Chi è veramente Chef Rùbio? Ajo, ojo e… LIMONE!

Ne è passato di tempo, dagli ultimi giorni di agosto del 2013 in cui contattavo un giovane chef tatuato che mi era stato segnalato poiché originalmente “collocato su strada” con i suoi fornelli per sfidare gli italiani a colpi di padella e condimenti con un format televisivo nuovo e diverso: “Unti e Bisunti”.

Professionale e preciso, nonstante gli abbia subito lanciato melanzane e patate per lo shooting, dietro gli scatti del mio adorato fotografo Stefano Meluni (quasi più tatuato di lui!!) si è congedato tra una bruschetta e tanti progetti per il futuro, che hanno portato decisamente bene!

Infatti il nostro Chef Rubio di strada ne ha fatta, non solo con il suo furgoncino, ma anche con tante iniziative umanitarie e sociali.

Oltre le trasmissioni, che sicuramente gli conferiscono la visibilità e la faccia tosta da show man (ma chi lo conosce bene, sa che ha un animo molto sensibile e attento), ha preferito diversi progetti piuttosto che dedicarsi fedelmente ad una sola cucina.

Nel 2014 si dedica ad imparare la Lingua dei Segni e grazie l’ISSR (Istituto Statale Sordi di Roma) nel 2015 con la “Cacio e Pepe” realizza la prima video ricetta in LIS e dar vita così alla web serie “Segni di Gusto”.

A marzo 2016 finanzia due borse di studio per il lancio della Prima Accademia di Street Food in Italia, a Parma.

Il Comitato Paralimpico Italiano lo nomina Chef Ufficiale di Casa Italia per le Paralimpiadi a Rio 2016, proprio grazie al suo impegno sociale .

Chi non conosce la tradizione napoletana del “caffè sospeso”? Rubio decide nel febbraio 2017 di trasformarla nel “Pasto Sospeso” un’iniziativa promossa dallo spazio sociale autogestito Casetta Rossa assieme alla Fondazione Erri De Luca , rivolta ai migranti transitanti ospitati dall’associazione Baobab Experience e a quanti vivono in condizioni di disagio e povertà.

Ma è anche uno chef ironico e molto creativo e lo si nota con la presentazione della sua idea a base di pasta fresca e design al Fuorisalone durante la Design Week a Milano ad aprile 2017 : un prototipo per un sistema di packaging rivolto alla vendita e al consumo della pasta fresca. Il progetto si chiama Origami Italiani ed è realizzato a sei mani con il designer Filippo Protasoni e la società Circus.

Il suo tsunami di idee è veramente inarrestabile e a maggio 2017 dà vita insieme ad Andrea Fassi a un progetto food di educazione sulle differenze culturali rivolto alle scuole di Roma con la realizzazione dell’edizione speciale limitata dei “sanpietrini “ il famoso semifreddo che per l’occasione è stato realizzato in diversi gusti esotici (tè verde, curcuma…) proprio per sottolineare l’importanza del cibo come catalizzatore di emozioni ed esperienza da condividere, senza discriminazioni né differenze culturali, anzi nella sua integrazione di sapori e colori.

I proventi delle vendite sono stati devoluti in beneficenza a MaTeMù il Centro di Aggregazione Giovanile del Cies.

Ma non tutti sanno che le mani di Gabriele Rubini, oltre che essere abili con il cibo, lo sono altrettanto con la scrittura, infatti quando ancora il blog non era una moda da “diario segreto”sbandierato dai social, il suo “Traslochi Funebri” è stato utilizzato dallo chef come una raccolta di racconti erotici scritti a quattro mani (molto originali, ben scritti e anche un po’ noir!).

L’ultima veste dello chef è quella di produttore che lo vede impegnato con la sua società audiovisiva indipendente TUMAGA , in collaborazione con la Image Hunters (apprezzata film company romana) nella realizzazione dell’ultimo video di Giancane “LIMONE”.

Uno chef poliedrico, che ha saputo trasformarsi, evolversi, crescere e adoperare al meglio le braccia tatuate del suo personaggio mediatico con le brillanti idee di Gabriele Rubini.

Ph .Stefano Meluni

 

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