Un mondo senza Zanzare, gli studi nel mondo [e gli effetti collaterali]

E’ da un po’ che negli ambienti scientifici si parla in uno studio  fatto da un Ricercatore  italiano in forze presso l’istituto di parassitologia molecolare dell’Imperial College di Londra. Eliminare le zanzare dal pianeta. Ad un primo ascolto sembrerebbe una proposta fantasiosa. L’assenza di una specie animale dal pianeta, potrebbe  comportare ricadute – talvolta – inimmaginabili per intere razze animali, o l’umanità in generale. Non sembrerebbe essere il caso di questo insetto. Tra le sue prerogative solo fastidio e ahimè – ancor più grave – la trasmissione di alcune malattie (anche letali).

Andrea Crisanti ha condotto uno studio e una ricerca dal titolo “Mosquitoes that can carry malaria eliminated in lab experience“. Il suo programma è molto interessante perché prevede di rendere sterili questi fastidiosi animaletti, inutili per il ciclo di vita di ogni altro essere e anzi talvolta portatori di patologie anche gravi.

Lo studio portato avanti si basa su ingegneria genetica. Bloccare la capacità riproduttiva degli insetti. In particolare si è agito sulla “Anopheles gambiae” una delle settanta speci che trasmettono le malattie (su un totale di 3500). Il gene modificato non permette più la nascita di zanzare femmine. Un Progetto  sostenuto della Fondazione Bill e Melinda Gates, che sfrutta la tecnica Crispr per modificare parte di un gene chiamato doublesex – una sorta di sabotaggio genetico che induce infertilità e perdita di pungiglione nelle zanzare femmine. Questo  porterebbe alla inevitabile estinzione della specie, entro poche generazioni.

Bloccarne la capacità riproduttiva è un motto che è valso anche in un altro studio americano condotto da una divisione specifica di Google, la  biotech Verily che in California ha allevato zanzare di sesso maschile infettate da un batterio naturale che non permette la riproduzione.   Venti milioni  di zanzare “modificate”  per sterilizzare le femmine, così da farne diminuire – in poco tempo – la presenza sul territorio. Sono zanzare tigri, aumentate vertiginosamente negli ultimi tempi. Il progetto Debug Fresno tende a scongiurarne, in maniera quasi naturale, lo sviluppo, anzi portarne all’arresto quasi definitivo.

Il concetto, in entrambi i progetti è il medesimo. Non veleni, che potrebbero essere dannosi per le comunità, ma fermare la crescita – se non anche arrivare all’estinzione – di alcune tipologie di zanzare – veicoli di malattie e portare all’estinzioni delle specie più pericolose per l’uomo (Zika, dengue e chikungunya).

Lo studio svolto dal ricercatore italiano va però ad incidere sul DNA e gli effetti potrebbero essere perenni. L’evoluzione, oggi dello studio, sta avvenendo proprio in Italia, con zanzare importate dall’estero messe a contatto con quelle geneticamente modificate. Si devono attendere i prossimi risultati.

Le zanzare sono animali che di fatto hanno una vita di breve durata, dai 12 ai 132 giorni, ma negli ultimi anni col fattore “temperatura” e “Clima” che ha subito variazioni consistenti, si è diffusa maggiormente, riportando anche nei paesi più evoluti, malattie scomparse da decenni. La loro vita si allunga con l’aumentare dell’umidità e della temperatura. Quelle che pungono ed estraggono il sangue sono solo le femmine. Inibendo loro la riproduzione potremmo sperare di eliminarle poco alla volta, ma inesorabilmente.

L’aumento della temperatura globale del pianeta,  in Italia, ha fatto si che le zanzare si siano potute diffondere anche in zone dove prima non c’erano. La vita media è aumentata anche in inverno inoltrato e così anche la quantità di uova che vengono depositate dalla femmina prima di morire.

L’idea di scongiurarne la presenza sui territori potrebbe portare ad un cambiamento dell’ecosistema. Ci sono però taluni scienziati che hanno previsto la sostituzione delle speci identificate “in estinzione”, con altre che sono meno invasive e più facilmente controllabili, oltre che Sane dal punto di vista epidemiologico.

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