Piacenza, autoscatto macabro di un incidente ferroviario: fino a dove si può arrivare con i selfie

Il 26 maggio 2018 una donna di origini Canadesi, uscendo dal lato sbagliato di un treno Frecciabianca, partito da Bari e diretto a Milano, fermo alla  stazione Piacenza, è caduta sulla massicciata che fa da base alle rotaie ed è finita con una gamba sotto al treno, la donna è sopravvissuta all’incidente, perdendo purtroppo l’arto finito sotto la macchina.

Quello che desta sensazione in questa tragedia, però non è tanto la dinamica o il problema tecnico al sistema di lateralizzazione (il sitema di sicurezza che impedisce l’apertura delle porte dal lato opposto a quello della banchina) o ancora il fatto che il treno sia arrivato come da programma a Milano, senza accorgersi di nulla e lasciando la donna ferita sulle rotaie, ma un semplice passante, in tenuta bianca, che con tanto di indice e medio agghindati a segno della vittoria si fa un macabro autoscatto scegliendo come sfondo i primi soccorsi prestati alla malcapitata.

La scena è fin troppo chiara per lasciare spazio a dubbi di qualsiasi sorta, il telefono è inclinato proprio per avere la donna e i soccorsi sullo sfondo, dobbiamo ringraziare il giornalista Giorgio Lambri che ha avuto la prontezza di scattare, una foto, una prova documentata del fatto che se vogliamo ben rappresenta la totalità dell’ignoranza umana, ma fortunatamente non un’epoca.

La foto del Landi pubblicata sul quotidiano “Libertà” è stata poi esaminata dagli uomini della Polfer (la Polizia Ferroviaria) che triangolando le immagini delle telecamere di sicurezza della stazione sono riusciti a bloccare l’uomo, intimandogli di cancellare i macabri scatti; chiaramente non è configurabile alcuna ipotesi di reato a carico dell'”uomo in bianco del binario 3″ ma resta lo sgomento e la sensazione destata dalla sconsideratezza dell’atto e dalla totale mancanza di empatia dell’uomo.

Con troppa facilità ci potremmo soffermare sull’autoscatto, sulle nuove tecnologie che ci rendono estranei, ma ancora una volta ciò che ha fallito è stato l’elemento umano, che da sempre e per sempre produce e produrrà elementi privi della delicatezza necessaria alla più elementare vita sociale. Centinaia di psicologi si potrebbero esprimere sul fatto citando gli impulsi innati, quelli che, per inciso, portano chiunque a gettare un rapido sguardo sugli incidenti automobilistici e che solo con l’educazione ci obblighiamo a sopprimere

Tornando però alla notizia non è ancora chiara la dinamica dei fatti che ha provocato il terribile incidente, in quanto non è stato possibile appurare se la donna sia effettivamente caduta dal treno o stesse scendendo volontariamente o ancora stesse tentando di risalire. Quello che invece resta preoccupante è il fatto che la porta di un treno possa aprirsi nel vuoto assoluto e che nessuno del personale o dei passeggeri si sia accorto di nulla lasciando la donna ferita sui binari.

 

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