Tipicamente Aquilani: determinati, coraggiosi ma soprattutto con bontà da raccontare

Come è ora l’Aquila, dopo il 6 aprile del 2009, quando alle 3:32 tutto è tremato e venuto giù.
Circa 1.600 feriti, 309 morti e più di 80.000 sfollati! Gente senza più casa, parenti, riferimenti di una vita.

Cosa è ora l’Aquila e i paesini colpiti dal sisma dopo che le telecamere e i giornalisti della prima linea hanno presidiato il luogo per le notizie rampanti di attenzione?
Dopo anni rimangono le gru, ancora macerie, l’attenzione mediatica si è spostata e le promesse forse sono rimaste solo promesse, ma gli aquilani sono tenaci, gli “abruzzesi” sono tenaci, determinati a ricostruire e promuovere il loro, il nostro territorio ricco di tradizione e eccellenze.
Proprio a Roma il 19 e il 20 maggio presso la Città dell’Altra Economica si è tenuta una mostra mercato e l’incontro tra produttori abruzzesi e giornalisti, per tracciare un itinerario alla scoperta della gastronomia e dell’artigianato locale.
Un progetto cofinanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e promosso dal GAL (Gruppo di Azione Locale) Gran Sasso Velino, organizzazione no-profit con sede all’Aquila che coinvolge realtà economiche e amministrative al fine di favorire una crescita integrata dell’area. Questa azione interessa produzioni rurali, il settore agroalimentare ed enogastronomico, l’artigianato e le altre tipicità intesi come fattori distintivi per accrescere la competitività delle aree cratere in chiave turistica.
E questo viaggio tra i produttori ci ha portato a riscoprire tante attività conosciute, un po’ accantonate nel tempo, ma bisognose di risorgere con attenzione sia all’artigianato che alla produzione enogastronomica, unica in Italia.
Ci ha accolto Paolo Federico Sindaco del Comune di Navelli nonché amministratore GAL Gran Sasso Velino con una introduzione e una carrellata di bellezze naturali del territorio tramite anche un video realizzato per l’occasione con i luoghi, i protagonisti di una terra molto ricca , che spazia dai paesaggi aspri della montagna ai territorio e il clima mite del mare.

Rinaldo D’ Alessio “ La Mascionara”

E proprio di quei paesaggi che li vive e li lavora ci parla Rinaldo D’Alessio proprietario dell Azienda Agricola La Mascionara, presente a Campotosto già alla seconda generazione, con una particolare cura per la biodiversità. Formaggi e salumi della sua azienda, in rispetto delle più antiche tradizioni, con ingredienti unici, ma con tecniche di lavorazione e tecnologie al passo con i tempi.

Mortadella di Campotosto

La Mascionara ha le radici nel passato e lo sguardo proiettato al futuro, con riconoscimenti ricevuti come l’Oscar Green per la produzione del Galattico (pecorino derattizzato, privo di lattosio).


Molta attenzione anche anche all’arte del Tombolo , di cui il presidente dell’Associazione “Le Magie del Tombolo Aquilano” Gioconda Pellegrini ce ne ha illustrato la lavorazione, raccontandoci che nel suo laboratorio accoglie allievi di ogni età, sia italiani che stranieri, curiosi di come si possano creare dei veri e propri gioielli, pezzi unici, anche in poco tempo, imparando la manualità di strumenti antichi, centenari, cercando di non far dimenticare una tradizione, quella del merletto che trova posto in musei e luoghi d’arte.
Un percorso poi con i prodotti dell’enogastronomia, brillantemente intrapreso con Niva Florio, Guida del Gusto che ci ha illustrato e fatto assaporare, prima con la sua spiegazione e poi con una vera e propria degustazione dei prodotti favolosi come la mortadella di Campotosto (presidio Slow Food)salume antico che cela al suo interno un caratteristico listello di grasso, il lardello.
Il formaggio prodotto con il latte della pecora sopravvissana, che si arrampica con le sue quattro zampe motrici a brucare l’erba nei posti più insoliti e di conseguenza produce un latte con ottima resa per il formaggio. Un formaggio con occhiata piccola, molto bianco, con la scorza appena formata, delizioso sia da solo che con le confetture.


Le orme di lupo, fatte con il farro e il grano solitna, un frumento tenero che per la sua rusticità e resistenza alle temperature rigide è coltivabile su terreni poco fertili e congeniale ai metodi dell’agricoltura biologica.
Tantissimi altri prodotti che rendono questo territorio ricco e interessante, tutto da scoprire, soprattutto con la bella stagione e fortunatamente a pochi tempo da Roma, facilmente raggiungibile per una giornata dedicata alla natura e ai sapori genuini oppure, per un intero week end da godersi in tranquillità tra luoghi incantati e pieni di storia.
Si ringrazia anche Stefano Filauro Direttore tecnico Agenzia Viaggi Abruzzo Aquilano.

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