“Abbiamo i numeri giusti”: al via il progetto per migliorare l’aderenza alle terapie dei pazienti

Non sempre può rivelarsi semplice seguire attentamente una terapia e ancora più complicato può esserlo se la questione riguarda patologie croniche che necessitano di una cura continua e costante per mantenere sotto controllo la malattia e impedire complicazioni che possono ripercuotersi sulla qualità della vita. Proprio la cosiddetta aderenza alle terapie è da considerare un fattore fondamentale che può fare la differenza tra la vita e la morte di migliaia di persone ogni anno.

Ed è con l’ambizione di migliorare il dato relativo all’aderenza alle terapie che nasce il progetto “Abbiamo i numeri giusti”, realizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore con la collaborazione di Merck, che prevede l’adozione di un complesso algoritmo che consenta anche di scegliere le migliori strade da seguire per coinvolgere i pazienti e ottimizzare la qualità delle terapie.

Per comprendere l’importanza di quanto appena detto, dati diffusi di recente confermano che la mancata aderenza alle terapie solo in Europa provoca ogni anno almeno 200.000 morti, con una spesa per la sanità di circa 120 miliardi di euro. La mancata aderenza, significa non seguire adeguatamente le terapie prescritte, un fenomeno più diffuso di quanto si immagini che si traduce in un maggior numero di ricoveri in ospedale, maggiori complicanze legate alle diverse patologie, una minore efficacia delle terapie stesse e così via.

L’algoritmo sviluppato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore nasce proprio con l’intento di migliorare le strategie destinate ad ottimizzare le terapie, ottenendo migliori risultati in termini di guarigione e al tempo stesso riducendo drasticamente gli sprechi. Il progetto in questione, quindi, aiuterà a identificare le migliori strategie per aumentare i livelli di aderenza alle terapie e per la prima sperimentazione saranno coinvolte le regioni Veneto, Puglia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio, ma in seguito verrà esteso su scala nazionale.

Migliorare i risultati e tagliare gli sprechi a beneficio non solo della salute, ma anche del sistema sanitario nazionale. A tal proposito un sondaggio commissionato di recente da Merck e che ha coinvolto 1000 malati cronici, evidenzia che il 56% ha pensato di abbandonare le cure. Per il 12% l’idea di non curarsi è un pensiero ricorrente e il 70% ammette di non seguire le terapie in maniera del tutto corretta.

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