Food delivery: 4 milioni di italiani usano app e siti per la consegna di cibo a domicilio

Il food delivery, la consegna di cibo a domicilio, esiste da molti anni e da sempre ha riguardato ristoranti e soprattutto pizzerie che offrono ai propri clienti la possibilità di ricevere il cibo preferito direttamente a casa. Da diversi anni, tuttavia, sono nati servizi online che, in accordo di ristoranti e locali di ogni genere offrono la consegna di cibo a domicilio in maniera più organizzata e rapida, permettendo al cliente di ricevere il piatto preferito in qualunque parte della città e in tempi molto brevi.

Ma quanto è effettivamente diffuso questo mercato in Italia? A spiegarlo sono i dati pubblicati oggi che provengono da un’analisi CensisColdiretti, che conferma una crescita nel mercato della consegna di cibo a domicilio, con un numero maggiore di italiani che si affida a siti web e applicazioni per smartphone per ricevere il pranzo o la cena direttamente dietro la porta di casa.

L’offerta a disposizione dei clienti è molto ampia, i ristoranti che si affidano a questi servizi continuano ad aumentare anno dopo anno e le piattaforme che puntano su questo settore non mancano, da colossi del calibro di JustEat, Foodora e Deliveroo a realtà molto più piccole presenti solo a livello nazionale.

Detto questo, i dati Censis-Coldiretti confermano la crescita del food delivery in Italia. Sono oggi 4 milioni gli italiani che si affidano a siti e app per ordinare il cibo e riceverlo a domicilio attraverso queste piattaforme, mentre sono 11 milioni gli italiani che usano regolarmente il telefono per ordinare il cibo a casa.

Inevitabile che, in questo modo, siano cambiate le abitudini in cucina. Sono milioni gli italiani che, dopo una giornata di lavoro, preferiscono ordinare cibo già pronto a casa, e le piattaforme di food delivery offrono proprio questo, permettendo di ricevere pietanze di ogni genere, ancora calde e di pagare in contanti o sistemi di pagamento online. La comodità di pagare per ricevere pranzo o cena a domicilio senza preoccuparsi di cucinare è innegabile, ma ciò che spesso non si considera è ciò che si nasconde dietro queste realtà.

E’ di questi giorni la decisione del Tribunale di Torino che ha deciso di respingere il ricorso di sei “rider” dell’azienda tedesca Foodora, con i quali la società aveva smesso di collaborare nel 2016 in seguito alle proteste legate alla richiesta di condizioni di lavoro migliori. In quell’occasione i fattorini lamentavano condizioni di lavoro a dir poco precarie, con appena €2,70 per ogni consegna e tutte le spese di trasporto a proprio carico. Senza dimenticare, ovviamente, i rischi legati alla necessità di spostarsi da una parte all’altra della città, ad esempio in bicicletta, senza alcuna tutela o sicurezza.

La stessa Coldiretti, nell’analisi pubblicata, conferma che la presenza di numerosi esponenti nel settore del food delivery sta scatenando una vera e proprie guerra commerciale fatta di promozioni e offerte al ribasso che rischia di ripercuotersi sull’intera filiera, dai ristoranti ai fornitori fino al personale che si occupa delle consegne.

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