La storia della nave Aquarius e i nuovi equilibri europei

 

Domenica 10 Luglio il ministro dell’ interno Salvini twittava: “Da oggi anche l’Italia comincia a dire No al traffico di esseri umani, No al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia”, seguiva poi la chiusura dei porti Italiani allo sbarco di navi trasportanti migranti. L’effetto principale di questa decisione è stato il blocco in mare della nave Aquarius, carica di migranti raccolti in mare.

Questa azione è :

  • Un chiaro messaggio all’interno (al corpo elettorale), a chi nello specifico ha dato i suoi voti alla Lega, per dimostrar loro che quel che si è detto in campagna elettorale sarà effettivamente portato a termine, è interessante notare poi la cesura con la “vecchia politica”, quella avrebbe mostrato la propria contrarietà al comportamento di Malta ritirando l’ambasciatore da La valletta, un provvedimento grave ma davvero poco comprensibile per chi non frequenta le relazioni internazionali e non riesce a leggere tra le righe dei tempi lunghi della diplomazia.
  • Un chiaro messaggio all’esterno, per mostrare un cambio di passo importante della politica estera Italiana mostrando che anche l’Italia è disposta a giocare questa partita in maniera spregiudicata e quasi border line.

La situazione è stata sbloccata dal socialista Sanchez, il primo ministro Spagnolo fresco di giuramento (avvenuto il 2 Giugno) ha annunciato che i migranti ospitati sulla nave Aquarius verranno accolti e sbarcati in un porto Spagnolo, misura tutto sommato prevedibile da parte del premier entrante, che si presenta con un programma decisamente votato ad un rilancio positivo del ruolo dell’unione Europea ed in cerca di occasioni per ottenere visibilità ( ha 46 anni e non ha esperienze pregresse di governo) dopo essere stato il primo a giurare alla Zarzuela senza crocefisso e non sulla Bibbia, e a varare un governo per 6/10 in rosa.

Macron, il primo ministro francese, dal canto suo, ha condannato duramente la chiusura Italiana, non limitandosi ad un atteggiamento di circostanza, cadendo in fallo nel momento in cui non aveva la credibilità per farlo dopo le chiusure Francesi alla frontiera Italiana e senza considerare che l’Inghilterra degli ambienti conservatori certo avrebbe appoggiato L’Italia, tanto più che il Regno unito è proiettato, dopo aver scelto il leave, alla critica polemica dell’unione, cercando sempre pretesti nuovi per motivare la loro decisione. Interessantissimo in questo senso è un articolo del “The Telegraph” (giornale conservatore) che si mostra comprensivo verso la nuova politica Italiana, prodotta, a dire di Peter Foster, autore dell’articolo e capo della redazione affari europei del giornale, dalla sordità dell’Unione che anche di fronte a governi più accettabili (Renzi) ha rifiutato di mettere in atto provvedimenti più incisivi, finendo per condannare all’insuccesso i partiti progressisti, potenzialmente favorevoli ad una dialettica più distesa.

 

 

 

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