La pelliccia in soffitta, la vendiamo o ne cambiamo la destinazione?

Un tempo per una donna avere una pelliccia era qualcosa a cui ambire, era il raggiungimento di uno status symbol. Di fatto era ciò che più comunemente definiremmo una moda. Oggi le donne ambiscono all’i-Phone, e ad un piumino d’oca. (Sul piumino d’oca poi potremmo aprire un altro dibattito). Oggi le pellicce non piacciono più. Sono state sostituite nel tempo, dapprima dai “montoni”, poi dai giubbotti in pelle, oggi si va di piumino (anche sintetico nell’imbottitura e con il pile) altrettanto caldo, comodo, pratico e indistruttibile. Insomma le pellicce, a parte in talune occasioni di gala, a teatro, o alle feste “importanti”, hanno smesso di essere indossate. I capi di visone, castoro, astrakan, marmotta, volpe e altri animali – un tempo preziosi per tutto ciò –  delle mamme, nonne e zie sono finite (per chi le avesse ancora) negli armadi o nei soppalchi, se non anche in soffitta.

Contenti gli animali, contenti gli animalisti per questo, ma un po’ tutti in realtà, per la fine di tale barbarie, un tempo necessaria, ora anacronistica. Gli occhi di chi osserva oggi il costume di qualche anno fa è sia incredulo e perfino schifato di un tale abbigliamento. I giovani non approvano ne apprezzano, almeno nei paesi più moderni. Diversamente all’estero, sopratutto nei paesi dell’Est,  e nell’Asia, i cappotti di pelliccia ancora sono apprezzatissimi.

Complici le temperature che negli ultimi anni sono diventate sempre più miti (a parte questi ultimi giorni di febbraio), i capi d’abbigliamento sono oggi più “svelti” e pratici. Taluni hanno trasformato le vecchie pellicce in qualcosa di diverso, allontanando i tagli classici ed integrando pelliccia e stoffa o pelle per creare, con trasformazioni, uno stile tutto nuovo.  Non sempre i risultati hanno trovato consensi e al contempo si sono diffuse  – ma neppure troppo – le pellicce ecologiche, che non erano intrise di sangue. (famosa la pubblicità di qualche anno fa, cruenta, ma efficace).

Ma insomma oggi con le pellicce, che ci possiamo fare? Venderla? A chi?  A quanto? Costavano tantissimo un tempo, erano preziosissime ed oggi non valgono più molto.  Bisogna far analizzare la  pelliccia da esperti del settore: i  pellicciai.

Per vendere la pelliccia della nonna bisogna saperne riconoscerne il valore. Se non siete in grado di farlo da soli, andate da un pellicciaio della vostra zona con la pelliccia usata e chiedetegli una valutazione “sincera”, facendovi lasciare anche una certificazione. Vi consiglio, come si fa per le monete, o per la numismatica in genere,  di andare in più laboratori. Ce ne sono sempre meno, è vero e quella che un tempo era un’arte, si sta perdendo nel tempo.  Ci sono tanti fattori che determinano il valore di un capo rispetto ad un altro. Non da meno lo stato di conservazione e l’utilizzo fatto.  E’ chiaro che la maniera in cui è stata trattata ne ha determinato un buono stato di conservazione. Se si ha avuto cura di tenerla in armadi aerati e magari dentro un telo, non schiacciata, o in ambienti umidi, lo stato di conservazione sarà ottimale. I pellicciai valuteranno il cuoio, la foltezza del pelo, il colore, quante parti della pelliccia sono state consumate etc. Nel tempo anche la lavorazione delle pellicce è mutata e questo ne ha determinato una diversificazione del valore nel tempo. In realtà, più le pellicce sono vecchie (se in buono stato) e più valgono.

C’è anche un’altra soluzione, alternativa al disfarsene, è un riutilizzo della stessa non più come abbigliamento, ma come coperta  e cuscini, proprio come si faceva con le tende di un tempo.

Per la vendita, se non si è interessati a permutarla con altri capi d’abbigliamento o giubbotti di pelletteria o sempre di pelliccia, è preferibile provare a venderla on.line, tramite i siti dell’usato, allegando certificati che ne determino la qualità e l’origine. A volte questo si trova all’interno della stessa. Le fotografie della pelliccia e di ciò che c’è sotto la fodera, ne determinano il successo.

Le foto della pelliccia dovranno valorizzare il pelo, il colore, il modello. Le fotografie devono lasciar trasparire l’allure della pelliccia, si deve percepire la morbidezza del pelo, la lucentezza del colore.

Comunque, per chi fosse interessato, ho ritrovato nell’armadio di casa di mio padre le pellicce di mia madre, che non penso nessuno userà mai…..quasi quasi me le vendo. Interessa a qualcuno?

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