Un Week end con la Grand C4 Picasso a Modena


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(1.6 e-HDi 90 CV Attraction ETG-6). La prova che vi proponiamo oggi riguarda una vettura che rappresenta una formula per certi versi in controtendenza con le mode, ma allo stesso tempo che sposa la sempre più diffusa voglia di auto a sette posti.  In controtendenza perché ormai i monovolume che per anni hanno svolto il loro compito con grande flessibilità, consumi adeguati e ingombri razionali hanno lasciato sempre più il campo ai Crossover molto più grandi e costosi da gestire, ma molto alla moda.

La Citroen è rimasta fedele ai suoi concetti di vettura familiare e molto intelligente. In soli 4.60 cm troviamo davvero il massimo in fatto di razionalità e sfruttamento degli spazi.   C’è l’opzione dei sette posti (adatti più che altro ai bambini ). Tale possibilità  annulla quasi del tutto il bagagliaio che potrà ospitare giusto un paio di valige. Al contrario, nella configurazione cinque posti l’auto gode di una sfruttabilità ai vertici della categoria.

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Auto razionale, come detto, che non rinuncia a vezzi propri che ne delineano il carattere. Il vetro panoramico anteriore regala una sensazione davvero particolare di ariosità.  Non del tutto condivisibile le scelte operate per la plancia, povera nella grafica(secondo le versioni) e non sempre chiara e per lo schermo touch che racchiude tutte le funzioni audio, clima, settaggi di molte  impostazioni generali dell’auto.

Il modello da noi provato, è una novità per ciò che riguarda la trasmissione. Abbiamo infatti la nuova C4 Gran Picasso 1.6 HDI 90 CV ETG-6, nella configurazione base  Attraction. Auto che ha davvero tutto ciò che serve per un utilizzo ordinario, ma che paga, in termini di  confort ed eleganza.

Tra tutte spiccava l’assenza dei sensori di parcheggio posteriori e anteriori e della telecamera posteriore, dotazioni che ormai dovrebbero essere  di serie in un’auto che costa sui 26.000 Euro. Allo stesso tempo, quest’auto ci porta in dote una nuova trasmissione automatica, che seppure non è una “doppia Frizione”, si avvale del più semplice meccanismo degli attuatori elettro-idraulici, (applicazione  convenzionale nelle auto di piccola e media gamma, che supporta con un software e meccanismi elettrici al funzionamento di un cambio tradizionale. Una scelta economicamente  e praticamente vantaggiosa ma non sempre all’altezza delle aspettative, perché  lenta). In questa versione, abbiamo riscontrato una fluidità di marcia davvero inaspettata, un software che gestisce in maniera razionale ed efficace e anche veloce il cambio e gestisce l’auto secondo le  varie situazioni riscontrate, nelle  pendenza e prevedendo  scalate  e rilasci.  Il tutto può  essere controllato anche nella modalità “manuale” attraverso i paddles, molto utili prima di curvoni e tornanti. Nel caso di un uso non adeguato, l’auto si riappropria della gestione provvedendo alle successive cambiate in autonomia.

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La versione provata – va precisato – era un’ Attraction, cioè il modello base che comunque aveva pur sempre chiusura centralizzata con chiave intelligente, computer di bordo, volante regolabile, regolatore e limitatore di velocità, quattro vetri elettrici, sicurezza vetri e sportelli posteriori, climatizzatore bi-zona, impianto hi-fi mp3 e presa aux-usb . Per la sicurezza: sensori pressione pneumatici, freno di stazionamento elettrico automatico, regolatore e limitatore di velocità,  sistema antiarretramento in salita (Hill-Assist) e  l’intelligent traction control “snow motion oltre ovviamente all’ABS e ESP e

Rispetto ad altre versioni (da noi precedentemente utilizzate) abbiamo notato l’assenza di diversi accessori dei quali – ormai – si sente la mancanza, una volta provati.

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Andando con ordine, all’esterno come detto, mancano i sensori di parcheggio (opz)  e i fendinebbia (opz), Le luci di cortesia su sportelli e specchietti retrovisori e gli stessi retrovisori a chiusura elettrica. (opz) e una qualsivoglia forma di protezione dai piccoli urti laterali e posteriori (opz). Ci sono poi i cerchi di 16”, ma nella guida non pregiudicano il comportamento, con prestazioni così tranquille.

All’interno, le “assenze” sono più evidenti, a parte il bracciolo centrale, la cui mancanza l’abbiamo ben compensata con il tanto spazio guadagnato per riporre una borsa, tutto nella plancia è un po’ povero (nella nostra versione sia ben chiaro). Dalla strumentazione in bianco e nero, (che se è vero non subisce  riflessi di alcun genere), rimane di dubbio gusto e neppure tanto chiara. Il display centrale (che non è Navigatore) (opz) permette le regolazioni touch di audio-bluethoot/climatizz./impost. di servizio della vettura/impostazioni generali. Tutto esclusivamente touch (volume e accensione e spegnimento radio a a parte). Sul volante poi i comandi radio erano riprodotti, e questi stessi potevano comandare anche il collegamento bluethoot e per musica aux. Lo schermo a colori, prevedeva anche la connessione internet per i servizi aggiuntivi, ma richiedeva un’apposita card (a pagamento). Nella nostra gita ce la siamo cavata con il nostro Smartphone, che ci ha assistito egregiamente. Tra l’altro, quella dell’utilizzo degli smartphone collegati all’auto sta diventando sempre più diffusa. E’ una scelta condivisibile e da supportare, per abbattere i costi, non rischiare il furto dell’impianto, e cosa più importante avere sempre uno strumento moderno e aggiornato.

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E’ superfluo dire che un allestimento con bocchette d’areazione posteriore, tavolini per far disegnare i bambini, e sedili di diversa fattezza si sentono. Diciamo che l’allestimento provato risentiva di una certa povertà anche per il comparto sedili. Il tessuto era liscio e si tendeva proprio a scivolare. La tenuta non è ai massimi livelli, buona l’imbottitura. Forse avrei gradito la seduta appena più lunga. Per il resto, la configurazione dei sedili si presta a una organizzazione degli spazi sempre ottimale, a patto che non si viaggi a pieno carico, ove si è obbligati.

Il Bagagliaio prevede un doppio fondo per l’alloggiamento di quel poco che può entrare sotto i sedili. La nostra vettura era dotata del kit di riparazione.

 

Su strada l’auto è ottima per una famiglia. Noi eravamo giusto sette. tre adulti e quattro bambini tra i nove e i sei anni. La vivibilità è ottima in ogni condizione. L’auto ve fluida, silenziosa e con consumi davvero inaspettati, così in autostrada, quanto su strade provinciali. Gli ammortizzatori sono ottimi sempre, così come la tenuta di strada. Il passo decisamente lungo ne fanno un’ottima stradista. Rispetto alla versione precedentemente provata (in allestimento Business) ho notato un certo cedimento negli spostamenti repentini, ma nulla di particolarmente impegnativo, c’era un po’ di effetto deriva.  Il cuore che spinge questo modello è un 1560 già incontrato, ma in una versione depotenziata. Vi dovessi dire, non me ne sono proprio accorto. Sarà stato che imputavo la leggera minor prontezza al cambio (comunque più lento che un manuale), ma i soli 92 CV sono bastati a dover impostare il Limitatore di velocità. I 130Km/h si raggiungevano in un attimo e così anche si superavano abbondantemente in pieno confort.

L’impianto frenante è ottimo sempre, su asciutto e bagnato, in autostrada, in città e in montagna.

Passando alla trasmissione,  vorrei fare una esplicita “menzione d’onore” a questo cambio che permette all’utenza media di avvalersi di un sistema intelligente per guidare sia nel traffico, con il suo stress annesso, che nelle strade a scorrimento veloce. Rimanere fissati sui cambi manuali per la errata convinzione che guidare, significhi abbassare la frizione e spostare una leva,  è come voler utilizzare il telefono a rotella nel mondo di smartphone. La macchina si guida col cervello, non con la doppietta, o scalando  le marce. Una guida concentrata su ciò che accade intorno a noi è sicuramente migliore di una guida incentrata sul considerarsi piloti.  I paddles poi permettono di scalare o aumentare la marcia. L’evoluzione deve inevitabilmente mettere da parte la vecchia idea di guida. Il Gruppo PSA con questo sistema economico mette a disposizione di suoi modelli Citroen e Peugeot una trasmissione automatica ad un costo davvero interessante. Non si tratterà, come detto, di una vera trasmissione automatica a doppia frizione, ma è un primo passo verso la semplificazione e il comfort. Vi consiglio almeno di provarla, ve ne innamorerete.

L’unica cosa, che non mi è piaciuto – comunque – è il selettore marce (R- N- A- M)  posta orizzontalmente sopra lo sterzo, tipo auto americane anni settanta. Preferirei più un comando al centro, allungando un po’ la plancia o sul tunnel (che in questa versione non c’era).

DATI TECNICI:

Motore 4 cilindri Diesel 1560 / 92 CV
Omologazione Euro 5
Trazione Anteriore
Cambio manuale a 6 rapporti

DIMENSIONI:

Lunghezza 459,7 cm
Larghezza 182,6 cm
Altezza 164,4 cm
Peso 2.150 kg
Porte 5
Posti 7
Capacità bagagliaio 130 lt. / 1.835 lt.

pneumatici: 215/55 R 16

DOTAZIONI DI SERIE:
Climatizzatore a controllo automatico bi-zona
Impianto Hi Fi Touch Screen con 4altoparlanti e comandi audio al volante. Ingresso Aux e USB
connessione bluetooth con connessione telefono
luci diurnea led
Luci di lettura anteriori
Presa di corrente 12v area di carico, ant. e post.
accensione veicolo con pulsante start
Regolatore di velocità e Limitatore di velocita
Chiusura centralizzata a distanza , incl. cristalli elettrici
Servosterzo ad assistenza variabile e elettrico
Volante reg. in altezza e profondità e multifunzioni
Computer con velocità media, consumo medio, consumo istantaneo e autonomia
Indic. pressione pneumatici

 

Modena: Comune Italiano della Regione Emilia Romagna. Nella storia ha ricoperto ruoli rilevanti nel XVI secolo relativamente al suo ruolo di residenza della Famiglia nobile degli Estensi e dell’antica Università risalente al 1100, poi chiusa e riaperta nel 1682 “Università degli studi di Modena e di Reggio Emilia”. Famosa anche quale sede dell’Accademia Militare omonima, i famosi “cadetti di Modena” e sede di una tra le più prestigiose Accademie dei Carabinieri.

La città di Modena si estende all’interno di un tratto pianeggiante dell’Emilia ed è lambita da due fiumi, che pur non toccandola ne rendono terreni fertili. Il Panaro e il Secchia.  Il territorio è infatti ricco di coltivazioni e allevamenti. Famosi sono le filiere del Parmigiano Reggiano e molte industrie di salumifici e prosciutti. In tutta la zona Modenese poi sono ancora di rilievo internazionale i marchi automobilistici Ferrari (Maranello) e Maserati. Tutta la zona Emiliana è tesoro di storia automobilistica e motociclistica. Marchi quali Lamborghini/De Tommaso/Bugatti/Ducati sono patrimonio del territorio e un grosso indotto per l’occupazione della zona.

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In città abbiamo potuto visitare oltre al Palazzo Comunale  e al Duomo e ammirare  la Torre Ghirlandina, il Palazzo Ducale  e la piazza antistante, anche se in rifacimento. Abbiamo visitato la Mostra del Cinema, “Cinema Show” a Palazzo Margherita, e parcheggiato vicino  parco Ducale Estense presso Corso Canalgrande, che grazie al tempo mite ci ha permesso una breve passeggiata. Siamo rimasti colpiti dal contesto  multietnico del territorio, integrato e organizzato molto meglio che dalle nostre parti. La gioventù al contrario ci è sembrata molto disordinata e trasandata, almeno in determinate fasce d’età,  sarà la moda, saranno i miei capelli che stanno diventando bianchi, ma la cosa mi ha dato da pensare. L’organizzazione territoriale, al contrario è perfetta. Certo le dimensioni di una piccola cittadina aiutano e anche la ricchezza del territorio, ma sarebbe da prender spunto delegando sul territorio invece che centralizzando, come sta andando ultimamente di moda a Roma.  Il centro storico era chiuso al traffico – completamente – in orari ben definiti. I parcheggi erano a pagamento fino alle 14.00 per cui il pomeriggio e la sera, lasciata la macchina in zone limitrofe alla via Emila, abbiamo potuto passeggiare e goderci, sotto i portici questa altra stupenda città della nostra Italia.

Alla Prossima…….

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