Tesla: il servizio di ride-sharing con guida autonoma, Robotaxi, entro il 2020

 

Di guida autonoma si parla già da diversi anni, con particolare riferimento alle enormi potenzialità di questa tecnologia che promette di rendere ancora più sicure le strade, riducendo drasticamente gli incidenti. Le prime vetture a guida autonoma hanno già raggiunto le strade in alcuni territori, grazie a Waymo (Google), Uber e la stessa Tesla Motors con il suo sistema Autopilot. Ma non è ancora disponibile per gli utenti finali un sistema di guida completamente autonomo su un’automobile disponibile sul mercato consumer, che sia quindi in grado di muoversi senza la supervisione di un essere umano.

Solo quanto arriveranno sul mercato auto a guida autonoma completa si potrà parlare di una vera e propria rivoluzione per il mercato delle auto. E in tal senso Tesla Motors, il produttore di auto elettriche californiano, ha scelto di fare un ulteriore passo in avanti in questa direzione. Presentando al mondo il nuovo chip che sarà installato sulle sue vetture. E confermando anche “Robotaxi“, un servizio di ride-sharing che userà automobili a guida autonoma e debutterà sul mercato entro la fine del 2020.

E’ stato durante l’Autonomy Day organizzato da Tesla, che la società guidata dall’imprenditore Elon Musk ha mostrato il chip di nuova generazione che sarà alla base di tutte le nuove vetture in produzione, Model X, Model S e Model 3. Questo chip sviluppato da Tesla e costruito da Samsung, viene descritto come ancora più potente rispetto a quello NVIDIA usato fino ad oggi e con un costo di produzione più basso del 20%. Per comprendere la differenza, il produttore di auto elettriche ha fatto sapere che il chip di nuova generazione è dotato di 6 miliardi di transistor ed è in grado di gestire in contemporanea fino a 36 trilioni di operazioni al secondo, gestendo al meglio l’intelligenza artificiale. In termini di consumo energetico, richiederà un consumo superiore, ma comunque limitato rispetto ai vantaggi, non ripercuotendosi quindi sull’autonomia delle auto.

Ed è proprio grazie al nuovo processore che Tesla Motors getta finalmente le basi per quello che sarà “Robotaxi“, il servizio di ride-sharing realizzato dal costruttore di auto di cui si parla già da alcuni anni, ma che adesso sembra essere più vicino che mai. La tecnologia alla base delle prossime auto elettriche sarà già dotato degli strumenti necessari e per l’attivazione del sistema di Full Self Driving, sarà necessario solo un futuro aggiornamento over-the-air.

Nei piani di Elon Musk, Robotaxi debutterà almeno in un mercato entro la fine del 2020, permettendo alla società di lanciare una piattaforma di mobilità condivisa che utilizzerà le auto a marchio Tesla, andando a competere direttamente con realtà del calibro di Uber e Lyft.

Secondo Musk, entro il 2020 saranno 1 milione le auto a guida autonoma presenti sul mercato. Con Robotaxi, i proprietari di un’auto Tesla avranno la possibilità di mettere a disposizione la propria vettura elettrica per trasportare passeggeri, attraverso un’app per smartphone. Nei piani del costruttore di auto, ogni corsa dovrà essere pagata, permettendo a Tesla di trattenere tra il 25% e 30% del ricavato. Nelle città in cui non saranno disponibili abbastanza auto Tesla, il produttore conta di rendere disponibile una flotta di automobili a guida autonoma dedicate al servizio di ride-sharing.

Se Robotaxi dovesse diventare realtà, come appena detto, Tesla Motors avrà la possibilità di generare un profitto potenziale da ogni auto venduta. Allo stesso modo i proprietari delle automobili potranno arrivare a guadagnare fino a $30.000 ogni anno mettendo a disposizione di altre persone la propria automobile, riuscendo così a generare un profitto extra e arrivando in breve tempo a ripagare l’acquisto della stessa vettura.

L’unico limite ai piani di Tesla Motors, al momento, riguarda l’assenza di una legislazione adeguata in tema di guida autonoma, che consenta di rendere disponibile un servizio di ride-sharing. In ogni caso, Elon Musk prevede di poter lanciare questa piattaforma in almeno un territorio, entro la fine del prossimo anno. Non resta che attendere per scoprire se ci riuscirà.

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