La contraffazione ci costa 60 miliardi l’anno e brucia oltre 434.000 posti di lavoro

Quando si parla della sfera economica del nostro paese, tra i problemi che spesso vengono citati c’è, ovviamente, l’evasione fiscale che si traduce in miliardi di euro persi di tasse non pagate andando inevitabilmente a ripercuotersi sulle tasche dei cittadini. Ma esiste un altro problema molto importante che riguarda non solo l’Italia, ma l’intera Europa, e registra numeri impressionanti provocando perdite ingenti ogni anno e bruciando centinaia di migliaia di preziosi posti di lavoro.

Parliamo della contraffazione, un problema che colpisce molti settori e che l’Euipo, l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale ha deciso di fotografare con un nuovo report che svela i numeri della contraffazione nel vecchio continente, evidenziando le conseguenze che il fenomeno continua ad avere sulla perdita di soldi e posti di lavoro.

Da tempo si discute delle conseguenze della contraffazione in Europa, ma questa volta l’Euipo ha diffuso i dati raccolti grazie ad un ampio report che analizza in dettagli le conseguenze del fenomeno nell’arco degli ultimi 5 anni, prendendo in considerazione 13 diversi settori, tra cui abbigliamento, cosmetici, smartphone, giocattoli  e farmaci. Le perdite legate alla contraffazione, ovviamente, derivano dal fatto che se vengono immessi sul mercato prodotti che violano le proprietà intellettuali, i produttori in regola tendono a produrre meno di quanto potrebbero fare, e di conseguenza creano un numero inferiore di posti di lavoro.

Prendendo in considerazione 13 settori, in Europa le perdite stimate si attestano sui 60 miliardi di euro l’anno, con quasi 435.000 posti di lavoro persi. Se invece si prende in considerazione solo l’Italia, parliamo di 8.6 miliardi di euro persi e 52.700 posti di lavoro bruciati. Ed è innegabile come alla diffusione del fenomeno abbia contribuito anche internet, con una maggiore semplicità per i consumatori di accedere a questi prodotti, che permettono di risparmiare.

Nel nostro paese i settori in cui la contraffazione è più presente sono quelli dell’abbigliamento, seguito da farmaci e smartphone, ma sono compresi anche cosmetici e pelletteria. La contraffazione, tuttavia, non provoca danni solo all’economia e al mercato del lavoro, ma potenzialmente anche alla salute. I rischi per la salute riguardano la vendita di farmaci, cosmetici ma anche prodotti alimentari che non rispettano le norme vigenti e che, per questo, potrebbero mettere a rischio la salute delle persone.

Quello della contraffazione, purtroppo, appare come un fenomeno in crescita negli ultimi anni, complici le vendite online e la crisi economica, che spinge un numero sempre maggiore di consumatori ad acquistare prodotti con prezzi bassi per risparmiare. Una soluzione per arginare il fenomeno potrebbe essere applicare sanzioni più ingenti e pene più severe per combattere un problema che continua ad avere conseguenze impressionanti sul mercato europeo e non solo.

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