Honda Civic Nona Generazione

La Honda Civic sin dai suoi esordi ha sempre rappresentato un qualcosa di alternativo, fuori gli schemi. L’originalità delle linee, la meccanica raffinata, abitacoli diversi,  ne hanno fatto un’auto unica. Nel tempo si è andata conformando alla concorrenza, o meglio la concorrenza l’ha raggiunta per tante chicche tecniche che in lei  ebbero la prima manifestazione. Alla nascita,  ma ancor più dalla quarta serie, per lei sarebbe dovuto essere definito un gruppo particolare d’appartenenza, immediatamente riconoscibile. Una berlina sportiva, con linee tese ma anche con volumetrie e sfruttamento degli spazi molto originale,  schemi tecnici raffinati, dettagli ineccepibili.

Tutto ciò  ha contribuito a fare di Civic un’icona del panorama automobilistico.

Talune scelte sono risultate talvolta azzardate e non hanno avuto il meritato riconoscimento, ma indubbiamente il valore tecnico dell’auto è enorme anche rapportato alla migliore e più affermate auto del mercato. La Civic si è così aggrappata ad un pubblico altamente selezionato che ne è per la grande maggioranza fiero sostenitore. In Italia le vendite hanno visto fasi altalenanti. Le serie che hanno portato questo nome sono ben nove. Saltiamo per pudore la prima serie del 1972 (anche se, per quanto quest’auto da noi non arrivò, si presentò nel mercato Giapponese da vera innovatrice, con un tutto avanti che non era ancora molto diffuso). Ricevette premi e riconoscimenti ed ebbe diverse varianti e modelli derivati. In quel periodo Il Giappone e la Honda si affacciavano nel mercato automobilistico e il prodotto davvero non poteva minimamente comparare con i prodotti europei. Ma i giapponesi da buone formiche hanno capitalizzato le loro esperienze, dapprima copiando e imparando (come hanno fatto poi i sud Coreani e ora i Cinesi), poi hanno cominciato a sfornare auto tecnologicamente avanzate e dal design innovativo. Honda ha proposto per prima i motori plurivalvole a iniezione elettronica  e  il sistema V-tec (fasatura variabile) già dal 1987. Andando con ordine, nel 1979 e 1983 arrivano la seconda e terza serie. Poi nel 1987 anche in Honda si  diffonde il concetto di “famiglia” all’interno di uno stesso modello, sfornano il bellissimo coupè CRX  che aveva un posteriore da vera sportiva col doppio vetro e un Monovolume oltre alla versione a quattro porte.

Con la  IV serie Honda si impose agli occhi di tutto il mondo, come un prodotto studiato per il mercato globale e che presentava grosse novità. Abbiamo accennato già ai motori plurivalvole a iniezione elettronica e il Vtec, ma anche per le sospensioni, l’auto aveva uno schema a bracci oscillanti sia all’avantreno che al retrotreno, che assicurava una tenuta di strada elevatissima. Le motorizzazioni erano tutte benzina: 1.5 da 90 CV e due 1.6 da 131 CV e ben 150 CV, potentissimi e dalle prestazioni elevatissime. Nel 1992 esce la versione ammorbidita della Civic, figlia di un felice design. Molto più rifinita e con dettagli di maggior pregio. L’auto era molto sportiveggiante e poteva vantare la dotazione degli airbag e dell’ABS. Anche per questa versione ci sono state le varianti coupè, berlina, roadster e CRX del sol. Quella del 1996 è forse il modello meno ricercato della famiglia. Ha teso ad eliminare i difetti della precedente generazione snaturandosi e perdendo talune particolarità  (almeno estetiche) e conformandosi con  la concorrenza. E’ stata però il modello che ha venduto più di tutte le altre serie. Si amplia l’offerta di motorizzazioni e allestimenti. La gamma parte ora dal 1.4 (75 Cv e 90 Cv)  sempre plurivalvole ma meno sofisticato. Poi un 1.5 Benzina 113 Cv,  il 1.6 Benzina proposto con 105 Cv, 116 Cv e 125Cv  e poi finalmente i Diesel: con un  2.0 di soli 86 Cv, e una versione da 105 Cv. L’auto è sempre sicura e tutti i contenuti confermano le sue grandi doti in fatto di tenuta e di potenza dei motori.

Nel 2001 la Parabola finisce, per certi versi. L’auto che ha fatto storia in Giappone – e tecnicamente parlando – ha insegnato molto anche qui in Europa, trasforma la sua impostazione generale e da auto snella e piantata, si mostra come semi-monovolume (seguendo un po’ la moda del momento e non imponendola). Non verrà poi molto compresa anche per quell’idea che Honda offre da sempre di se. Modulare e spaziosa, aveva abbandonato lo schema delle sospensioni che tanto l’avevano fatta apprezzare a favore dei più semplici McPherson anteriori. Le motorizzazioni, al contrario diventano ancora più affinate vedevano spiccare il solito 1.6 Benzina Vtec insieme ad un 2.0 e poi il nuovissimo 1.7 diesel in Collaborazione con General Motors con potenza pari a 100 Cv. In Italia non ebbe molto successo proprio perchè era diventata qualcosa di diverso. Non era l’evoluzione del modello precedente, come da sempre era successo, sembrava appartenere ad un’altra tipologia d’auto. Poi è successo che si è tornati ad una Civic, che ovviamente era moderna ma nuovamente sportiva. La versione del 2006 riprendeva la filosofia che da sempre avevano generato e contraddistinto auto innovative, tecnicamente avanzate, sicure affidabili e modernissime. Questa Civic centrava quasi tutti questi obiettivi. Non presentava, se non nelle linee esterne e nell’abitacolo grosse innovazioni tecniche, anzi si conformava alle migliori berline per schema tecnico, con schema McPherson all’anteriore e un ponte torcente dietro. La razionalità e la praticità hanno preso il sopravvento rispetto alla sportività. Addio a quadrilateri e schemi a ruote indipendenti. La nuova Civic si affida all’elettronica e ad un conformismo tecnico disarmante considerando a quanto ci avevano abituato gli ingegneri Giapponesi su tale modello. Auto comunque affascinante per uno stile indiscutibilmente unico e una grande abitabilità. I motori sono pressoché quelli della versione precedente rivisti nelle mappature. La VIII serie, comunque non prende piede come era già successo per la precedente. Va un po’ meglio quanto a vendite, ma molto al di sotto delle ambizioni del debutto vendite  Arriviamo ai nostri giorni.

La nuova Civic 2014 si presenta sul nostro mercato con forme non propriamente inedite, ma che anzi riprendono lo stile del modello della VIII serie, corretto, migliorato, definito.

L’auto è senz’altro più snella, compatta ma allo stesso tempo risulta essere elegante e sportiva. Dentro troviamo una plancia originale e differente da tutte le altre auto in commercio. Personale, pensata per il pilota, avvolgente. Mi piace molto esteticamente, un po’ meno a livello di funzionalità. La palpebra superiore contiene al centro il tachimetro digitale, poi talune indicazioni poco fruibili, in parte coperte e  poco chiare e perfino piccole. Risentono delle esigue dimensioni anche i comandi radio e il monitor per la videocamera in retromarcia. Ciò non  compromette l’ergonomia, i comandi principali sono ben visibili e di facile e intuitivo azionamento. La plancia è pensata e rivolta a chi guida,   non perde la propria sostanza ne per qualità ne per modernità. Plancia a parte, ritroviamo i comandi al volante semplici e intuitivi per l’impianto hi.fi e telefonia, L’ottimo impianto hi fi e Navigatore sono riuniti nel display centrale. Sotto i comandi per il climatizzatore.

In auto infatti ritroviamo tutte le soluzioni più moderne sia in tema di sicurezza che di intrattenimento, ma anche di flessibilità. Sulla flessibilità gli ingegneri Honda hanno davvero ben lavorato consentendo uno sfruttamento davvero razionale di ogni spazio ed inventandosi anche il sistema dei cosiddetti “Sedili Magici” che possono assumere diverse forme pur di poter stipare oggetti. In proporzione alla volumetria generale, il bagagliaio è davvero capiente 477 lt che diventano 1378 con i sedili abattuti. Le rifiniture anche in questa zona sono davvero di alto livello. L’auto pur essendo una berlina del segmento delle berline medie ha davvero un buon livello di rifinitura senza eccessi, sobria e sportiva.

Il motore che meglio la può equipaggiare è per questa serie, la nuova unità diesel 1.6. Abbiamo avuto già il piacere di parlare di questa motorizzazione nella prova del CRV.

La configurazione 1.6 diesel DTEC è sicuramente il motore che meglio si adatta ad un uso  ordinario. Ciò che ci ha impressionato di quest’unità è la silenziosità, sia del motore che all’interno dell’abitacolo. Il passaggio sullo sconnesso ha rivelato un ottimo lavoro sia delle sospensioni, del telaio e anche dei materiali. La qualità si percepisce in tutti i contesti. Il 1.6 diesel i-DTEC Honda, nuova motorizzazione della gamma, generazione Earth Dream, è stato sviluppato proprio per avere degli ottimi spunti pur rimanendo elastico e parco nei consumi. Ha una gran bella ripresa anche ai bassi regimi bella progressione, fluida e determinata.

Elasticità quindi ma anche una discreta potenza. Questa raggiunge i 120 CV e 300 Nm di coppia a 2000 giri/min., per una buona accelerazione e prestazioni di rilievo, mentre i suoi consumi consentono di percorrere 100 chilometri con soli 4,0 litri di gasolio. La vettura è equipaggiata con un turbocompressore Garrett  è dotata di turbina a geometria variabile, Il motore 1.6 i-DTEC utilizza inoltre un sistema di iniezione solenoide Bosch che è in grado di funzionare ad alta pressione di 1800 bar ciò ne migliora la miscelazione aria/carburante per una combustione più efficace nei cilindri e un minor consumo di carburante. Ultima annotazione rigurda i rumori all’interno dell’abitacolo dell’unità motore. Attraverso un sistema elettronico ANC che genera un segnale audio con fase inversa temporizzata, il suono viene annullato, e tale “Suono Inverso” viene generato dagli altoparlanti dell’impianto Hi Fi.

Gli allestimenti proposti sono: Confort, Sport, Lifestyle. Oltre a questi ci sono dei pacchetti: Aeropack, Sportpack, Convenience Pack, con specifiche riconducibili già al nome.

Come tutte le vetture di ultima generazione la tecnologia, anche in questo modello, la fa da padrona: oltre ai sistemi ormai noti, ABS, TCS, servosterzo elettrico, leva del cambio rialzata,

C’è poi il pacchetto ADAS che comprende tutte le più avanzate tecnologie Honda di assistenza alla guida: Sistema di informazione sui punti ciechi (BSI) sullo specchietto retrovisore.

Sistema di gestione automatica dei fari Abbaglianti (HSS) per salvaguardare il conducente della vettura opposta.

L’avviso di allontanamento dalla linea di demarcazione della corsia.

Il sistema di frenata attiva in città (CTBA) a velocità variabili , dai 5 ai max.30 km/h

Motori: Benzina  1.4 Comfort       1.4 Sport             1.8 Sport e Sport AT/Executive ADAS

Diesel:   1.6 Comfort         Sport ADAS         1.6 e Lifestyle ADAS

 

Dimensioni:

lunghezza 4.28 cm

larghezza 177

altezza 147

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