Saldi 2019: al via tra 2 e 5 gennaio in tutta Italia. Ma secondo il Codacons si rischia il flop

Ci siamo lasciati alle spalle le festività natalizie e, come da consuetudine anche il vecchio anno. E da tradizione, con l’inizio del 2019 ha inizio il periodo dei saldi, pensati per spingere i consumi, grazie a sconti e promozioni imperdibili. Il periodo dei saldi 2019 non sarà uguale per tutto il territorio nazionale. I saldi, infatti, iniziano da oggi in alcune regioni, come la Basilicata, ma nel resto delle regioni la data di inizio e la durata complessiva varierà.

E’ inevitabile che in questo periodo le attività commerciali si aspettino un incremento dei guadagni rispetto al resto dell’anno. E se le stime diffuse da Confcommercio sembrano positive, lo stesso non è per il Codacons che prevede una riduzione della spesa rispetto agli anni precedenti.

Secondo il Codacons i saldi di inizio anno faranno registrare un calo delle vendite del 7% rispetto allo stesso periodo del 2018, con una riduzione della spesa media per famiglia a €157. Il dato tutt’altro che rincuorante, deriva principalmente da due fattori. Il Presidente di Codacons, Carlo Rienzi, ritiene inadeguati i saldi invernali. Uno strumento che non sarà in grado di risollevare le sorti del commercio, innanzitutto a causa del periodo scelto. Dopo le festività e il Capodanno, infatti, la maggior parte delle famiglie ha già fatto molte spese e risulta meno propensa a spendere altri soldi. Inoltre la crescita dell’e-commerce spinge molti consumatori ad acquistare online, dove vengono effettuati sconti tutto l’anno, senza limitazioni.

La scelta migliore, secondo il Codacons, sarebbe di organizzare iniziative come il black friday, apprezzate dai consumatori, e liberalizzare gli sconti, permettendo ai singoli venditori di scegliere quando effettuare gli sconti.

Nel frattempo, per chi attende con impazienza l’inizio dei saldi nella propria regione, il Codacons ha realizzato anche nel 2019 un utile decalogo da tenere sempre a mente per evitare fregature nel periodo di acquisti.

  1. Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.
  2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.
  3. Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.
  4. Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti.
  5. Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto). Un commerciante, salvo nell’alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
  6. Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
  7. Negozi e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
  8. Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
  9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
  10. Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
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