Che fine hanno fatto: Paolo Rossi, Marco Tardelli, Roberto Baggio, Totò Schillaci, e cosa fanno oggi?

Hanno illuminato le nostre serate calcistiche e i nostri sogni Mondiali. I nostri Campioni, che saranno per sempre nella storia del  calcio, Campioni del Mondo, poi scomparsi dalle cronache.  Esempi di vita e eroi da imitare, alcuni. Dove sono, cosa fanno oggi. La loro vita senza il pallone. Una curiosità, forse. Un attaccamento del tempo passato? Anche. Ma io mi chiedo spesso Pablito cosa fa. Era il mio eroe quando giocava nel Lanerossi Vicenza, con quel suo sorriso beffardo. Lo stesso sorriso stampato sulla faccia di Totò Schillaci. E il grido di Tardelli al Mondiale dell’82 come mai si potrà dimenticare. La classe e l’eleganza del codino nazionale, quel Roberto Baggio che oggi fa una vita completamente differente. Tutti con lo stesso fiuto per il gol. Eroi mai dimenticati…….eccoli in una nostalgica Carrellata.

I^ Tempo: Paolo Rossi e Marco Tardelli:

Paolo Rossi, nato a Prato nel 1956, uno dei maggiori eroi del fantastico Mondiale di Spagna del  1982. Ha vinto un Pallone d’Oro nel 1983 ed è rimasto nella mente di noi Italiani, come il grande “Pablito, ladro del pallone e del gol”.

Nel 1980 Paolo Rossi fu coinvolto nello scandalo del Calcioscommesse e fu  squalificato per  due anni. Si pensava non avrebbe partecipato ai Mondiali del 1982, anche perchè per troppo tempo fuori dai campi. Vinse con l’Italia il Mondiale e noi con lui, ragazzini degli anni ottanta e per tutti divenne l’idolo.

Aveva iniziato a muovere i suoi primi passi nel mondo del calcio nella squadra locale. La Juventus ne acquistò il cartellino. In comproprietà giocò nel Como prima e poi nel Lanerossi Vicenza e nel Perugia, dove si fece notare diventando tra gli attaccanti più famosi di quegli anni. Rossi non aveva grandi doti fisiche se non l’agilità e la velocità. Con lui cambiò il ruolo dell’attaccante. Grazie ai suoi gol Bearzot lo convocò per il Mondiale del 1978. Nel 1980 il famoso scandalo quando giocava nel Lanerossi Vicenza. Il Totonero o Calcio Scommesse lo travolse e lo escluse per due anni dalle competizioni sportive. Paolo Rossi si è sempre dichiarato innocente. Venne passato frattanto alla Juventus, dove scontata la sua pena, torno a giocare e segnare, giusto in tempo per il Mondiale dell’82, al termine del quale fu capocannoniere con sei reti. Mi fermo qui, per non alimentare oltre la nostalgia. Oggi Paolo Rossi, splendido sessantenne vive con la sua seconda moglie Federica Cappelletti e fa il viticoltore, ma non solo.  A  Milano è commentatore televisivo per il canale televisivo Sky.  Ha anche scritto due libri, un’autobiografia e la sua storia del famoso Mondiale del 1982. In  Toscana coltiva uve pregiate e fa olio. A Bucine, piccola frazione in provincia di Arezzo, presso  il borgo di Cennina, produce il  vino biologico  “Borgo Cennina” e l’olio biologico “Borgaccio”. Tutti ormai lo conoscono per questo, ma nessuno mai lo dimenticherà per quegli anni  – ormai lontani, ma il sorriso è ancora quello di chi la sa lunga.

Negli stessi anni, un altro giocatore, un difensore, Marco Tardelli era parte della medesima Nazionale. Un’altra storia, bella affascinante e ancora piena di sorprese.

Marco Tardelli nato il  24 settembre del 1954 a Careggine (LU) di umile astrazione sociale lavora dapprima come cameriere, mentre si muove nei campi di calcio. Debutta nella serie C nella squadra del Pisa per poi passare direttamente alla Juventus, dove è si terzino, ma anche colui che controlla la difesa della squadra. Nel ‘76 Marco Tardelli entra in Nazionale, grazie ad Enzo Bearzot e rimarrà con quella maglia per molti anni ancora. Nel Mondiale di Spagna dell’82 Tardelli diventerà famoso per quel suo gol e successivo urlo liberatorio che è passato alla storia. Dopo il ritiro di Dino Zoff, diventerà lui il Capitano della Nazionale. Si ritira nel 1987. Dopo aver lasciato la Juventus Marco era passato all’Inter e poi ad una squadra svizzera. La sua carriera poteva definirsi – e non solo per il Mondiale vinto, di tutto rispetto. Con La Juventus aveva vinto tutto, così come in Nazionale. Ora doveva occuparsi d’altro.  La sua stagione volgeva al termine, ma  si stava per aprire un nuovo capitolo della sua avventura professionale.

Marco Tardelli diventa sin dal 1989 responsabile dell’Italia Under 16. Diventerà nel 1990 vice in panchina del CT della Nazionale under 21 di Cesare Maldini. Dal 1993 è lui il CT di una squadra di serie C, il Como. Passerà poi al Cesena e poco dopo tornerà in panchina della Nazionale ora maggiore, come aiutante- guarda caso – di quel Cesare Maldini di qualche anno prima. Diventa Commissario tecnico lui stesso per la Nazionale Under 23, nell’ambito dei Giochi del Mediterraneo, ove accompagna gli azzurri a conquistare la Medaglia d’oro. Nel 2000 gli azzurri under 21 conquistano gli Europei .

 

Le sue esperienze come CT si ripetono più volte, anche nei club privati, ma i risultati non l’hanno ripagato. Così nell’Inter (2000), nel Bari (2002). Anche l’Egitto lo aveva scelto come tecnico sportivo. Anche in questa occasione però le cose non andarono per il meglio. Nel 2008 torna ad allenare – quale – vice di Giovanni Trapattoni nell’Irlanda. La sua vita privata è invece stata piena di soddisfazioni. Ha avuto due mogli e tre figli. Oggi vive una nuova storia con Myrta Merlino ed è sempre un gran “Figaccione”, come ai bei tempi, negli anni ottanta, che anche nella Juventus, lui e Cabrini erano considerati i più belli del Campionato. E’ uscito un libro scritto dalla figlia Sara, che racconta la sua storia calcistica e non solo. Un’occasione per rivivere gli anni della Famiglia Juventus, delle vittorie e della vita privata costellata da un primo matrimonio, un secondo e tante storie – compresa quella famosa con Moana Pozzi. Matrimoni e figli. Ora Sara racconta questo padre che è stato un grande Campione del calcio, ma è una Grande persona di cui parlare.

 

 

 

 

 

 

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