Intervista al membro del progetto made in Rome “La Cricca dell’Orma” Massi Farina

La scena musicale romana si è rivelata essere negli ultimi anni una grande fucina di talenti e interessanti realtà di ogni genere. Una di queste interessanti realtà è La Cricca dell’Orma, progetto composto da tre musicisti romani (Massi Farina, Riccardo Giaconella e Riccardo Pasquarella) che hanno molto a cuore la loro città, tema ricorrente nelle loro canzoni. Noi de La Ragnatela News abbiamo intervistato in questi giorni, tra i tre membri del gruppo, Massi Farina.

Come è nato questo progetto “La Cricca dell’Orma”?

La Cricca dell’Orma nasce dall’unione di tre cantautori romani, Riccardo Giaconella, Massi Farina e Riccardo Pasquarella. Ci siamo conosciuti alla Finale del Premio Califano, nel 2016, al Teatro Olimpico. Veniamo tutti da esperienze musicali diverse, ma siamo tutti uniti da un amore viscerale e incondizionato per la nostra città. Orma è infatti uno degli anagrammi di “Roma”.

Il vostro nuovo singolo si intitola “Roma lo sai” ed è una dedica alla Capitale: cosa significa per voi questo brano?

Roma lo sai è una canzone che per noi ha un valore particolare perché è stata la prima canzone che abbiamo scritto interamente insieme. Sin dall’inizio noi tre abbiamo messo a disposizione le canzoni che avevano già scritto o che ognuno, da solo, normalmente compone. Invece Roma lo sai è stata pensata ed ideata in collaborazione e confrontandoci sul testo e la musica. Pertanto ci è sembrata perfetta come primo singolo ufficiale e come simbolo rappresentativo in musica della band. A sottolineare come da tre siamo idealmente diventati una sola anima musicale, per l’appunto La Cricca dell’Orma.

Voi avete suonato più volte nel carcere di Rebibbia e le vostre attività volte al sociale nel noto carcere vi hanno portato a riadattare un noto brano di Johnny Cash in “Rebibbia Blues”: parlaci di questo progetto.

Diciamo innanzitutto che Johnny Cash è uno dei nostri favoriti, uno dei tanti ispiratori e maestri che abbiamo. La canzone l’abbiamo voluta tradurre appositamente per la nostra prima volta al carcere di Rebibbia. E rimanendo assolutamente fedeli al testo scritto dal grande Cash abbiamo cercato di immaginare e raccontare una storia come quella del carcere. Il Carcere di Rebibbia è stato incredibile. Anche il solo entrare per fare musica ci ha comunque “segnato” mentalmente. Quelle enormi porte che si aprivano e si richiudevano alle nostre spalle…beh già quelle davano un senso di oppressione. I live sono stati molto intensi e pieni di energia. E’ difficile anche spiegare ciò che è avvenuto e le sensazioni che ci ha trasmesso l’esperienza. Davanti a noi per il tempo del live, c’erano solo ragazzi che avevano voglia di ascoltare Musica. Solo quello.

Quarta domanda: negli ultimi anni la scena musicale romana si è resa molto prolifica, con l’esplosione di fenomeni di ogni genere che scalano le classifiche italiane…Cosa pensate di quest’esplosione della scena romana?

Noi crediamo che la scena romana, soprattutto quella underground, indipendente e lontana dalle grandi etichette, abbia ancora molto da dire nel cantautorato. Roma al momento è la città con una situazione più confusionaria a livello politico e sociale e questo da una parte è una cosa negativa, certo, ma dall’altra offre grandi spunti di riflessione e di ispirazione per chi come noi scrive e trasforma in arte tutto ciò che vede. Come diceva Orson Welles nel film “Il terzo uomo”: “Sai che cosa diceva quel tale? In Italia sotto i Borgia, per trent’anni, hanno avuto assassinii, guerre, terrore e massacri, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e che cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù”

Ultima domanda: progetti futuri?

Tra i nostri progetti futuri c’è quello di portare lo spettacolo in giro per lo stivale. Il romano e’ compreso in tutta italia e questo è un grosso vantaggio. Vorremmo portare in giro per i Teatri italiani questa nostra sorta di Avanspettacolo 2.0, che a tutti gli effetti è un vero e proprio format e contenitore di arti incentrate su Roma e la Romanità. Uno spettacolo in cui è sempre presente la nostra Musica e ad essa si mescolano elementi di burlesque ed elementi comici. E il 18 Aprile saremo in concerto al Teatro Cometa Off di Testaccio.

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