Tragedia di Genova : risvolti politici

 

Nella girandola dei servizi e delle mille, mille e mille parole spese sul tragico incidente di sabato 14 Agosto, ci si è potuti formare un’opinione, più o meno motivata, più o meno sicura di quelle che sono le cause, le responsabilità; e di certo le indagini, con le loro tempistiche pensose, riusciranno a chiarire totalmente il quadro. Parlare ulteriormente della drammaticità di un fatto che ancora non finisce di turbare e di lasciare sgomenti è necessario, se non nei suoi aspetti concreti, che ormai appartengono ai tecnici, in quelli culturali e ideali che genera giocoforza un disastro di questo genere, che finisce per influenzare la politica e disvelare il carattere degli attori.

Il movimento 5 stelle ha sempre basato la comunicazione dei suoi contenuti sulla contrapposizione, è stato la voce dei no, NO TAV, NO OLIMPIADI, NO GRONDA, insomma un’atteggiamento “antiinfrastrutturale” se non quasi rinunciatario, che questa tragedia, certo non ascrivibile né collegabile al no dei grillini sulla Gronda, può contribuire a rivedere, obbligandoli quantomeno in questa fase ad un attivismo sconosciuto su questo tema. Il pericolo è che questo stato d’animo finisca per essere veicolato attraverso la vena statalista, fin troppo presente nella psyché del movimento (vedi il reddito di cittadinanza), scegliendo di affrontare il problema autostrade attraverso la statalizzazione, che riporterebbe le lancette del progresso indietro di 20 anni.

La lega, un tempo nord, che storicamente trova il bacino dei suoi voti tra la piccola imprenditorialità si vede, di fronte alla svolta Salviniana, obbligata a mostrarsi favorevole in potenza alle nazionalizzazioni, ma nei fatti a non poterci credere, per ragioni culturali e di opportunità.

Da Bruxelles anche Tajani, con quell’oggetto misterioso che è diventato forza Italia, in fase di ristrutturazione, trova il modo di essere fermo e al contempo rassicurante, ad essere quello che probabilmente vorrà essere alle prossime elezioni, il porto sicuro, la strada dritta senza colpi di testa, tra le chicane e i tornanti gialloverdi.

Chi sembra affogare sempre più senza rimedio sono gli inquilini di Via sant’Andrea delle fratte, il PD che ha da troppo tempo perso la bussola o meglio ne ha una che non segna il nord e ancora non è riuscito ad accorgersene, aspettando un congresso che non arriva mai; accusati una volta di più, davanti alla tragedia, con manovre stavolta di vero sciacallaggio politico. La débacle è tutta in quelle manciate di secondi che la Rai lascia nei tg della sera ad esponenti secondari, sconosciuti, di quello che è stato uno dei partiti che più ha contribuito a svecchiare il  concetto di sinistra a livello europeo, e lasciano in bocca il sapore dell’obbligo espletato, il contentino che si lascia ai parenti anziani, che non han colto il cambiamento.

 

(Photo credit : ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO“)

 

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