Jaguar XE. Una berlina da Pista

XE

L’auto, alla cui presentazione abbiamo assistito lunedì 11 Maggio presso gli Studios di via Tiburtina 521, appartiene a quella categorie di vetture non immediatamente decifrabili. Le sue connotazioni estetiche, la provenienza, la storia densa di gare ma anche di eleganza, lascerebbero presupporre un prodotto il cui approccio potrebbe essere votato più sull’eleganza, sull’esclusività (ma a buon mercato, data la cilindrata e il prezzo d’attacco). Ma la XE va oltre.

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Ciò che è trapelato ad una prima occhiata (ma molto attenta), è che ci troviamo innanzi ad una evoluzione della specie. Un’auto snella, potente, elegante ma non sfarzosa, per certi versi essenziale nella sua bellezza. I dettagli lasciano, in taluni tratti, perplessi: siamo di fronte ad una Jaguar fuori dagli schemi in cui l’abbiamo sempre riconosciuta.

Un’auto principalmente leggera, votata alla pista, basta guardare l’attacco delle sospensioni anteriori e la dimensione del parafango anteriore e dal muso estremamente basso – completamente preso dalla generosa gomma/cerchione (da 17” o 18”) – per capire che spazio a compromessi non ce ne sono. La vettura è bassa (molto  anche da terra ). Lo schema del motore è anteriore longitudinale con un posizionamento dello stesso molto arretrato rispetto all’asse anteriore a tutto vantaggio del mantenimento delle masse all’interno degli assi, ma con una certa presenza della trasmissione nell’abitacolo a tutto svantaggio dello spazio.

L’abitacolo non è così arioso come siamo abituati nelle berline di ultima generazione. La plancia è ben fatta, elegante e dai tratti tipicamente dei prodotti Inglesi. Tutto è dove ci si aspetterebbe di trovare: tasti, leve e pulsanti sono ben rintracciabili già al primo approccio. Il volante è regolabile (forse un po’ troppo grande) e così anche i sedili (davvero molto comodi).

Sempre i sedili appaiono piccoli ma veramente molto belli, con cuciture a vista e il pellame morbido ma resistente. Ben scavati e con un ottimo appoggio per reni e spalle. La posizione di guida è perfetta, tipica da abitacolo di pilotaggio. Tutto è sotto controllo e a ben vedere sembra ottima anche la visuale in ogni angolo. Nella parte superiore del tetto ho notato due pulsanti, coperti da due mascherine che in una prima occhiata sembrerebbero celare due distinte richieste di soccorso, per assistenza meccanica e per richiesta di aiuto (da approfondire). La meccanica è davvero di prim’ordine, si vede e si sente, non nel rumore quanto nella sensazione che una auto pura come questa può regalare. L’abitacolo in tal senso ne risente non poco . Molto poco fruibile quanto a spazio sia davanti che dietro. Le rifiniture che sono notevoli per i sedili non appaiono della medesima qualità per plastiche e componentistica di secondo piano. Tolte le guarnizioni giro-porta e batti tacco davvero di bell’aspetto e che tagliano ogni rumore (la musica fuori dell’abitacolo ieri sera era davvero forte) sportelli, tetto, e plancia nella parte superiore lasciano un minimo di amaro in bocca. Ciò che abbiamo visto sono vetture di pre-serie, quindi spero vivamente che si tratti di sbavature dovute al lancio. Nel bagagliaio c’erano lamiere a vista non protette ne coperte. Il cofano motore lasciava le giunture tra telaio e lamierati a vista. Molti dettagli in plastica erano praticamente poggiati su bottoni in plastica o su livette di metallo a ridosso del parabrezza anteriore. Ho notato molti fasci di fili negli sportelletti di manutenzione e anche l’alloggiamento della batteria nel bagagliaio risiedeva in sede poco definita e rifinita con cavi a vista. Anche la sede del rabocco era molto semplice, con un altrettanto semplice tappo.

Ciò che davvero è bella è la lavorazione delle lamiere. Non si vede una saldatura ed è tutto perfetto. Nella zona del bagagliaio anche la parte esterna che congiunge guarnizioni a lunotto è ricoperta da gomma,a isolare e contenere vibrazioni e rumori. L’Alluminio è presente per tutta  la carrozzeria, con l’innovativo “Highly Advanced Aluminium” che applica alle auto quanto già provato nel settore aerospaziale.  Il risparmio di peso è considerevole. Contemporaneamente l’uso della lega di alluminio ad alta resistenza RCS5754 garantisce doti di alta resistenza, ma anche di rigidità torsionale che si concretizza in una migliore aderenza al terreno.

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schema delle sospensioni moderno e che guarda oltre che al  confort, ad una tenuta di strada senza precedenti, le anteriori hanno un’architettura a doppio braccio oscillante con giunti in alluminio al posto del classico MacPherson. Dietro è stata realizzato un Integral Link a doppio braccio oscillante. In questa vettura è stato studiata molto la distribuzione dei pesi fino all’ottenimento di quasi il 50% sui due assali, a tutto vantaggio della guidabilità sul misto.

Nuovi propulsori Turbodiesel della nuovissima serie “Ingenium”- cilindrata limitata a 2.0 ma potenze di 163 e 180 Cv. I Benzina possono contare su propulsori da 200  e 240 Cv  un sei cilindri di ben 340 Cv. Tutte possono  disporre di cambio automatico (la entry level di un manuale 6 marce) – doppia frizione – a otto marce, e paddles al volante.

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Tante cose non abbiamo potuto approfondirle, era pur sempre una presentazione statica, in un ambito altamente coreografico e infarcito di belle modelle ma sopratutto un magnifico catering. L’aspetto scenografico della manifestazione si concretizzava con uno schermo gigante al centro della sala dove scorrevano le immagini della vettura, della sua creazione e degli eventi successivi per presentazioni e riconoscimenti. l’Hashtag #FEELXE dava la portata della novità e modernità anche di quello che è il sistema per trasmettere e comunicare questa nuova realtà.

Su molte delle cose che abbiamo potuto vedere e apprezzare, come di quelle che ci hanno, da un lato incuriosito e dall’altro lasciato perplessi, torneremo a breve con una dettagliata prova su strada, magari su pista. Intanto possiamo affermare di aver trascorso una bellissima serata con un prodotto che di soddisfazioni al marchio Jaguar ne darà senz’altro tante.

Le vendite avranno di sicuro un notevole balzo in avanti. La XE, la piccola di casa,  sI dovrà comunque confrontare con vetture della vecchia guardia, BMW seire 3 , Mercedes C, Audi A4, che possono garantire prodotti di elevata levatura e standard qualitativi eccezionali.

Concludendo posso affermare con quasi certezza che la XE è un’auto sportiva prestata alla vita ordinaria. Tutto lascia presupporre che a breve avrà una sua presenza nelle piste, come da sempre tale marca ci ha abituato, essenza stessa del marchio.

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