Mangiare cibi con l’involucro. L’ennesima bufala sugli adolescenti #shellonchallenge

Sparare a zero sui nuovi adolescenti è cosa facile soprattutto se fatto da noi adulti (così lontanti molto spesso dai millennials) e se poi ci si mettono i giornalisti ad amplificare fatti senza aver poi veramente testato le fonti, allora diventa un vero e proprio pandemonio. Così da qualche giorno stiamo leggendo in rete e anche su grandi testate della nuova challenge ideata dai geniali ragazzotti dei nostri tempi. Secondo quanto trovato in rete solo in alcuni selfie e qualche video, si tratterebbe della sfida di mangiare alimenti senza togliere gli involucri, che essi siano semplicemente la buccia di un frutto o anche la plastica che avvolge una merendina.

Così scatta l’al lupo al lupo, si comincia ad analizzare il perchè questi adolescenti arrivino a fare tanto, si sindacalizza sul loro operato, si analizza la loro mente… il tutto partendo dal presupposto che si tratti veramente di una moda, un qualcosa che tutti o quasi fanno o faranno a breve pur di partecipare alla cosiddetta challenge. Insomma, si amplifica una informazione tanto da andare a trovare la soluzione e il diavolo laddove forse neanche c’è.

Grazie al sito Butag abbiamo potuto riflettere, prima di sparare a zero come hanno fatto in molti. Ma sarà vero che si possa arrivare a tanto pur di partecipare ad una “stupida” sfida mediatica? A quanto pare no, o almeno a farlo anche simbolicamente (molte sono solo fotografie di chi sta facendo finta di mangiare anche l’involucro, e in alcuni video subito dopo viene sputato) sono davvero pochissimi ragazzi, troppo pochi per parlare addirittura di una “moda”.

Su Instagram se cercate l’hashtag #shellonchallenge troverete solo 45 post. Il primo è un video dove la ragazza mangia una banana con la buccia e poi… la sputa subito. Gli altri non si sa cosa ci fanno. Devi veri Fake insomma che da metà aprile in poi hanno fatto chiacchierare le testate giornalistiche più di quante challenge siano state effettivamente fatte, come fossero cose reali.

Quindi prima di mandare il nostro figlio adolescente da uno psicologo solo per appartenere alla fascia di età di chi in potenza potrebbe partecipare alla #shellonchallenge leggiamo meglio in Rete, informiamoci bene e chiacchieriamo di più con i nostri figli, prima di stare a puntare il dito e sparare a zero su tutti.

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