Nuovo capitolo dello scontro tra Spotify ed Apple. UE sarebbe pronta ad avviare indagine

Ricordate le controversie venute alla luce nei mesi scorsi che hanno visto contrapposte due realtà importanti del mondo della tecnologia come Spotify ed Apple? Tutto è iniziato con quella che, a tutti gli effetti, si è trasformata in una denuncia formale fatta dal colosso svedese della musica in streaming, Spotify. Attraverso un lungo post sul blog aziendale, l’amministratore delegato Daniel Ek aveva lanciato accuse piuttosto pesanti ad Apple, chiedendo quindi l’intervento della Commissione Europea.

Al centro della disputa ci sarebbe il doppio ruolo che, in questo caso, avrebbe Apple nel mercato, in quanto proprietario dell’App Store ma anche concorrente diretto di Spotify, grazie al suo servizio Apple Music. Il colosso di Cupertino, in seguito alle accuse di Spotify, aveva risposto accusando l’azienda svedese di voler mantenere i vantaggi derivanti dall’App Store, senza tuttavia apportare alcun beneficio al marketplace. E’ oggi, tuttavia, che si registra un nuovo capitolo della disputa tra le due società, attraverso alcune indiscrezioni riportate dal Financial Times. Secondo il quotidiano, l’Unione Europea sarebbe pronta ad intervenire.

Il Financial Times ha riportato alcune indiscrezioni secondo le quali, dopo la denuncia presentata da Spotify nei confronti di Apple, l’Unione Europea sarebbe prossima (entro qualche settimana) ad avviare una indagine formale per approfondire la questione, e capire se effettivamente ci sarebbero gli estremi per un’accusa di violazione delle regole sulla concorrenza.

Per capire come evolverà la questione, e se le indiscrezioni del Financial Times saranno confermate, è necessario attendere. Nel frattempo è importante sottolineare quali sono le accuse principali che Spotify rivolge ad Apple.

Al centro della disputa, innanzitutto, ci sarebbe la commissione del 30% che secondo Spotify, tutti i servizi ospitati su App Store devono versare ad Apple per ogni abbonamento registrato attraverso lo store digitale di Cupertino. Questa percentuale costringerebbe Spotify ad applicare ai clienti un prezzo più alto per l’abbonamento alla piattaforma. Al contrario Apple Music (di proprietà della Apple) non dovendo sottostare alla stessa regola, è in grado di applicare un prezzo più basso, ottenendo così un vantaggio sui concorrenti. Non versare la quota del 30% ad Apple, secondo Spotify impedirebbe ai servizi terze parti di far abbonare i clienti attraverso App Store, richiedendo l’apertura di una pagina web esterna e rendendo quindi la procedura di abbonamento al servizio più lunga.

Allo stesso modo Spotify accusa Apple di impedire alle app terze parti su App Store, di comunicare direttamente con i clienti e di applicare delle limitazioni su servizi e dispositivi proprietari come HomePod, Siri ed Apple Watch.

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