Le droghe vanno legalizzate e tassate. A dirlo è il British Medical Journal

La legalizzazione delle sostanze stupefacenti è un argomento che, a prescindere dal paese nel quale viene trattato, genera sempre molte polemiche, andando di solito a dividere l’opinione pubblica tra chi ritiene necessaria la legalizzazione per assicurare un maggiore controllo sulle sostanze e contrastare anche l’attività delle organizzazioni criminali e chi, invece, considera impensabile un approccio del genere puntando invece sulla repressione e il proibizionismo come unica soluzione al problema.

La questione è delicata, ma è importante sottolineare il fatto che continuano ad aumentare, nel mondo, i paesi che decidono di puntare sulla legalizzazione delle droghe leggere. Ed è proprio al riguardo che ha deciso di esprimersi anche il British Medical Journal, considerata una delle più autorevoli riviste mediche, con una presa di posizione importante. Secondo la rivista, infatti, è arrivato il momento di legalizzare e tassare la droga.

A scriverlo è la direttrice del British Medical Journal, Fiona Godlee, in un editoriale che raccoglie una serie di dati a conferma di quanto sia necessario adottare dei provvedimenti al riguardo. Tutto parte dal fatto che, nel corso di questi anni, la guerra alla droga portata avanti nel mondo, come dimostrano i dati relativi a numerose ricerche, non ha in alcun modo scoraggiato il consumo illegale ma anzi si sono rivelate dannose soprattutto per quei soggetti problematici scoraggiati dal cercare una terapia.

Le politiche repressive e, in generale, il proibizionismo non sono stati sufficienti a contrastare il fenomeno del consumo di droghe ad uso ricreativo o medicinale, e per questo secondo la direttrice del British Medical Journal, la soluzione potrebbe essere legalizzare e tassare le droghe. A conferma di ciò vengono citati anche alcuni dati relativi all’argomento.

Solo nel Regno Unito la “guerra alla droga” costa ogni anno 400 sterline ad ogni contribuente, e nonostante gli sforzi fatti nella repressione del fenomeno, in Scozia il numero di morti provocati dal consumo di droga è raddoppiato negli ultimi 10 anni. A livello globale, inoltre, il mercato illegale della droga vale 236 miliardi di sterline, risorse che tuttavia vanno a finanziare la criminalità organizzata e la disperazione umana.

Al contrario, un esempio evidenziato da Fiona Godlee è quello del Portogallo, in cui il possesso di sostanze stupefacenti è stato depenalizzato, e questo provvedimento non solo ha portato ad una riduzione dei decessi provocati dall’abuso di sostanze, ma non ha incrementato il numero di consumatori.

La legalizzazione, come già fatto da alcuni paesi, potrebbe essere la soluzione più utile portando ad un maggiore controllo delle sostanze e dei consumi, e al tempo stesso generando risorse economiche che potrebbero essere sfruttate per finanziare servizi pubblici e contrastare uno dei mercati più floridi per la criminalità organizzata. Ed è proprio per questo che, secondo la direttrice del BMJ, i medici potrebbero e dovrebbero far sentire la propria voce.

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