I segreti della guida autonoma secondo FORD

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Ford ha rivelato tutto ciò che si nasconde dietro l’evoluzione tecnologica della Guida Autonoma.

L’interpretazione dell’Ovale Blu passa attraverso l’uso di un Muletto su base Fusion (auto non importata in Italia) I test si svolgono principalmente oltreoceano. Il lancio della guida autonoma  è stato più volte confermato per il 2021.

Come già raccontato in un altro nostro articolo _del 18/04/2016 Guida autonoma Ford e sensori LiDAR e  del 18/08/2016 Ford e Guida Autonoma entro il 2021

Nel corso del 2017, La Ford  estenderà la propria flotta di veicoli sperimentali, portando il numero a ben 90 veicoli.

I prototipi di nuova generazione sono auto molto più vicine a quelle che vedremo nelle nostre strade.  Sia lo stile che le soluzioni di bordo appartengono  a quei pacchetti quasi definitivi delle future auto di serie.

Le auto dispongono di volante e pedali, pur essendo destinati a svolgere funzioni di  “navette autonome”, cioè senza la necessità del pilota a bordo. Saranno  completamente automatizzate rispettando lo standard SAE-4. Ci saranno  sensori che analizzano l’ambiente circostante. Sensori scansionano l’ambiente circostante per ricostruirne in tempo reale una mappa tridimensionale utilizzata dagli algoritmi di guida. Il cosidetto  “campo visivo” ha permesso  un miglioramento nell’acquisizione della qualità dei dati. I nuovi veicoli sperimentali adottano 2 sensori LiDAR anziché4. I sensori LiDAR effettuano una scansione laser dell’ambiente circostante e lo ricostruiscono in 3d all’interno del sistema per sviluppare la “percezione mediata” e la “percezione diretta”. La prima definisce la posizione dell’auto  su una mappa e in relazione a tutto ciò che la circonda così che gli algoritmi riescono a far combaciare gli elementi statici riconosciuti dai sensori, come palazzi, segnaletica verticale e orizzontale ed elementi di arredo urbano. Il posizionamento permette al sistema anche di conoscere con precisione le caratteristiche della strada, come per esempio il senso di marcia, il numero delle corsie, la presenza di semafori, stop e strisce pedonali. La percezione “diretta” permette al sistema di riconoscere gli elementi dinamici  e cioè tutto ciò che si muove nell’ambiente riconosciuto e ridefinito: altri veicoli, ciclisti, pedoni, animali e gli ostacoli.  Tutto ciò che è presente nel campo visivo dei sensori LiDAR a 360° viene analizzato, elaborato  e definito per ciò che è.

Il software di gestione del servizio sarà sviluppato per prevedere ogni possibile evenienza e deve essere in grado di prendere delle decisioni per tutte le possibili evenienze che nel tempo gli sono state “inserite”, così da saper interpretare al meglio le scelte da operare. Il comportamento dell’auto dovrebbe diventare migliore di quella a gestione umana, sia per la risposta più veloce, sia per la gestione della motricità e l’assenza di comportamenti influenzati dall’emozionalità.

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I sensori LiDAR a 360°, hanno una capacità che copre un’area grande quanto 2 campi da calcio, i prototipi si avvalgono di 3 telecamere, utilizzate per esempio per identificare oggetti e riconoscere la luce dei semafori, e di radar a breve e medio raggio, utili a capire le condizioni meteo come pioggia, neve o nebbia e in grado di aggiungere un ulteriore livello percettivo e ricostruire l’ambiente in 3D determinando all’interno dello stesso (come già detto) il proprio posizionamento, lo spazio circostante e tutto ciò che si muove o sta fermo intorno.

La guida automatica  prevede la gestione di tutta l’auto. Il controllo deve poter essere totale su volante, acceleratore, freni. Ad ogni  input esterno sia esso relativo al fondo stradale, ad eventualmente il fondo a bassa aderenza, alle salite o alle curve, tutto viene gestito automaticamente da ogni elemento dinamico  viene riconosciuto e gestito in pochissimi millisecondi.  L’unità di gestione si trova nel bagagliaio e dispone di una grande potenza. Gestisce tutti i dati dei sensori in pochi attimi. Gli algoritmi utilizzano queste informazioni per processare in tempo reale le risposte a una serie di possibili scenari, e decidere come comportarsi di conseguenza.

Nel tempo tali processori diventeranno sicuramente più bravi degli umani. Scorderemo anche come guidare, un altro pezzettino delle nostre capacità verrà assorbito da sistemi elettronici. Al contempo una maggiore sicurezza dovrebbe essere garantita.  I passeggeri si potranno dedicare ad altro. Saper guidare non sarà più necessario (mia moglie e il mio amico ne saranno felicissimi. Basterà dire dove andare e potranno dedicarsi l’una a whatsappare e l’altro a leggere qualche rivista di economia. In fondo per loro non sarebbe male arrivare a questa rivoluzione. Per me mica tanto).

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