Safer Internet Day: gioie e dolori dei giovani internauti. Tutti i rischi che corrono sul Web

La Generazione “Z”, quella che va dalla fine degli anni ottanta al primo decennio del 2000. Quella generazione nata tra device di ultima generazione e Internet di facile accesso. Una generazione così distante da quando tutto questo era solo immaginazione e sogni futuristici. Eppure, nonostante sia nata e cresciuta nell’era del 2.0 incorre in tantissimi rischi e lo fa spesso nella totale ingenuità di chi a volte non arriva neanche all’adolescenza. I dati emersi sui minori italiani sul web sono allarmanti e ce lo conferma la ricerca commissionata dal Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e realizzata dall’Università di Firenze e Skuola.net: il 19% dei teenager dice di essere connesso tra le 5 e le 10 ore al giorno e quasi 1 su 5 di non poter fare a meno di Internet in tutta la giornata.
Social network come fosse il giardinetto in cui incontrare gli amici, luogo principe dove passare il tempo. Più del 90% del campione analizzato ammette di usare ogni giorno le chat, tra cui WhatsApp ai primissimi posti. Qualcuno si collega alle chat anche di notte andando ad innescare anche altre problematiche sociali.

Una nuova generazione che si è trovata di fronte una realtà così lontana da quella dei propri genitori che manca di regole e di una vera e propria educazione online. Ci si abitua fin da subito a dialogare online, abbandonando però la prudenza, nonostante si faccia però attenzione alla privacy. Il 10% degli intervistati ha ammesso di condividere online i propri segreti e foto intime proseguendo quindi nel cosiddetto sexting. Una nuova società che porta l’8,5% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni a subire cyberbullismo.

Arriviamo così alla giornata di oggi, quella del Safer Internet Day, giornata mondiale per la sicurezza in Rete. “Be the change: unite for a better internet”, è la frase simbolo per l’edizione 2017. Uno slogan finalizzato a far riflettere i ragazzi soprattutto sul ruolo attivo e responsabile che ciascuno può ricoprire nel trasformare Internet in un luogo positivo e sicuro.

In Italia il SIC è stato affidato a Generazioni Connesse, un consorzio formato da: il Ministero dell’Istruzione, quelli dell’Interno e delle Comunicazioni, la Polizia Postale, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, la stessa Skuola.net, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Università degli Studi di Firenze, Università degli studi di Roma “La Sapienza”,  la Cooperativa E.D.I., il Movimento Difesa del Cittadino e l’agenzia di stampa Dire.

Una data che non ferma però i suoi intenti nell’arco di 24 ore, ma che prosegue per tutto l’anno con diverse iniziative da portare nelle scuole e sul Web.
Importantissimo anche il Vademecum, che troviamo proprio online. Si tratta di una guida operativa per conoscere e orientarsi nella gestione di alcune problematiche connesse all’utilizzo delle tecnologie digitali da parte dei più giovani. Da un lato troviamo l’approfondimento dei pericoli in agguato quando si naviga in Rete; dall’altro i riferimenti dei servizi a cui è possibile rivolgersi a livello regionale, qualora ci si trovi a dover gestire una situazione problematica.

In occasione del Safer Internet Day è stato presentato a Roma l’incontro “Educazione civica 4.0: vivere bene con gli altri anche in Rete”, organizzato da Microsoft Italia e Fondazione Mondo Digitale, De Agostini Scuola e Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il patrocinio dell’Assessorato Roma semplice. Hanno partecipato all’evento più di 250 studenti e docenti di varie scuole italiane. La ricerca ha esaminato l’esposizione degli intervistati a 17 rischi online in quattro aree:  comportamento, reputazione, invadenze sessuali e personali.

Il 65% degli intervistati è stato vittima di almeno uno dei principali rischi online, in particolare di contatti indesiderati (43%) e molestie (41%). Sale a 78% se si includono anche esperienze di amici e familiari. Il 62% ha dichiarato poi di non sapere dove trovare aiuto quando si è incappati in questi rischi, mentre il 48% ha dichiarato di sapere a chi rivolgersi in caso di necessità.

Purtroppo quanto avviene sul Web si ripercuote poi nel vissuto reale: infatti il 30% degli intervistati a seguito di rischi online ha dichiarato di aver perso fiducia nelle persone nella vita reale, il 18% la perdita di un amico. Infine, il 42% ha ristretto le impostazioni relative alla privacy sui social media, mentre il 21% ha ridotto la condivisione di informazioni personali.

 

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