Tuffo nel passato, sesto episodio. Estate in musica 2003: Ramazzotti trionfa in un’estate di conflitti e scandali calcistici

Estate 2003. La prima di tante estati caratterizzate dalla Guerra dell’Iraq, anche conosciuta come Seconda Guerra del Golfo, scoppiata il 20 marzo 2003. Nel corso di essa, l’Italia non prese parte all’invasione irachena ma fornì il suo appoggio politico e militare al conflitto, inviando alcune truppe nel sud del Paese: la decisione suscitò diverse polemiche nell’opinione pubblica italiana e diversi gesti e manifestazioni di protesta, tra cui la campagna Pace da tutti i balconi (consistente nell’appendere bandiere della Pace sui balconi delle case degli oppositori all’intervento dell’Italia in guerra) che proprio in quell’estate vide l’apice della sua popolarità, con milioni di case italiane addobbate sui balconi con la nota bandiera arcobaleno. E’ l’estate di un Milan che torna campione d’Europa dopo nove anni (è la sesta Champions League vinta dai rossoneri) sconfiggendo i campioni d’Italia della Juventus all’Old Trafford di Manchester: galvanizzati dal trionfo europeo, i rossoneri puntano allo scudetto e si assicurano le prestazioni del giovane più promettente del calcio mondiale di allora, il brasiliano Kakà, che diventerà negli anni un pilastro del club, e del connazionale e capitano della nazionale verdeoro Cafu. Ma anche di diversi scandali che colpiscono il calcio italiano e lo rivoluzionano, come quello delle false fidejussioni, dove vennero coinvolti Roma, Napoli, Spal (tutti e tre dichiarati parte lesa e usciti assolti dalla vicenda) e Cosenza (l’unico club per il quale invece la vicenda ebbe ripercussioni, con i calabresi radiati e costretti a ripartire dalla Serie D), e il caso Catania-Siena che rivoluzionò la struttura dei massimi campionati italiani, con il campionato di Serie B che passa da 20 a 24 squadre per poi diminuirsi a 22 e il campionato di Serie A che passa a 20 squadre dalla stagione 2004-05. Nel mondo della musica, quella del 2003 fu l’estate del quarantennale del Festivalbar: vediamo quali sono le hits di maggior successo di quella stagione musicale.

Il quarantesimo Festivalbar venne vinto da Eros Ramazzotti con Un’emozione per sempre, primo singolo estratto dall’album 9 (premiato anch’esso nella categoria Album), saldamente in testa alla classifica degli album più venduti per tutta l’estate. Ramazzotti è entrato in quel Festivalbar da favorito e ne è uscito da vincitore assoluto, visto il successo del brano a livello di vendite e passaggi radiofonici. Non sono però mancate polemiche sulla sua vittoria: molti ritengono la vittoria del cantautore romano pilotata a causa della presenza dell’ex moglie Michelle Hunziker alla conduzione. Altro brano che ebbe un grandissimo successo nelle radio nel corso di quell’estate fu Prima di andare via di Neffa, che venne infatti premiato con il premio Airplay Radiofonico di quell’edizione del Festivalbar che vide tra i trionfatori anche Le Vibrazioni (gruppo rivelazione dell’anno) con In una notte d’estate e i brasiliani Tribalistas con Ja sei namorar, brano che in autunno entra a far parte anche della colonna sonora ufficiale del videogioco FIFA 2004. Tornando alla musica italiana, i tre pezzi menzionati sono solo alcuni dei brani di successo nostrani di quell’estate: scalano le classifiche anche Gocce di memoria di Giorgia, colonna sonora del film La finestra di fronte, Latin lover di Cesare Cremonini, La Canzone del Capitano di Francesco Facchinetti (in arte DJ Francesco), Gatto Matto di Roberto Angelini, Io voglio vivere dei Nomadi (brano che celebra i 40 anni di carriera del gruppo e ad oggi brano più celebre della band della discografia successiva alla morte di Augusto Daolio), Lo zingaro felice di Alex Britti, Viaggia insieme a me degli Eiffel 65 (dedicata dal loro frontman Jeffrey Jey a suo figlio appena nato), Magnolia dei Negrita, Prima di partire per un lungo viaggio di Irene Grandi, Sospeso della band emergente emiliana Il Nucleo e il riarrangiamento in chiave dance da parte di Prezioso e Marvin di Voglio vederti danzare, classico del repertorio di Franco Battiato.

 

Ma anche tra i successi internazionali Ja sei namorar, il brano vincitore della categoria artisti internazionali del Festivalbar, è in buona compagnia: è l’estate del Chihuahua dello svizzero DJ Bobo, del rilancio in grande stile dei Simply Red che raddoppiano il successo primaverile di Sunrise con il remix del brano Fake (secondo estratto dall’album Home), dell’affermazione di novità che negli anni continueranno a dominare la scena musicale internazionale come gli Evanescence (Bring me to life), Sean Paul (Get busy), Robin Thicke (When I get you alone), i Blue (You make me wanna), o che si riveleranno future meteore (almeno qui in Italia) come Will Young (Light my fire) e i Room 5 (Make luv), e della conferma di mostri sacri della musica internazionale del periodo, come i The Roots (con The Seed, grazie alla quale, già popolarissimi negli Stati Uniti, si sono fatti conoscere anche nel nostro Paese), Busta Rhymes (I know what you want in duetto con Mariah Carey), gli Stereophonics (Maybe tomorrow), Craig David (Rise & Fall in duetto con Sting), Tom Jones (Black Betty), gli Jarabedepalo (Bonito) e, per chiudere la lunga lista, due artisti molto legati all’Italia, ossia Skin (Trashed) e Robbie Williams (Something beautiful). Entrambi, nel corso dell’edizione 2003 del Festivalbar, si resero noti per delle performance che entrarono nella storia della kermesse: la prima, durante la puntata trasmessa a Lignano Sabbiadoro, eseguì l’intero pezzo camminando in mezzo alla folla seduta sul parterre dell’Arena del Mare, mentre il secondo, nel corso del Galà di apertura di Milano, eseguendo Come undone (singolo primaverile), leccò con la lingua la guancia di una fan delle prime file.

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