Gli italiani sono religiosi? Per San Trifone in 120 mila e dopo la messa delle 6 del mattino agnello arrosto e fuochi d’artificio in pieno giorno

    Adelfia

Dati statistici ci riportano che in Italia l’appartenenza alla religione cattolica è in netta contrazione, la maggioranza della popolazione si dichiara ancora oggi cattolica (60,1%) , in minoranza sono quanti appartengono ad altre famiglie religiose (dagli islamici ai buddisti, dagli ebrei alle altre cristiane o non cristiane: complessivamente il 6,5%).
Un italiano su tre non sente di appartenere ad alcuna confessione religiosa, ma questa quota decresce significativamente dal 2000.
Mentre c’è chi si allontana dalla religione con cui è stato cresciuto e sceglie altri credo e altre pratiche più vicine al modo di essere, c’è chi torna al proprio paese, nel sud Italia e precisamente in Puglia in Novembre (dal 1 all’11) ad Adelfia ( a 15 km da Bari) in fermento per la festa del San Trifone, il Santo Patrono di uno dei 2 rioni di questo paese, per questa edizione del 2018 si parla di 120 mila partecipanti venuti da ogni parte del mondo.
Ma avviciniamoci meglio, come farebbe un drone sopra il territorio per capire dove ci stiamo addentrando.
Adelfia è un piccolo centro del sud est barese con circa 17 mila abitanti, che ha la particolarità di avere due piazze, due centri storici, due chiese madri, due dialetti, due identità forti e distinte, non proprio divise da un confine, ma una colonna incastonata in un muro di cinta segna il passaggio tra Canneto e Montrone , due realtà comunali differenti,ma diametralmente vicine.
Nell’immaginario comune si potrebbe pensare a diatribe alla Montecchi e Capuleti, in realtà Il nome è molto rappresentativo: Adelfia viene dal greco, e significa “fratellanza”, ci illumina il Prof. Gerardo Torres accompagnandoci per le vie di entrambi i rioni, anche se lui ci tiene a specificare di essere di Canneto!


Per i primi 10 giorni di novembre Adelfia o meglio il rione di Montrone, si anima più che nelle feste natalizie e si riempie di fedeli, curiosi, ed emigrati che arrivano appositamente per festeggiare il Santo Patrono: Sant Trifone. L’immagine raffigurata su stendardi e bandiere appese a ogni balcone, ci dà l’ idea di un Santo diverso da quelli che siamo abituati a vedere, San Trifone è molto giovane, bello, fiero, ha i capelli lunghi che gli scendono sulle spalle. In testa ha un elmetto e delle vesti da gladiatore, anche se la tradizione ci dice che era un giovane pastorello, condannato a morte per non aver rinnegato la propria cristianità, torturato e decapitato dai romani il 2 febbraio 250.
Grazie a un prete ortodosso, nel 982 si diffuse tra gli abitanti di Montrone il culto del santo, ma fu con la peste del 1770 divampata a Bari, che la devozione divenne ancora più sentita per via della miracolosa salvezza della città.

La riffa

LA FESTA PATRONALE
La ricorrenza annuale dei festeggiamenti del Santo Patrono è molto sentita sia dagli anziani, che dai giovani, i più piccoli vengono addirittura vestiti come il Santo e sfilano in processione dietro la statua.
L’accensione delle luminarie il venerdì sera è un momento molto atteso! Circa 300 mila le lampadine a led armoniosamente sistemate ormai da tanti anni dalla Ditta Faniuolo , per dare il benvenuto al quadro del Santo portato a spalla, fino al centro del paese.
Circa alle 4 del mattino il primo scoppio ( coadiuvato dal Gruppo del Cannone) dà il via ai festeggiamenti, dopo è un susseguirsi di preparativi, l’allestimento dei tavoli con il cibo lungo le vie del centro in attesa che passi la statua del Santo e la prima messa alle 6 attende i fedeli .

la Banda di Adelfia

Dopo l’introduzione della Banda che enfatizza l’atmosfera di festa, tutti si raccolgono per la tanto attesa riffa, che dà la possibilità di raccogliere offerte per la festa e l’opportunità ai più generosi, di poter essere tra coloro che porteranno il santo a spalla. Si parte in sordina, fino ad arrivare anche a 25 mila € a offerta per sostenere questa tradizionale espressione di fede.
Dopo la riffa ci muoviamo, si va alla Chiesa di San Nicola, che si raggiunge a fatica, le vie sono già affollate , è giunto il momento in cui la Statua viene fatta uscire dalla Chiesa e portata in processione fino in via Reni, dove avviene la consegna delle chiavi al giovane Santo, da parte dell’Arcivescovo di Bari – Bitonto: Monsignor Francesco Cacucci.

fedele in processione

Tutti attendono il passaggio di San Trifone, “la devozione è nel cuore” -raccontano i fedeli- alcuni arrivati dall’estero dove ora vivono, ma per tradizione e ricorrenza sono in prima fila .
Durante tutto il giorno si mangia l’agnello, arrostito su bracieri lungo le vie del paese e dove gli ambulanti hanno preso posizione già dalla notte precedente, dormendo in tenda, ma già attivi dopo il primo sparo, poiché questa festa rappresenta una macchina commerciale sostanziosa per il loro commercio e per tutto il paese.


Si fa festa, si mangia e si prende poi posizione verso la parte dei campi, per lo spettacolo diurno della gara pirotecnica. Fuochi d’artificio in pieno giorno, vengono preparati con minuziosa cura, da esperti del settore, che si incontrano ogni anno con la cadenza ritmica simile ai loro fuochi.
Il Prof Vito Nicassio ci nomina Pannello, Senatore, Lieto, Di Candia, Di Matteo che sono stati i fuochisti partecipanti nel 2018 , hanno dato lustro di tutta la loro precisione, abilità e originalità in una disciplina che siamo sempre stati abituati a vedere di notte, con il naso all’insù a guardare i colori scendere dal cielo, invece in questa competizione, c’è una metrica da rispettare, una cadenza ritmica che i più anziani recitano a memoria e sono in grado di riconoscere anche il più abile!
COSA NON TI ASPETTI (ma fortunatamente c’è)
Adelfia è tradizione, prodotti tipici, storia, ma anche tanta voglia di fare, di essere un punto di incontro tra il passato e il futuro e la Comunità APS Tipica Adelfia ha scelto un luogo che era punto di passaggio, la vecchia Stazione Ferroviaria di Adelfia per diventare un punto di incontro, di aggregazione , un centro di sperimentazione e fulcro per valorizzare il territorio.


La stazione è stata adibita dal 2013 a punto di incontro funzionale tra la tradizione contadina e il cittadino, il nuovo consumatore pronto a conoscere e capire bene il territorio e come valorizzarlo.
Si organizzano mercatini con i produttori, corsi di cucina, proiezioni e tante iniziative per recuperare le esperienze delle vecchie generazioni e tramandarle ai giovani, con l’opportunità di vivere e capire meglio il luogo dove si è nati, cosa ci offre e cosa possiamo fare per migliorarlo.
Tipica Adelfia #Fermatakm11


Naturalmente anche il cibo è parte fondamentale del territorio pugliese, ma non è solo “tarallucci, vino e orecchiette” come potremmo pensare.
Nel centro di Adelfia c’è spazio anche per una “Officina Gastronomica”, dove il giovane Francesco Pirolo ha deciso di osare e tirare fuori da una vecchia officina una bellissima e moderna birreria con una oculata scelta di birre straniere, ma anche del territorio che accompagna a burger e piatti che cambiano con la stagionalità. Il menù viene aggiornato ogni tre mesi da Francesco e dallo Chef Antonio Giovanniello che si muove con destrezza in cucina preparando prelibatezze come i panini alla canapa sativa con petto di pollo piastra, datterini gialli , pesto alla canapa e chips di Capocollo di Martina Franca oppure il gettonato Smokey: hamburger 200g di scottona pugliese, misticanza, burattina affumicata, Capocollo di Martina Franca Salumificio Santoro, pomodoro al forno, BBQ homemade.


DOVE ALLOGGIARE
La gente durante la festa di San Trifone ad Adelfia sarà tanta, quindi vi consiglio di spostarvi un po’ e magari così cogliere l’occasione di visitare qualche altro centro molto carino.
Vi voglio portare a Conversano che dista da Adelfia circa 40 km, ma ne varrà la pena.
Conversano appare come un piccolo borgo, di origine normanna, spiccherà lo stile tipico a lastroni in pietra e il Castello sarà lì ad accogliervi in tutta la sua eleganza.

Conversano

Il Residence Corte Altavilla è la dimora perfetta per soggiornare a Conversano poiché oltre il ristorante Goffredo e la terrazza per la colazione con vista sui tetti, offre anche Sibilla il centro thermarium, che renderà la vostra permanenza indimenticabile, ma soprattutto rigenerante.
Trentadue le dimore con diverse opzioni, tra junior suite, standard o appartamenti per chi volesse sentirsi proprio come a casa, ma la sensazione confortevole vi pervaderà appena entrerete nei vicoli per arrivare al Residence tra archi e balconcini fioriti.


In questi luoghi si respira la storia dei personaggi che lo hanno abitato e anche il nome di questo residence racchiude la bellissima storia di Sibilla di Altavilla e Roberto di Normandia, che hanno segnato con la loro unione la storia di due grandi paesi: l’Italia e la Francia.
Sibilla, figlia del Conte di Conversano, donna di rara bellezza e tenacia, ha saputo sfruttare la forza della sua cultura e imporre il proprio pensiero moderno in una epoca come il medioevo dove il potere e la giurisdizione era prettamente maschile. L’incontro con l’affascinante duca di Normandia, valoroso guerriero, nonché colto e gentile porterà all’unione di una romantica storia, ma dall’epilogo tragico (come l’epoca molto spesso imponeva) poiché si narra che Sibilla per salvare il suo sposo da una freccia avvelenata, morì lei stessa succhiando il veleno dalla ferita.
Sepolta sotto l’altare della Cattedrale di Rouen se ne ricorda ancora la bellezza e l’esempio di cultura da lasciare il segno in due importanti Corti: La Corte d’Altavilla in Conversano e la Corte di Rouen in Normandia.
#wehostinpuglia #santrifoneinaday #weareinpuglia

Ringraziamenti speciali:

Regione Puglia

Comune di Adelfia Assessore al Turismo: Maria Cesaria Giordano

GAL Sud Est Barese :Francesco Pasculli

Guida Turistica: Patrizia Alberga

Share

Commenti

commenti