Quando finisce un’amicizia

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L’amicizia non ha età, non ha sesso. Molti fattori la possono influenzare positivamente, le passioni comuni, la frequentazione, la complicità, affinità propositive, speranze o sogni. Nella vita ci sono varie fasi che tutti attraversiamo e in quella infantile riusciamo anche – forse inconsciamente – a stabilire il valore di come ci rapportiamo con gli altri, e quanto peso ad essi diamo. Non si tratta di calcoli fatti a tavolino, da bambini i giochi e la complicità possono aiutare ad essere capaci di donarsi, e al contempo ricevere altrettanto affetto e abnegazione, in tutto e per tutto. La complicità nasce normalmente sui banchi di scuola oppure nei luoghi di vacanza, o ancora nelle amicizie di quartiere. In tutti questi casi, spesso la costrizione (a scuola principalmente) porta ad una selezione tra i vari compagni. Spesso ci si trova sempre con gli stessi a creare piccoli gruppi. Avviene lo stesso nei posti di vacanza e all’interno del proprio cortile, condominio, strada. Proprio in queste situazioni nascono anche i primi conflitti e secessioni.

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Pochi sono i gruppi che riescono a conservarsi nel loro numero iniziali. Nella migliore delle ipotesi dovrebbero aumentare grazie all’arrivo dei partner dei vari elementi. Spesso, invece, questi stessi partner, dividono o allontanano. Il nucleo però se coeso riesce ad integrare e trovare le giuste motivazioni e compromessi per vivere assieme momenti belli tra passato presente e futuro. Con l’arrivo dei figli, gli amici diventano zii, e cambiano molti fattori in campo. Il tempo – almeno i primi tempi – per stare assieme diminuisce, gli impegni tra lavoro e bambini non sempre lascia spazio al divertimento del gruppo che fu, ma ci vuole o vorrebbe pazienza e amore.

L’amicizia è amore. L’amore è condividere ed essere presenti nei momenti belli e brutti della vita. Il crescere, e abbandonare lo status di ragazzi e ragazze porta a periodi pieni di progetti e crescita professionale, familiare e cercare di realizzare quelle che sarebbero state le proprie ambizioni. Non sempre tutto va per il verso giusto. Ci sono momenti bui e dolorosi, faticosi e difficili. Gli amici però ci sono, anche con una telefonata o una cena, per confermare sostegno e presenza. L’amore si vede e si sente quando da adulti vengono a mancare i riferimenti di una vita. Lo scorrere inesorabile del tempo, (la ruota che gira) non guarda in faccia nessuno, e i momenti belli, purtroppo vengono intervallati da fatti meno belli. Sorvolo sugli elementi accidentali e le patologie improvvise altrimenti diventa un “piagnisteo”, ma la vita quella vera è fatta – in età adulta – di tanti impegni e sempre minore disponibilità verso l’altro.

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Rimangono i mercoledì della partita a calcetto, con la pizzata e le domeniche al mare o per la scampagnata fuori porta con gli amici che hanno i figli di pari età ( o coi genitori dei compagni di classe dei figli, con i quali non si sa di che parlare – ma spesso con un messaggio nascosto o una finta telefonata improvvisa, il gruppo si riesce ad ampliare).

Insomma, malgrado tutto ciò che può impegnarci, è il desiderio di comunicare e di ascoltare che deve spingere ad aver voglia di essere presente, oltre che nei pensieri, fisicamente accanto all’altro.

L’amico vero, il fratello o la sorella sono di più. Sono essenziali e insostituibili. Diventano parte della propria vita e effettivamente, una necessità che completa. Tale affermazione non va sminuita o male interpretata. Necessità non è bisogno né di avere né di dare, è essere e stare bene insieme, come due fratelli che nati nella stessa casa si scoprono e crescono assieme e vivono – spesso in simbiosi o complementari. Si litiga anche e spesso, ma poi si fa pace o si supera senza tornarci, non per evitare, ma per l’inconsistenza del tutto, rispetto al piacere dello stare assieme.

Però le amicizie, anche quelle più vere e sincere possono finire. Può venire meno l’intesa, gli argomenti, possono mancare – se non le si cercano – le occasioni, cambiano gli interessi, e si perde la confidenza e il dialogo. Ci sono quelli che litigano e per una presa di posizione che fa star male, ma comunque rinunciano. Ci sono quelli che rimpiangeranno e pur piangendo non cederanno.

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Spesso nelle amicizie maschili, sono proprio le compagne che allontanano gli uomini l’un l’altro, con motivazioni sciocche ma persuasive. I polli, come sempre mangeranno pure il mangime più prelibato, ma si perderanno le birre e le cazzate di un gruppo e un tempo che non tornerà più.

Io ti sto perdendo. E’ un peccato. Un fratello non si trova tutti i giorni. Magari tu non te ne sei neanche accorto, ma sta succedendo. Le telefonate sono routine e le domande prevedibili senza entusiasmo nel partecipare e ascoltare. Il tempo è sempre meno, ma ci sarebbe. Non so che fare. Ho provato a sollecitare, a spingere per vederci e stare un poco assieme, ma è stato un futile messaggio coperto dal suono del vento. Mi sto stufando anche io. Non sappiamo più che dirci. I miei figli chiedono di te, ma si rispondono da soli. Io non so neppure cosa dirgli“.

Farò un ultimo tentativo, io ci provo e ci spero ancora in noi.

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