Torna la Pajata nei ristoranti romani dopo 14 anni di divieto!

pajata
Uno dei piatti tipici della cucina romanesca era stato bandito circa 14 anni fa per far fronte  all’emergenza Mucca Pazza dal lato sanitario, snaturando la vera ricetta. La Coldiretti si è battuta per far tornare la Pajata sulle tavole della Capitale e finalmente, il 17 marzo, ha ottenuto l’ok da Bruxelles dal comitato permanente vegetali, animali, derrate alimentari e mangimi dell’Unione Europea.

Un risultato importante per consumatori, ristoratori, cuochi, macellatori e allevatori che oltre ad avere rilevanza sul piano gastronomico ha anche effetti su quello economico con la valorizzazione dell’allevamento italiano in un difficile momento di crisi“, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, specificando “il determinante impegno del ministero della Salute“.

Donne Coldiretti e pajataPer festeggiare l’evento le donne della Coldiretti hanno preparato al Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi sede della Coldiretti in via XXIV Maggio 43 a Roma, una maxipajata celebrativa.

Con questa iniziativa è stato modificato l’elenco degli organi a rischio così da poter recuperare la colonna vertebrale e l’intero pacchetto intestinale. Torna così a pieno regime uno dei piatti più tipici della cucina romana: pajata sta proprio ad indicare con un termine romanesco, la parte dell’intestino tenue del vitello da latte che è stato fino ad oggi sostituito nei ristoranti e nelle trattorie dall’intestino d’agnello.

Allentare le regole così rigide è scaturito a seguito della assenza di registrazioni di casi di mucca pazza in Italia, grazie proprio agli stretti controlli di sicurezza da parte degli allevatori.

Oggi rigatoni con la pajata per tutti?

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