Personalizzazione Caschi. Intervista all’Artista Giampiero Abate

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Poco tempo fa abbiamo affrontato l’argomento inerente la scelta del casco, in ordine alla ricerca del giusto prodotto rapportato al nostro budget, cercando di trovare un compromesso tra qualità e costo. Abbiamo così visto che non sempre è necessario affrontare un costo eccessivamente elevato, se l’utilizzo è strettamente urbano. Attualmente poi la qualità dei caschi è decisamente migliorata. I prodotti hanno raggiunto un buon grado di resistenza e assorbimento degli urti. L’uso di prodotti particolarmente leggeri e materiali  costosi è indicato per moto che affrontano forti impatti aerodinamici e che quindi gravano in maniera più forte sul collo. In caso d’impatto al suolo, resistenza passiva e assorbimento il discorso si fa più ampio e complesso: ci sono sul mercato prodotti che possono considerarsi equivalenti, leggeri comodi pur essendo in resina HIR-TH (Termoplastici Abs, policarbonato).  Le variabili sono moltissime. I primi sono più economici ma hanno buone doti di resistenza. I secondi sono molto più costosi ma anche più resistenti e pesanti e hanno il difetto di risentire delle escursioni termiche.  Le fibre composite poi, fibra di vetro, fibra di carbonio o di kevlar, nomex, possono costituire diverse parti del casco, combinate tra loro, (bicompositi o tricompositi) per definizioni specifiche di punti d’impatto. Sono caschi  di maggior pregio, più leggeri e allo stesso tempo più resistenti, ma tali materiali sono molto più costosi. Su questi le temperature, gli sbalzi, il sole e i fattori esterni incidono assai meno.

Insomma,  un casco in fibra ha più o meno le stesse capacità di dispersione di caschi in carbonio o in kevlar, ma certamente una resistenza all’impatto minore. Ciò vale per ciò che sta fuori il casco, ma le ripercussioni all’interno possono essere ugualmente efficienti e avere un limite molto vicino di assorbimento per il capo in entrambi i prodotti.

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L’argomento che però vogliamo affrontare oggi riguarda quanto i nostri caschi possono essere personalizzati. Cioè vogliamo capire come fare, se possiamo farlo e che limiti ci sono, e sopratutto parlarvi di qualcuno che tale personalizzazioni le fa e sono vere e proprie opere d’arte.

Per poter  aerografare il nostro casco dobbiamo  preventivamente operare la scelta del casco considerando che questo dovrà essere verniciato e sottoposto a cottura. Oltre agli sbalzi termici sono da tenere in considerazione e anche gli agenti chimici.

Consiglerei in tal senso, di utilizzare un casco che risenta il meno possibile di tali fattori indirizzandomi su un bicomposito, tipo fibra di vetro/carbonio.

Fatta la nostra scelta sul nostro prodotto, dobbiamo scegliere un colore base (generalmente il bianco) dal quale partire perché il nostro sogno si possa concretizzare, e prepararci un disegno. (io ho il mio nel cassetto e prima o poi lo farò).

CASCOM

Per aerografare un casco bisogna tener conto di vari fattori e cioè capire se chi fa il lavoro utilizza materiali che non vanno ad influire sulla resistenza e quindi la qualità del prodotto e comprometterne le caratteristiche di protettività (pur avendo belle doti estetiche). Sempre più  case costruttrici di caschi fanno decadere la garanzia sui caschi modificati. A tal riguardo ci sono voci discordanti. C’è chi dice che le Case costruttrici vorrebbero tener per se l’esclusiva, anche delle colorazioni. In tal senso facendo le stesse i test di sicurezza, potrebbero determinare quali prodotti possono essere compatibili e la maniera più appropriata per verniciarli.

Dove fosse accertato che il prodotto può essere modificato nella sua veste grafica si potrà così agire:

I sistemi di verniciatura devono prevedere materiali che non contengano prodotti aggressivi, tali da corrodere il rivestimento, finanche l’incollaggio delle diverse parti che compongono appunto la calotta esterna.

L’operazione in se, passa attraverso diversi fasi: Per parlarvi di ciò ci siamo rivolti ad uno specialista. Un artista del campo – e non parlo della sola aerografia dei caschi, che anzi risulta essere parte marginale delle sue opere d’arte:

Giampiero Abate Aerografo d’autore

Con l’accortezza di rimuovere tutte le parti staccabili, sia adesivi esterni e tutte le parti amovibili, nonchè le imbottiture interne e preservare gomme, guarnizioni e tutto ciò che lo compone, si può pensare di effettuare un lavoro di colorazione, ma bisogna  usare Solo vernici a freddo“.

“Mi trovo però a doverti fare subito una precisazione importante in merito alla sicurezza e alle personalizzazioni. Le case costruttrici di caschi continuamente progettano, sperimentano, certificano prodotti, investendo in tutto questo decine di migliaia di euro o dollari. Il posizionamento sul mercato motociclistico segue anche le tendenze del momento o influenzandolo enormemente, puntando anche su “testimonial da pista”. Far indossare un casco ad un pilota vuol dire anche proporre quella grafica sul mercato e guadagnare, ovviamente. La realizzazione di queste verniciature o meglio”grafiche” comporta un metodo relativamente semplice i cui passi vengono seguiti dagli aerografisti stessi, ma usando vernici anche migliori di quelle di fabbrica. Ma c’è un ma. L’industria progetta e realizza e investe, fa eseguire dei test di sicurezza che permette il rilascio del l’omologazione e li mette al riparo anche nei confronti di qualsiasi rivalsa legale”.

Taluni Costruttori prevedono che delle modifiche possano essere operate. Ad esempio Arai, nella terza pagina del libretto di garanzia, specificano se il quella tipologia di casco ha le caratteristiche per poter essere sottoposto a ulteriore verniciatura, per gli altri vale quanto dettoci da Giampiero Abate

“Qualsiasi intervento che modifica lo stato anche superficiale del casco fa decadere la garanzia e l’omologazione e solleva da ogni responsabilità il costruttore. Naturalmente ciò non è vero perché qualsiasi buon aerografista è sensibile a questa tematica e opera con i dovuti accorgimenti, gli stessi delle fabbriche. Solo che quest’ultime hanno i test di rottura, l’aerografista no. Tutto questo per dire che per quanto mi riguarda e anche a difesa del settore, si può parlare tranquillamente di personalizzazione in ogni sfaccettatura, ma è prudente non toccare l’argomento sicurezza”

Considerata la scelta del casco, la preparazione del prodotto, l’accuratezza della lavorazione e la scelta dei materiali, penso che non c’è nulla da temere in ordine al lavoro fatto da persone specializzate e altamente professionali. Anche per questo tipo di lavori è importantissimo rivolgersi a chi opera con cognizione di causa e coscienza.

A voi le opere di Giampiero:

 

per maggiori info:

https://www.facebook.com/giampieroabate.page?fref=ts

http://www.giampieroabate.it/

(le immagini pubblicate sono state prese dal profilo facebook di Giampiero Abate)

 

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