La Casa nel Bosco… una scelta di vita!

Se questo articolo fosse una favola, inizierei così: «c’è un posto che si trova al confine dell’Abbruzzo con il Molise che si chiama Località Taverna». Attraversata da uno degli affluenti del fiume Sangro questa località, fino alla prima metà del Novecento, era caratterizzata da molteplici masserie abitate da famiglie numerose che coltivavano le terre circostanti.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la ripresa economica, purtroppo queste abitazioni sono state per lo più abbandonate. Forse (sicuramente) sono di parte, ma è un posto veramente incantevole. Provate ad immaginare il piccolo affluente del Sangro che scorre allegro nel suo letto roccioso, le sue sponde ancora selvagge di un verde rigoglioso e un bosco, chiamato dai locali semplicemente Cantalupo, che si inerpica dalla piccola valle fin sopra i 1.400 mt. Anche se ormai quasi impraticabili, ci sono diverse viuzze sterrate, fatte di pietre e fango, che permetto di fare delle passeggiate anche a cavallo all’interno del bosco (accompagnati mi raccomando da qualcuno del posto perché potrebbe essere facile perdersi).

Sono fortunata perché negli ultimi 5 anni ho modo di rifugiarmi spesso nella Località Taverna e credetemi affacciarsi dalla finestra la mattina presto e vedere i daini che si dissetano al fiume o, nelle sere d’estate, rimanere incantati dalla miriade di puntini luminosi delle lucciole che danzano nel buio, non ha prezzo. Ogni tanto poi, dalle viuzze del bosco, spuntano due vecchini in sella agli asini. Scendono a valle dalla loro vecchia masseria per andare in paese a fare provviste. Sono Boris e Annina che, nonostante abbiano una casa di proprietà in un grazioso paesino vicino, hanno deciso da giovani sposi di rinunciare a tutti gli agi che il progresso ci concede e di passare insieme la loro vita in una masseria nascosta nel cuore di Cantalupo senza corrente elettrica, senza gas, senza telefono… senza Internet!!! Hanno i loro animali e nel terreno circostante alberi da frutta e un modesto orto coltivato perché la loro età non permette più di lavorare la terra. Sono delle persone adorabili e di gran cuore.

Lo scorso anno, il giorno di Ferragosto, con alcuni amici sono andata a trovarli per la prima volta da quando so di loro. Non immaginate lo stupore quando Annina mi ha offerto un tè freddo e dei biscottini. Ho subito pensato “il 15 agosto questo tè freddo sarà imbevibile”, ma non avevo pensato alle grotte delle vecchie masserie che venivano utilizzate per conservare il cibo e che lo mantengono più fresco di un frigorifero ultramoderno. L’unica cosa che sconsiglio vivamente se si va di fretta è non accettare mai il caffè: la moka sul fuoco del cammino prepara il caffè in un tempo infinito.

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