Vigevano: sgominata una baby gang accusata di violenze e abusi su coetanei

E’ da molti anni che si discute di comportamenti non solo violenti ma letteralmente criminali che spingono quelli che all’apparenza si mostrano come normali adolescenti, ma che in gruppo si rendono responsabili di azioni brutali e violente, dando vita a quelle che vengono generalmente definite “baby-gang” responsabili di vandalismo e, nei casi ancora più gravi, violenze nei confronti di coetanei e non solo.

La storia di cui parliamo oggi arriva da Vigevano, città nella provincia di Pavia, dove una baby gang composta da ragazzini con un’età compresa fra i 13 e 16 anni, sono stati arrestati e accusati di vari reati, alcuni dei quali particolarmente gravi, che comprendono anche abusi e violenza sessuale ai danni di un loro coetaneo rimasto per mesi interi vittima del branco, costretto a subire abusi e sevizie impressionanti.

Quella scoperta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Pavia era a tutti gli effetti una banda di piccoli criminali, soprannominata la “baby gang delle stazioni”, che si era resa responsabile  di atti di vandalismo che li hanno portati ad assaltare e distruggere vagoni dei treni lanciando pietre per distruggere finestrini e molto altro. In realtà questa baby-gang si è resa responsabile di molte altre azioni violente. La baby-gang composta da una decina di ragazzi proviene da famiglie normali di imprenditori, operai, professionisti e impiegati. Il più piccolo ha 13 anni mentre il più grande 16.

Secondo le ricostruzioni dei Carabinieri, il “branco” nel corso dei mesi ha preso di mira un 15enne che frequenta il primo anno di un Istituto Tecnico Superiore. Si tratta di un ragazzo particolarmente fragile che si è trasformato nel “passatempo” preferito dalla baby gang. Inizialmente si trattava solo di prese in giro che il 15enne continuava a subire per paura di essere emarginato dal gruppo, mentre a nulla è servito l’intervento della madre che ha cercato di allontanare il figlio da quel gruppo.

Con il passare del tempo si è assistito ad una vera e propria escalation di abusi e vessazioni che hanno raggiunto il culmine tra i mesi di dicembre e gennaio. In quell’occasione la baby gang ha costretto il 15enne a bere alcolici facendolo ubriacare, e dopo avergli messo una catena intorno al collo lo hanno umiliato portandolo in giro per la città. Un altro episodio particolarmente violento ha visto il gruppo denudare il 15enne costringendolo a subire atti sessuali. La baby gang ha persino realizzato video delle proprie azioni, condividendoli con gli amici sui principali social network e app di messaggistica.

I Carabinieri hanno quindi arrestato quattro ragazzi e denunciato gli altri sei. Le accuse, come già detto, sono pesanti e vanno dal concorso in violenza sessuale alla pornografia minorile (per aver condiviso online i video degli abusi), fino alla violenza privata aggravata e riduzione in schiavitù.

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