Gelati fatti con latte scaduto e frutta surgelata. Estate di controlli e sequestri in gelateria

Se quello che si scrive su etichette e presentazioni dichiarava l’utilizzo di latte latte fresco alta qualità, latte biologico, frutta fresca di stagione, frutta biologica, prodotti Dop e Igp, prodotti di origine pugliese e italiana, la realtà dei fatti era tutt’altra. La preparazione di gelati e granite “artigianali” utilizzava al contrario normalissime materie prime oltre che prodotti congelati ed extra UE. Per ora sono in molti gli imprenditori indagati per frode in Puglia. A scovarlo è stata l’operazione ‘Ice (s)cream’ partita nel mese di giugno scorso sul settore della produzione e commercializzazione del gelato e delle granite artigianali. Al momento sono 50 le gelaterie controllate sul territorio pugliese e 17 gli artigiani denunciati nelle città di Bari, Lecce, Taranto, Andria, Giovinazzo, Corato, Ruvo di Puglia, Bisceglie, Molfetta, Monopoli, Polignano a Mare e Torre a Mare.

La cosa ancora più raccapricciante è stata trovare in alcuni di questi esercizi anche la presenza di semilavorati utilizzati per la produzione dei gelati e granite scaduti, anche da 10 anni. Senza poi contare le diverse violazioni sanitarie riscontrate nei controlli.

Il controllo generale è scattato dopo la morte della bambina di 16 mesi di di Altamura (Bari) per le conseguenze di un’infezione da Sindrome emolitico-uremica (Seu), a seguito del consumo di un gelato prodotto con latte crudo. Durante i controlli alcune attività sono state trovate addirittura senza le autorizzazioni sanitarie.

Per ora la multa collettiva è di circa 30.000 euro. Da non sottovalutare però la presenza di imprenditori seri con prodotti salutari e genuini in Puglia.

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