Liberland, lo Stato nella terra di nessuno

liberlandNon è ancora chiaro se si tratti di una semplice provocazione oppure di un serio progetto politico. Vit Jedlicka, trentunenne originario della Repubblica Ceca, si è autoproclamato presidente di Liberland.

La “Repubblica di Liberland” è un microstato di sette chilometri quadrati, che si estende in una terra nullius dell’ex Jugoslavia, tra le città di Zmajevac (Croazia) e Backi Monostor (Serbia). Se Liberland venisse riconosciuto sarebbe il terzo Paese più piccolo del mondo dopo il Vaticano e il Principato di Monaco.

Al momento lo Stato ha un sito internet, sul quale è presente il motto “To live and let live”, cioè “vivi e lascia vivere”. Come si legge sul sito web, la forma di governo è quella di una “repubblica costituzionale con elementi di democrazia diretta”. La costituzione consultabile su internet è ancora provvisoria e, secondo quanto affermato da Jedlicka, dovrebbe limitare “in modo significativo il potere dei politici, affinché non possano interferire troppo nelle libertà della nazione di Liberland”.

Chiunque può fare domanda per diventare cittadino di Liberland, a patto che siano rispettate alcune condizioni: avere rispetto per gli altri e per le opinioni personali altrui, senza distinzione di etnia, razza, sesso e religione; rispettare la proprietà privata, che è considerata inviolabile; non avere precedenti penali; non aver militato in passato in forze politiche estremiste, sia di destra che di sinistra.

Jedlicka, euroscettico, in Repubblica Ceca è membro del partito di destra Free Citizens, che nelle ultime elezioni europee ha ottenuto un seggio per l’Europarlamento. In pochi giorni sono state avanzate 200mila richieste di cittadinanza per Liberland. Ma, nel frattempo, la Croazia ha già espresso l’intenzione a non riconoscere il nuovo Stato.

(Fonte dell’immagine: rogiro)

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