radiazione elettromagnetica) per analizzare dei campioni di pelle e linfonodi di persone tatuate. Grazie alle analisi è stato scoperto che i colori utilizzati per i tatuaggi rilasciano delle particelle di dimensioni microscopiche nel sangue. Le più grandi, delle dimensioni di un millesimo di diametro, si accumulano sotto la pelle, mentre quelle più piccole riescono a viaggiare nel sangue raggiungendo i linfonodi.

Gli effetti di ciò, al momento, si traducono in un rigonfiamento dei linfonodi, ma non è del tutto chiaro quali siano gli effetti sulla salute delle persone. L’obiettivo dei ricercatori è quello di approfondire lo studio prendendo in considerazione campioni di soggetti che hanno subito effetti collaterali e comprendere se determinati composti hanno avuto più effetti dannosi rispetto ad altri.

Sarà interessante attendere i futuri sviluppi per saperne di più sull’argomento.

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